Ha insegnato alla Pennsylvania State University e, dal 2004, è docente all'Università di Stanford, dove ricopre la cattedra John L. Hinds di storia della scienza. Dal 2004 al 2010 ha diretto il Clayman Institute for Gender Research, nel 2014 è stata eletta membro dell'American Academy of Arts and Sciences.
Biografia Nata a Lincoln, si laureò all'Università del Nebraska - Lincoln nel 1974, conseguì quindi il master in storia nel 1977 e il dottorato di ricerca in storia nel 1984 all'Università di Harvard.
Dopo il dottorato insegnò brevemente a Stanford, nel 1988 entrò alla Pennsylvania State University, dove rimase fino al 2004 e dove tenne la cattedra Edwin E. Sparks di storia della scienza. Nel 2004 passò all'Università di Stanford.
Dal 2004 al 2010 diresse il Clayman Institute for Gender Research. Nel 2014 fu eletta membro dell'American Academy of Arts and Sciences.
Attività scientifica Donne, genere e scienza Una parte centrale della sua ricerca riguarda la storia della partecipazione delle donne alla scienza, il ruolo del genere nelle istituzioni scientifiche e il modo in cui le categorie di sesso e genere intervengono nella produzione della conoscenza scientifica.
A questo ambito appartengono, fra l'altro, i volumi The Mind Has No Sex? Women in the Origins of Modern Science (1989), Nature's Body: Gender in the Making of Modern Science (1993) e Has Feminism Changed Science? (1999).
Scienza coloniale e mondo atlantico Schiebinger si è occupata anche di storia della scienza in età moderna, di scienza coloniale e di circolazione dei saperi nel mondo atlantico del XVIII secolo, con particolare attenzione alla bioprospezione, alla medicina e alla sperimentazione nelle società schiavistiche.
A questo filone appartengono Plants and Empire: Colonial Bioprospecting in the Atlantic World (2004) e Secret Cures of Slaves: People, Plants, and Medicine in the Eighteenth-Century Atlantic World (2017).
Gendered Innovations È fondatrice e direttrice di Gendered Innovations, progetto sviluppato a Stanford e promosso anche in collaborazione con la Commissione europea e la National Science Foundation, volto a integrare l'analisi di sesso e genere nella ricerca scientifica e tecnologica.
Con Robert N. Proctor ha inoltre curato il volume Agnotology: The Making and Unmaking of Ignorance (2008).
Riconoscimenti Nel 1994 le fu assegnato il premio della History of Science Society per la storia delle donne nella scienza, per l'articolo Why Mammals Are Called Mammals.
Nel 1995 ottenne il Ludwik Fleck Prize per Nature's Body.
Nel 2005 ricevette il James A. Rawley Prize in Atlantic History per Plants and Empire.
Tra gli altri riconoscimenti figurano un Guggenheim Fellowship (1991-1992), l'Alexander von Humboldt Research Prize (1999-2000) e lauree honoris causa conferite dalla Vrije Universiteit Brussel, dalla Lund University e dall'Università di Valencia.
Opere principali The Mind Has No Sex? Women in the Origins of Modern Science, Harvard University Press, 1989. Nature's Body: Gender in the Making of Modern Science, Beacon Press, 1993. Has Feminism Changed Science?, Harvard University Press, 1999. Plants and Empire: Colonial Bioprospecting in the Atlantic World, Harvard University Press, 2004. Agnotology: The Making and Unmaking of Ignorance, a cura di con Robert N. Proctor, Stanford University Press, 2008. Gendered Innovations in Science and Engineering, a cura di, Stanford University Press, 2008. Secret Cures of Slaves: People, Plants, and Medicine in the Eighteenth-Century Atlantic World, Stanford University Press, 2017.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Storici della scienza statunitensi Categoria:Professori dell'Università di Stanford Categoria:Professori della Pennsylvania State University Categoria:Studenti dell'Università di Harvard Categoria:Fellow dell'American Academy of Arts and Sciences