Biografia Pietro Voglino ha studiato le malattie delle piante, i funghi patogeni delle colture agrarie, la fisiologia e le malformazioni della famiglia di funghi delle Agaricacee. È stato assistente dell'Orto Botanico di Padova (1884-1885), professore di storia naturale presso il Liceo di Casale Monferrato, docente di botanica parassitologica presso la Regia Università di TorinoL'incarico di professore ordinario gli fu conferito nel 1918, quindici anni dopo il concorso presieduto da Pier Andrea Saccardo e vinto da Ugo Brizi che li aveva abilitati alla docenza, direttore dell'Orto botanico di Brera a partire dal 1918 e del Laboratorio sperimentale di fitopatologia fino al decesso. Ha approfondito i metodi di prevenzione e di diagnosi fitopatologica. Nel 1907 ha pubblicato un appello alla Società botanica italiana per la creazione degli osservatori e dei laboratori regionali di fitopatologia. Ha fondato il Laboratorio di fitopatologia (1904), annesso al Gabinetto di Storia naturale del Liceo classico Massimo d'Azeglio di Torino, in seguito divenuto l’Osservatorio consorziale di fitopatologia (1908), incaricato di svolgere i servizi fitopatologici anche per le province di Cuneo e di NovaraRegio decreto n. 421 del 3 maggio 1914, e infine denominato Laboratorio sperimentale di fitopatologia, con annesso Regio osservatorio per le malattie delle piante Regio decreto n. 1024 del 26 aprile 1923. Ha pubblicato l’elenco di una trentina di specie di funghi nel Bollettino Botanico Nazionale (1893), alcune flore locali e il volume Patologia vegetale: fanerogame parassite, mixomiceti, bacterii, ifomiceti od eumiceti (funghi) della Nuova enciclopedia agraria italiana dell’Unione tipografico-editrice torinese (1905, ristampato nel 1924). Ha cooperato con Pier Andrea Saccardo nello studio dei micromiceti e nella stesura della vasta Sylloge fungorum omnium hucusque cognitorum (1882-1913)Operà cui contribuì anche Augusto Napoleone Berlese, incaricato della prima cattedra di patologia vegetale istituita in Italia nel 1901 con la classificazione delle specie di funghi conosciuti all’epoca.
Note