Biografia Idelbene Lisimberti nasce a Trento nel 1927, dove trascorre la sua infanzia e intraprende gli studi artistici a partire dal Liceo Artistico. Dopo il diploma si trasferisce a Milano e si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove studia decorazione con il maestro Gianfilippo Usellini, e pittura con il maestro Aldo Carpi de' Resmini.
Fondamentale per lo sviluppo della sua ricerca artistica è stata la vicinanza con Carpi, che, dopo essere stato denunciato da un collega dell’Accademia di Brera che rivela ai fascisti le sue origini ebraiche, viene arrestato e deportato a Mauthausen e poi a Gusen I: riesce a documentare la vita e la morte nel campo di concentramento con numerosi schizzi e con un personale diario. Qui si salvò grazie al suo talento di pittrice eseguendo ritratti per gli ufficiali del campo e fu autore, a rischio della vita, dell’unico vero diario in presa diretta all’interno di un campo di sterminio. Un uomo verticale, un giusto che ha conosciuto e patito le sofferenze più atroci, ma che non si è mai piegato a “riconoscere la presenza attiva del 'male' nel cuore dei suoi simili”, come scrisse il celebre critico d’arte Mario De Micheli. L’artista meneghino si recava spesso nello studio di Idelbene, in via Chiari 7 a Milano, alla ricerca continua di un confronto e a osservarla mentre dipingeva le sue opere.
I primi lavori noti di Idelbene Lisimberti risalgono al quinto decennio del XX secolo, dal 1955 ha attivamente partecipato a Premi Nazionali ed Internazionali di Pittura distinguendosi con numerosi premi e riconoscimenti. Nella pittura, come dichiara anche il giornalista e saggista Eros Bellinelli, "la posizione figurativa di Idelbene Lisimberti può essere subito compresa come un portato del postimpressionismo; cui si unisce tra le altre possibili attitudini, una iniziale spiccatissima devozione alla configurazione della realtà".
Dal 1971 al 1974 è presente ai Corsi Internazionali di Litografia e di Calcografia presso I'Istituto Statale d'Arte di Urbino. Faceva parte del gruppo di artisti del Centro dell'Incisione al civico 66 dell'Alzaia Naviglio Grande.
In occasione della personale dell'artista tenutasi nel 2006 a Vaprio d'Adda, Maria Grazia Colombo descrive i dipinti di Idelbene Lisimberti come "paesaggi dell’anima e della memoria, un dato di immediata esperienza emotiva e sentimentale, prima ancora che culturale e razionale, un dato pregno di umanità, di lirismo e di interiorità. La gamma di colori della sua tavolozza, precedentemente imperniata sui neri, rossi e verdi, a poco a poco lascia il posto anche ai grigi lombardi; le linee vengono tracciate nervosamente e si movimentano in maniera sempre più inquieta, a volte allarmata e allarmante. La pennellata all’improvviso diventa “segno”, volto, paesaggio, natura morta e scandisce così i volumi e suggerisce continui e diversi piani prospettici dal taglio irregolare. Ogni suo quadro è in sé completo, finito ma, nello stesso tempo, ed è forse questo il fascino della sua pittura, lascia molto alla sensibilità di chi lo guarda; così l’immagine si rinnova ad ogni sguardo e si arricchisce dell’esperienza personale dell’osservatore".
Idelbene Lisimberti muore l'8 giugno 2023 a Milano, nel suo studio in via Chiari 7.
Note