Il Muro del Dolore (), conosciuto anche come Muro del Lutto e Muro del Pianto, è un monumento situato a Mosca dedicato alle vittime delle persecuzioni politiche di Iosif Stalin durante l'era sovietica. Il memoriale nazionale è stato inaugurato dal presidente russo Vladimir Putin e dal patriarca Cirillo il 30 ottobre 2017, in occasione della Giornata della Memoria delle vittime delle repressioni politiche.

Storia Dal 1920 al 1950, sotto il regime di Stalin nell'Unione Sovietica, circa persone furono giustiziate, oltre ai milioni di vittime che morirono a causa della carestia, delle condizioni dei campi di lavoro e di altre atrocità commesse dal governo. Il presidente russo Vladimir Putin commissionò la costruzione del monumento nel 2014.

L'idea di creare un monumento in ricordo delle vittime della repressione politica fu proposta già negli anni sessanta da Nikita Chruščëv, ma il progetto fu abbandonato nelle fasi iniziali. Successivamente, nel 1987 una petizione ad opera di un gruppo di iniziativa arrivò fino alla Politburo del Comitato centrale del PCUS, dove fu discussa la costruzione di un monumento sulle vittime della repressione politica. Un concorso pubblico fu indetto per decidere la scultura che avrebbe svolto questa funzione, ma la giuria non decretò mai un vincitore, nonostante le numerose proposte. Il Muro del Dolore non fu dunque il primo del suo genere, ma è stato il primo costruito con decreto presidenziale. Un altro monumento, la pietra Soloveckij, è stato eretto nel 1990 e si trova di fronte al quartier generale del KGB in piazza Lubjanka, a Mosca.

Dopo aver incontrato il Consiglio per i diritti umani e la società civile del Paese, Putin ha dichiarato durante la cerimonia di inaugurazione che la tragedia non deve essere dimenticata o giustificata, poiché «una valutazione inequivocabile e chiara della repressione contribuirà a impedire che si ripeta». Alla cerimonia hanno assistito circa 100 partecipanti, molti dei quali erano anziani, attivisti per i diritti umani e funzionari governativi di Mosca.

Costi Il monumento ha avuto un costo complessivo di 460 milioni di rubli. Di questi, 415 milioni sono stati stanziati dalla città di Mosca, somma corrispondente a circa 6 milioni di dollari al cambio dell'epoca, mentre dollari sono stati donati da privati e aziende.

Descrizione Il Muro del Dolore è stato costruito su un vecchio parcheggio all'incrocio trafficato tra l'anello dei giardini e via Accademia Sacharov, nel centro di Mosca. Georgij Franguljan, il progettista del monumento che ha lavorato per due anni alla sua creazione, ha osservato che il Muro del Dolore è «un'espressione di sentimenti, di paura e allarme», piuttosto che una semplice opera d'arte commemorativa. Ha spiegato che la posizione della scultura ha lo scopo di sottolineare che «la repressione potrebbe verificarsi ovunque».

Il monumento è realizzato in bronzo e la sua forma riflette l'arco di una falce. Una parete scura e curva, lunga circa 30 metri e alta 6,1 metri, costituisce la parte principale del monumento, sulla quale sono ritratte numerose figure umane senza volto. Secondo Franguljan, la forma a falce del muro rappresenta il Tristo Mietitore, mentre i volti umani indistinguibili sottolineano l'anonimato delle vittime. I contorni e le sagome delle figure in abiti lunghi, insieme all'inclinazione delle teste, danno l'impressione di essere disegnate come icone ortodosse. Ai bordi della parete, su tavole in rilievo in 22 lingue, le quindici dei popoli dell'ex Unione Sovietica, le cinque lingue dell'ONU e il tedesco in rappresentanza delle lingue dell'Unione europea, è incisa la singola parola: «Ricorda» ().

Accoglienza

Alla sua inaugurazione il monumento ha ricevuto recensioni contrastanti. Da un lato è stato accolto positivamente il riconoscimento della repressione del regime sovietico, dall'altra è stato fatto notare come il monumento possa risultare ipocrita alla luce delle politiche di censura del dissenso sotto la presidenza di Putin. Un gruppo di 40 oppositori e dissidenti politici, tra cui Aleksandr Podrabinek, Vladimir Konstantinovič Bukovskij e Mustafa Abdülcemil Qırımoğlu, hanno pubblicato una petizione in cui si accusava il governo di fare whitewashing sul presente. Nella petizione hanno sottolineato che il Cremlino ha finanziato il monumento per «far credere che la repressione politica sia un fenomeno ormai superato», mentre i prigionieri politici nella Russia contemporanea subiscono ancora attacchi e discriminazioni.

Dopo la morte dell'oppositore politico Aleksej Naval'nyj, alcuni cittadini di Mosca hanno deposto fiori ai piedi del monumento per commemorarlo, venendo poi arrestati per il gesto.

Note

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