Le vengono attribuiti i meriti per gli studi nella neuroscienza e specificamente nel campo della chimica fisiologica; in particolare è ritenuta una pioniera degli studi sul sonno e sulla biochimica.

Pubblicò diversi studi in molte lingue firmandosi anche come Marie de Manacéïne e Marie von Manassein. Nonostante i suoi importanti contributi, non risulta citata frequentemente negli articoli che riguardano i suoi campi di studi.

Manaseina fu una delle prime donne a laurearsi in medicina nell'Impero russo. Per permetterle di svolgere l'attività di medico fu necessario conferirle una certificazione speciale che la qualificava come "medico femminile". Solo in un secondo momento ottenne la laurea in Medicina.

Biografia Le origini e gli studi Marija Michajlovna Korkunova era figlia dello storico Michail Korkunov e sorella del filosofo Nikolaj Korkunov.

Da giovane frequentò i circoli rivoluzionari Narodniki assieme allo studente Poniatovskij, che sposò mentre frequentava ancora le aule universitarie. Questi circoli propugnavano una modello politico che si richiamava genericamente al socialismo. In seguito mutò le sue convinzioni avvicinandosi a posizioni dichiaratamente anti-rivoluzionarie. Collaborò attivamente con il Ministero dell'Istruzione russo, fornendo strumenti utili a reprimere le contestazioni studentesche e di controllo dell'attività di coloro che erano legati al mondo rivoluzionario.

Questa sua attività, supportata da una convinta e dichiarata lealtà allo zarismo, le garantirono, da parte dello stato russo, cospicui aiuti e finanziamenti. Il mutamento ideologico che portò Manasseina ad avvicinarsi ad opinioni apertamente conservatrici viene considerato un inevitabile compromesso se si tiene conto delle difficolta che dovevano affrontare le scienziate di fronte ad un mondo accademico di chiara matrice maschilista.

Attività scientifica Contributi alle neuroscienze Il principale merito della Manasseina nel campo delle neuroscienze è stata la sua ricerca sulla privazione del sonno. In particolare fu tra le prime studiose ad affermare che l'attività del cervello non diventa irrilevante durante il sonno.

Per condurre questa indagine lavorò al fianco del professor Ivan Romanovič Tarchanov, scienziato interessato ai disturbi del sonno. Lo studio consisteva nel porre dieci cuccioli (dell'età compresa tra i due e i quattro mesi) in uno stato di insonnia permanente mantenendoli costantemente attivi. Tutti questi cuccioli che fino a prima dell'esperimento erano stati allevati con cura e ben nutriti, e pertanto godevano di ottima salute, a causa della privazione del sonno morivano dopo solo quattro o cinque giorni. Come verifica si utilizzò un gruppo di controllo, composto da altri cuccioli che erano invece privati del cibo e si rilevava che anche se avevano patito la fame per 20-25 giorni, si era in grado di salvarli e di riportarli ad una condizione sana.

Questi risultati hanno mostrato chiaramente l'importanza dell'atto di dormire per una vita sana e che la privazione del sonno porta a una morte più celere rispetto alla privazione di nutrienti.

Ulteriori ricerche hanno provato che gli effetti della privazione del sonno nei cuccioli erano molteplici, tra cui una diminuzione della temperatura corporea da quattro a sei gradi, suggerendo un arresto del sistema di omeostati e una riduzione del numero di globuli rossi, emorragie cerebrali locali, compromissione del ganglio cerebrale ecc.

Manasseina giunse alla conclusione che dormire è necessario così come lo è la nutrizione per la rigenerazione delle cellule cerebrali e che durante il sonno il cervello continua a rimanere attivo. Questa affermazione sfidò la convinzione prevalente in quel momento che dormire era solo uno stato passivo dell'organismo.

Sottolineò anche che solo le strutture cerebrali coinvolte nel mantenimento della coscienza sono inattive durante il sonno, quindi dormire significa riposare la coscienza. Questa intuizione è notevole considerando che l'elettroencefalogramma non esisteva ancora. Il suo lavoro ha avuto un grande impatto sulla comunità scientifica e molti scienziati hanno replicato il suo modello. Nel 1896 gli psicologi americani George T. W. Patrick e J. Allen Gilbert hanno condotto il primo esperimento di privazione del sonno sugli esseri umani.Studies from the psychological laboratory of the University of Iowa: On the effects of loss of sleep, G.T.W. Patrick & J. Allen Gilbert. Psychological Review 3 (5):469-483 (1896) Nel 1898 gli studiosi italiani Lamberto Daddi e Giulio Tarozzi e, separatamente, Cesare Agostini, ampliarono le scoperte di Manasseina conducendo dettagliate analisi istopatologiche e anatomiche del cervello dei cuccioli.

Contributi alla biochimica Oltre all'attività svolta a San Pietroburgo, Manasseina trascorse alcuni mesi presso l'Istituto politecnico di Vienna lavorando al fianco di Jullius Wiesner. La sua attenzione si concentrò sul processo di fermentazione e a lei si deve un'importate scoperta, che risulta il suo più notevole contributo al campo della biochimica. Contro la credenza prevalente in quel momento, la scienziata russa fu la prima a sostenere che quel processo è dovuto all'azione di enzimi che possono essere isolati dalle cellule del lievito. Pertanto concluse che la fermentazione del lievito è un processo indipendente dalle cellule.

Qualche anno dopo Eduard Buchner replicò i risultati di questa ricerca pubblicandoli, un lavoro che gli valse il premio Nobel nel 1907. Buchner, che era a conoscenza del lavoro della collega, ritenne non fosse necessario menzionarla, in quanto considerava i suoi esperimenti inaffidabili. Manasseina cercò di rivendicare il proprio contributo, senza riuscirci.

Vita privata Manasseina rimase vedova del primo marito Poniatovskij, il quale morì in esilio in carcere. Si risposò nel 1856 con Vjačeslav Avksent'evič Manassein, un eminente studioso in campo medico.

Venne sepolta nel cimitero di Novodevičij di San Pietroburgo.

Pubblicazioni Le Sommeil, tiers de notre vie (1892). L'anarchie passive et le comte Léon Tolstoï (1895) Sommeil, tiers de notre vie, patologie, fisiologie, igiène, psicologia (1896)

Note

Bibliografia

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