Nel 1797 sposò il generale Charles Victoire Emmanuel Leclerc, amico di Napoleone, di cui rimase vedova nel 1802. L'anno successivo, su richiesta del fratello Napoleone, sposò un personaggio la cui famiglia faceva parte dell'antica nobiltà romana: il principe Camillo Borghese, di cinque anni più anziano di lei.
Piuttosto irrequieta, amante dello sfarzo e della vita di corte, fece molto parlare di sé a causa del suo comportamento anticonformista, come per esempio posare nuda, nel 1805, per essere immortalata da Antonio Canova nella celebre statua di Venere vincitrice. Divenne Principessa di Guastalla nel 1806 e risiedette a Torino, città che non amò mai, ritenendola fredda e provinciale, in quanto il marito era stato nominato governatore dei dipartimenti francesi in Italia.
Biografia Infanzia e giovinezza Nacque ad Ajaccio, con un parto senza complicazioni, il 20 ottobre 1780 da Carlo Maria Bonaparte, politico e patrizio italiano, e dalla nobile Letizia Ramolino. Il giorno dopo la bambina, sesta di otto fratelli, venne battezzata "Maria Paola" nella cattedrale di Ajaccio, con l'arcidiacono e prozio Luciano Bonaparte per padrino.Fraser, pagina 12 La bambina, chiamata da tutti Paoletta, presentava un difetto ai padiglioni auricolari, sottili e senza rilievo.Per questo da adulta nasconderà le orecchie con nastrini o ciocche di capelli.
La famiglia Bonaparte era molto numerosa e anche povera ma, appartenente a un ceto superiore rispetto ai semplici contadini, vivendo in una casa modesta e considerandosi nobile non pagava le tasse.Riccara, pagina 2 Paoletta nacque durante lotte intestine nella Corsica dell'epoca, in cui il partito dei realisti e degli autonomisti isolani, che riceveva aiuti dagli inglesi, si contrapponeva a quello dei filofrancesi, seguaci della repubblica.
Nel 1785 Paoletta rimase orfana di padre e fu la madre Letizia a tenere unita la famiglia, che si trovava in ristrettezze economiche, insegnando ai figli ad aiutarsi reciprocamente e a seguire con tenacia i propri obiettivi. Solo Paoletta si distingueva, dimostrando fin da bambina una grande insofferenza alle regole sociali del momento e tutto ciò che sentiva come una costrizione, fra cui lo studio.In generale, i giovani Bonaparte non ebbero un'istruzione approfondita: al massimo frequentarono la scuola elementare o ricevettero alcune lezioni dalle monache (Riccara, pagine 3-4).
Il ritorno di Pasquale Paoli nell'isola (1790) provocò una scissione insanabile fra la fazione filofrancese e quella filoinglese. Paoli dichiarò infatti apertamente di voler cedere l'isola all'Inghilterra e si impegnò alla realizzazione del progetto, tacciato di traditore dai francesi. Nella congiuntura politica che seguì, i francesi furono esiliati e perseguitati.Henri D'Almeras, Paolina Bonaparte, Milano, Dall'Oglio, 1964, pagine 17-18
Nel 1793 la famiglia Bonaparte si rifugiò ai Milelli, una casa nella boscaglia sovrastante Ajaccio, quando alcuni patrioti corsi appiccarono il fuoco alla loro casa.Ciò avvenne a causa delle provocatorie osservazioni di suo fratello maggiore Luciano Bonaparte in un circolo giacobino. (Fraser, pagina 13) A quel punto intervenne Napoleone a salvare la famiglia grazie a una fregata francese, che nel maggio 1793 salpò da Calvi portando i Bonaparte nella Francia meridionale.Fraser, pagina 13 Gli esuli giunsero a Tolone, dove la situazione non era tuttavia più tranquilla che in Corsica. Realisti e rivoluzionari si contendevano la città, e vi era il rischio quotidiano di assedi o sommosse popolari. Letizia non poteva restare; prese con sé i figli e li condusse in una piccola località non lontana, La Villette. Da qui si recò a Bandol e infine a Marsiglia.Henri D'Almeras, pagina 18
In Francia ben presto si cominciò a francesizzare il nome di Paoletta che divenne Paulette per poi divenire Pauline, cioè Paolina.
A Marsiglia Napoleone presentò Paolina alla famiglia di Louis Fréron con l'intento di fargliela sposare, ma Letizia, contraria all'unione, negò all'uomo la mano della figlia.Fraser, pagina 19 Fréron venne poi accusato di appropriazione indebita e, nonostante il suo tentativo di difendersi, cadde in disgrazia. A quel punto anche Napoleone, in quel momento impegnato con l'Armata d'Italia, gli negò la mano della sorella. Scrisse alla moglie Giuseppina: «Fai sapere a Fréron che l'intenzione della mia famiglia è di NONIn maiuscolo anche nel testo originale. concedere la mano di Paolina, e che sono pronto a qualsiasi passo sia necessario per tenervi fede.»Fraser, pagina 21
Paolina invece continuò un carteggio con l'uomo del quale si diceva innamorata, anche quando scoprì che aveva un'amante e tre figli. Alla fine però i due dovettero terminare la loro relazione, e Paolina dovette infrangere il suo voto di fedeltà verso Fréron.Fraser, pagina 26 Napoleone aveva deciso infatti di richiamare la sua famiglia a Milano dove avrebbe fatto sposare Paolina con Victor Emanuel Leclerc, un suo valoroso militare, distintosi nella battaglia di Rivoli e successivamente elevato al rango di generale.
Il primo matrimonio
Dopo un lungo tragitto, Paolina arrivò a Palazzo Serbelloni, vicino a Milano, dove Napoleone aveva il suo quartier generale. Qui Paolina venne ammirata da tutti per la sua bellezza. Talvolta dicevano che somigliava, per contegno, al fratello Napoleone, altre volte somigliava alla madre che ai suoi tempi era stata una bellezza.Fraser, pagina 31 Il poeta Arnault, ammiratore del condottiero corso - nonché, a partire dal 1797, politicamente al suo servizio -, scrisse che Paolina riuniva in sé tutte le doti della perfezione fisica e, al contempo, tutto ciò che di più bizzarro esistesse in termini di qualità morali.Il passo è citato da André Castelot inBonaparte, Paris 1967, volume I, pagina 260
All'inizio di giugno del 1797 giunse al castello di Mombello, quartier generale estivo di Napoleone, Letizia con la figlia maggiore Elisa Bonaparte, recentemente sposatasi civilmente con Felice Baciocchi.
Il matrimonio civile di Paolina e Leclerc venne celebrato la mattina del 14 giugno (il registro con le firme degli sposi è ancora oggi custodito presso l'archivio della chiesa parrocchiale di Bovisio Masciago). La sera dello stesso giorno, venne celebrata anche la cerimonia religiosa in cui vennero sposati Elisa e Felice.Fraser, pagina 33 Secondo una clausola del contratto matrimoniale di Paolina, Napoleone avrebbe donato alla sorella quarantamila franchi da dare a Leclerc e, in cambio, Paolina avrebbe rinunciato alle sue pretese sulle proprietà familiari dei Bonaparte. Napoleone e la moglie Giuseppina accompagnarono i novelli sposi durante la loro luna di miele, che ebbe come teatro il lago di Como.André Castelot.
Quando Napoleone tornò a Parigi Leclerc venne nominato comandante in capo dell'armata d'Italia e si stabilì insieme alla moglie al palazzo Serbelloni. Fu in questo periodo che Paolina rimase incinta. Il figlio nacque il 20 aprile 1798 nella casa della coppia, il palazzo Graziani. Fu Napoleone, nominato padrino, a dare il nome al bambino, che venne chiamato Dermide come un eroe dei poemi di Ossian.Fraser, pagina 36
A ottobre del 1798 Paolina, insieme al figlio, seguì il marito a Parigi, dove era stato trasferito dopo avere dato le dimissioni da comandante in capo dell'esercito in Italia a causa di alcuni problemi di salute.
Ebbe molte relazioni extra-coniugali più o meno sicure, come quella con Auguste de Montesquieu, ma nessuno le fece perdere la testa come l'attore Lafon, che al Théâtre Français spopolava in quei ruoli tragici che tanto piacevano alle dame dell'epoca. Dotato di fascino e molto a proprio agio nella vita mondana, Lafon divenne dal 1801 l'amante ufficiale di Paolina.Henri D'Almeras, pagine 72-75 Lo scandalo assunse dimensioni significative, al punto che Napoleone impose a Leclerc di partire nel 1802 alla volta di Santo Domingo, per prendere parte alla seconda spedizione contro i ribelli indigeni.J-B.Salgues, Mémoires pour servir à l'histoire de France sous le gouvernement de Napoléon Bonaparte, Paris, Fayolle, 1814-1816
Santo Domingo
Nell'agosto 1791 era cominciata a Santo Domingo la ribellione degli schiavi neri nella zona settentrionale. Piantagioni di zucchero e caffè vennero incendiate e molti francesi uccisi. I ribelli costituirono la società degli Amis des Noirs (Amici dei Neri) che diede, con decreto del 15 maggio 1792, alle persone di colore nate da padre e madre liberi, gli stessi diritti dei bianchi. La Francia continentale guardava con preoccupazione a una situazione che comportava perdite umane, territoriali e di importazione. Il generale Laveaux, l'ultimo governatore di santo Domingo, era in ambasce e gli inglesi tentarono di impadronirsi dell'isola. Il capo dei ribelli, Toussaint Louverture, indigeno nato da genitori liberi, propose un'alleanza con Laveaux al fine di scongiurare l'attacco inglese. Louverture fu così nominato nel 1795 prima generale di brigata e poi generale di divisione.Henri D'Alméras, pagine 85-88
I francesi condussero alle Antille una prima spedizione nel 1798 comandata dal generale Hédouville, che entrò in conflitto con Louverture, il quale si impadronì, nel gennaio 1801, della zona spagnola dell'isola. Già nel novembre 1799 Napoleone aveva disposto l'invio di tremila uomini, ma la spedizione fu ritardata fino al 1801, e il 24 ottobre Leclerc ne fu nominato comandante in capo. Malgrado tutto fosse pronto per salpare da Brest alla fine di novembre, gli uomini, nel frattempo divenuti settemila, non partirono che il 14 dicembre.
Il ritardo fu causato da Paolina che in tutti i modi procrastinava il suo arrivo nella città bretone, poco vogliosa di abbandonare i costumi parigini.J-B.Lemonnier-Delafosse, Seconde campagne de Saint-Domingue, précédée de souvenirs historiques et succincts de la première campagne, Le Havre, 1846, volume I, pagina 24 Il suo spirito però si rinfrancò nel tragitto a bordo dell'Océan. Qui ritrovò Fréron, e intrattenne nelle serate gli ufficiali che ne ammiravano la bellezza. Il viaggio fu spensierato, e nessuno presagiva la tragedia che sarebbe sopraggiunta alle Antille.
Anche Dermide era sull'imbarcazione, e Paolina si abbandonava ogni tanto alle tenere cure verso il figlio. Esménard, uno dei membri della spedizione, paragonò la Bonaparte alla Galatea dei Greci e alla Venere del mare, mentre tutti, convinti che Toussaint Louverture avesse accumulato immense ricchezze, presagivano di conquistare un bottino con il quale sarebbero tornati ricchi in Francia.J-B.Salgues, cit., volume IV, pagina 495
Il 1º febbraio gli effettivi sbarcarono a Santo Domingo, e il 5 febbraio cominciarono le ostilità, dopo che Leclerc tentò una conciliazione che si vide rifiutata da Louverture. I grovigli di liane, la giungla, la pianura e la montagna favorivano un'azione mimetica da parte dei locali. Nei mesi uccisero quasi duemila francesi ferendone altri tremila. Paolina si stabilì dapprima in una casa a Le Cap, ma, visti i pericoli, venne tradotta all'Ile de la Tortue, dove fu allestito anche l'ospedale per i feriti di guerra.Henri D'Alméras, pagine 93-98 Madame Leclerc non tradì le usanze consuete: «Il sole dei Tropici si stupì della sua travolgente sensualità».E-D.Pasquier, Histoire de mon temps. Mémoires du chancelier Pasquier, publiés par M. le duc d'Audiffret-Pasquier, Paris, Plon, 1893-1895, volume I, pagina 403