La polveriera di Sangano è un ex deposito munizioni e complesso militare situato nel territorio del comune di Sangano lungo le pendici del monte Pietraborga. Il sito, esteso su circa 45 ettari e costituito da numerosi edifici (ne sono rimasti 42: alcuni edifici sono ruderi o strutture secondarie, altri nel tempo sono stati demoliti o inglobati nella vegetazione), venne realizzato nella prima metà del XX secolo. Ha avuto ruoli significativi durante la Seconda guerra mondiale, in particolare nel periodo dell'occupazione tedesca e nelle vicende storiche della Resistenza italiana. In l'area è oggetto di un progetto di recupero e riqualificazione urbanistica, finalizzato alla trasformazione in spazio pubblico multifunzionale.

Origini e utilizzo militare La polveriera fu realizzata nel 1935, quando lo Stato italiano acquisì un ampio terreno nella zona dei Pianetti per la costruzione di un impianto militare per la produzione di cariche di proiettili (dove lavoravano alcuni sanganesi); altre strutture fungevano da depositi di polvere da sparo, cariche per munizioni e relativi impianti. Durante la Seconda guerra mondiale e, in particolare, nel contesto dell'occupazione tedesca del Nord Italia, il complesso fu utilizzato come deposito di materiali bellici e armamenti e come presidio dell'occupazione. La struttura era protetta e mimetizzata, con numerose costruzioni riservate allo stoccaggio.

Resistenza e liberazione

Il 26 giugno 1944, nel quadro della Resistenza italiana contro l'occupazione nazifascista, i partigiani delle formazioni valsangonesi e valsusine attaccarono la Polveriera di Sangano come parte di un'offensiva coordinata contro obiettivi militari nelle valli circostanti. Dopo un breve combattimento i partigiani occuparono la polveriera, catturando uomini e armi e facendo esplodere depositi di materiale; nel tentativo di mantenere la posizione furono però costretti alla ritirata dopo l'arrivo di rinforzi tedeschi. Durante lo scontro il comandante partigiano Sergio De Vitis e altri furono uccisi, e l'episodio è ricordato come simbolo della lotta di Liberazione in Val Sangone. La conquista e i fatti legati alla polveriera sono ricordati come tappe importanti delle vicende resistenziali in Val Sangone e sono documentate anche nell'ambito dell'Ecomuseo della Resistenza della Val Sangone.

Dismissione e trasmissione Dopo la fine della guerra, l'area rimase di proprietà militare fino al 2000, quando l'Esercito italiano la cedette gratuitamente al Comune di Sangano. Negli anni prima della cessione al Comune l'area rimase nella disponibilità militare e poi fu progressivamente dismessa.

Progetto di riqualificazione Negli anni 2020 l'Amministrazione comunale di Sangano ha avviato progettazioni e iniziative per la riqualificazione urbanistica dell'ex polveriera. Il Comune è proprietario dell'area e intende trasformare il sito in un “Parco Etico”, spazio aperto, fruibile e multifunzionale.

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