Con le sue ricerche in Australia e in Africa è stata una pioniera dell'approccio femminista in antropologia.

Primi anni di vita e istruzione Kaberry nacque ill 17 settembre 1910 a San Francisco dall'architetto Lewis Kaberry e da Hettie Emily Coggins, immigrati britannici originari dello Yorkshire, entrambi seguaci della Scienza Cristiana. Nel 1913 si trasferì con i genitori e i due fratelli nel Nuovo Galles del Sud, in Australia, stabilendosi infine a Sydney, dove frequentò la Fort Street Girls' High School.

Nel 1930 si iscrisse all'Università di Sydney, laureandosi nel 1933 in inglese e filosofia con specializzazione in latino e storia. Nel 1934 conseguì con lode un master in antropologia. Dal 1934 al 1936 svolse ricerche sul campo con le popolazioni aborigene nell'Australia settentrionale. Successivamente completò il dottorato di ricerca in antropologia alla London School of Economics and Political Science sotto la guida di Bronisław Malinowski, discutendo nel 1939 la tesi Aboriginal Woman: Sacred and Profane, poi pubblicata lo stesso anno.

Carriera accademica L' Università di Sydney fu la prima università in Australia ad offrire l'insegnamento di antropologia, ospitando accademici Adolphus Peter Elkin, Raymond Firth, Ian Hogbin, Alfred Reginald Radcliffe-Brown e Camilla Wedgwood. Kaberry studiò sotto la direzione di Elkin, un convinto sostenitore della capacità delle antropologhe di fornire una prospettiva unica e preziosa sulla condizione femminile, all'epoca ampiamente trascurata.

Durante i suoi primi anni da studentessa laureata, Kaberry si interessò alla Nuova Guinea. La sua tesi fu un'indagine sugli effetti delle politiche governative sulle popolazioni native, tema che avrebbe ripreso nelle sue ricerche successive. Dopo il 1939 tornò a occuparsi di Melanesia, recandosi in Nuova Guinea per studiare l'organizzazione sociale del popolo Abelam nel distretto di Sepik. Si interessò in particolare alla cucina locale e al ruolo centrale dell'igname. Lo scoppio della seconda guerra mondiale la costrinse a interrompere il soggiorno.

Ricerca nella regione di Kimberley nell'Australia Occidentale Dopo il master in antropologia ricevette una borsa di studio dall'Australian National Research Council (ANRC). Su suggerimento di Elkin si recò nella regione del Kimberley, nell'Australia Occidentale, per studiare le culture aborigene locali. Elkin era un fautore della preservazione delle popolazioni native, preoccupato delle pessime condizioni di vita, dei maltrattamenti e della graduale cancellazione delle loro credenze e delle loro tradizioni. Kaberry condusse le ricerche tra stazioni di allevamento e missioni, superando barriere linguistiche e difficoltà logistiche legate alle migrazioni stagionali.

Utilizzando il metodo dell'osservazione partecipante, si immerse nella quotidianità delle donne aborigene. Per raccogliere dati sensibili sulla vita femminile, si avvalse spesso di collaboratrici locali particolarmente influenti. Notò che, mentre nella stagione secca i contatti con gli europei nelle missioni alteravano le usanze tradizionali, durante la stagione delle piogge la "vita nativa" riemergeva con forza, permettendole di assistere a cerimonie e rituali autentici. Nei tre anni di studio si concentrò su parentela, religione e organizzazione economica delle donne, nonché sull'influenza dei contatti con gli europei.

Il suo libro Aboriginal Woman Sacred and Profane pubblicato nel 1939 sfidò i pregiudizi dell'epoca. Allora gli antropologi (quasi tutti uomini) consideravano le donne native come prive di vita spirituale o le definivano "mucche addomesticate", ritenendole prive di vita spirituale. Persino il suo mentore Elkin condivideva in parte l'idea di una presunta inferiorità femminile. Kaberry invece documentò l'esistenza di cerimonie sacre precluse agli uomini, dimostrando che le donne non erano l'elemento "profano" della società, ma personalità sociali complesse con prerogative e rituali propri.

L'opera di Kaberry fu uno dei principali studi sugli aborigeni australiani condotti da ricercatrici negli anni trenta, nonché uno dei rarissimi testi a livello globale dedicati interamente alle donne native. Con questo lavoro, l'autrice gettò le basi per i futuri studi di genere in antropologia, anticipando di decenni tematiche che sarebbero diventate centrali solo con i movimenti femministi della seconda metà del secolo.

Collaborazione con Malinowski e ricerche in Camerun Dopo una borsa di studio Sterling, Kaberry si recò alla Yale University per insegnare. Lì ritrovò Malinowski; i due iniziarono a collaborare a un libro sul contatto culturale, ma Malinowski morì prima di finirlo. Kaberry completò l'opera nel 1945 con il titolo The Dynamics of Culture Change.

Quasi vent'anni dopo scrisse A Glimpse of Malinowski in Retrospect per il Journal of the Anthropological Society di Oxford.

Tornata a Londra, Kaberry su richiesta del Colonial Social Science Research Council si recò nella regione di Bamenda, in Camerun, per studiare i problemi di malnutrizione e sviluppo. Trascorse circa quarantasei mesi a Bamenda tra il 1945 e il 1963, in parte in collaborazione con Sally Chilver. Strinse un legame profondo con la comunità degli Nso', con i quali visse, aiutandoli a difendere le loro terre dalle politiche coloniali; per gratitudine gli Nso' le conferirono il titolo di regina madre. Nel 1952 pubblicò Women of the grass fields, uno studio fondamentale sulla posizione economica delle donne Nso'.Gli Nso' del Camerun sono anche conosciuti come Nsaw. Nel libro Women of the grass fields, l'autrice si riferisce a loro come Nsaw

Nell'ultima parte della sua carriera accademica, Kaberry insegnò all'University College di Londra come docente e in seguito come lettrice. Un anno dopo il suo pensionamento, morì per avvelenamento accidentale da alcol nella sua casa di Londra, all'età di sessantasette anni.

Informata della morte di Kaberry, la comunità Nso' con cui aveva lavorato nel corso degli anni celebrò una cerimonia di lutto in suo onore e dieci anni dopo fondò il Centro di Ricerca Kaberry nella propria regione.

Contributi ed eredità Phyllis Kaberry è considerata una pioniera dell'antropologia di genere. Il suo lavoro ha contribuito a smantellare i pregiudizi accademici sulla presunta inferiorità sociale e spirituale delle donne nelle società non occidentali, dimostrando che esse non erano figure marginali, ma attori economici e rituali centrali.

La sua influenza si è estesa alle generazioni successive di antropologi, tra cui Sandy Toussaint, che ne ha analizzato l'eredità intellettuale nel saggio Phyllis Kaberry and Me (1999).

In segno di riconoscimento per il suo operato, il Centro per la Ricerca Interculturale sulle Donne dell'Università di Oxford ospita ogni tre anni una conferenza commemorativa a lei dedicata.

La città di Canberra le ha intitolato la Kaberry Place, nel sobborgo di Chisholm.

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