I tram funebri di Milano, chiamati dai milanesi Gioconda, costituivano una delle modalità per il trasporto dei defunti dalla città al Cimitero Maggiore dalla sua apertura sino ai primi anni 1930.

Storia Con l'espansione della città il Cimitero Monumentale non era più sufficiente per le esigenze ambrosiane e venne costruito, nella zona di Musocco, il nuovo Cimitero Maggiore, lontano dalle zone più urbanizzate della città, così da chiudere i vari cimiteri di piccola dimensione ormai assorbiti dalla crescente città: all'apertura nel 1895 il comune di Milano richiede alla Carminati & Toselli la costruzione di vetture tranviarie per trasportare le salme e i parenti del defunto.

La linea tranviaria fu costruita appositamente per questo servizio attraverso il bosco della Merlata e per molto tempo non vide alcun servizio tranviario ordinario.

Nel 1907 venne aggiunta una stazione a Porta Romana, progettata da Francesco Minorini e dall'architetto Pasquale Tettamanzi, per servire meglio la parte meridionale della città: con lo sviluppo dei mezzi a motore il servizio tranviario fu sospeso dal 1928 a Porta Romana nel 1930 dal Monumentale, ma continua per alcuni anni con dei bus elettrici della Rognini e Balbo. Nel 1926 viene proposta la costruzione di stazioni in Porta Magenta e Porta Venezia, ma data la sospensione del servizio rimangono solo progetti.

La stazione di Porta Romana verrà chiusa e utilizzata dall'ATM come sede del dopolavoro aziendale e successivamente diviene sede di un bagno termale noto come Palazzina Ragno d'Oro.

Rete Originariamente i morti arrivavano con il carro funebre in via Bramante, vicino al Monumentale, e venivano trasportati a Musocco attraversando Piazza Cenisio e Garegnano, con la nuova stazione di Porta Romana i tram che partivano da lì superavano la circonvallazione dei tram per raggiungere Porta Volta e, da lì, si immettevano nella linea tranviaria speciale poco dopo il Monumentale.

I tram I convogli dei morti erano dotati di una motrice, divisa in due sezioni da otto posti dove sedevano i parenti, e di un rimorchio, dove si trovavano la bara, che veniva caricata con un falso pavimento nella stazione, e anche i sacerdoti che poi celebravano il funerale.

Per i parenti del defunto c'erano sedili ricoperti di velluto, gli interni erano di legno di noce e teak e c'erano finestre decorate con lo stemma del comune, coperte da tende color piombo. Erano inoltre rinfrescate d'estate e riscaldate d'inverno.

Le motrici rimasero in servizio presso l'ATM come mezzi di lavoro, dopo essere state riverniciate, mentre i rimorchi pare siano finiti sulla ferrovia Genova-Casella dopo un cambio di scartamento.

Note

Categoria:Rete tranviaria di Milano