La Visitazione è un dipinto a olio su tela (314×208 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino. La commissione dell'opera fu formalizzata con rogito notarile del 30 giugno 1627. Il dipinto fu consegnato nel 1632. È conservato presso il Musée des beaux-arts de Rouen.
Storia Guercino aveva già realizzato per la cattedrale di Reggio Emilia la pala d’altare della cappella Fiordibelli, indicata in alcune fonti anche come cappella Giroldi o Girolda, l'Assunta con i santi Pietro e Girolamo, tuttora in sede e consegnata dall'artista nella primavera del 1626..
La decorazione della cappella fu completata con due grandi tele laterali, la Visitazione e il Martirio dei santi Giovanni e Paolo. La documentazione relativa alla commissione è conservata negli atti del capitolo della cattedrale. Il 28 luglio 1626 il capitolo autorizzò il canonico Paolo Messori, esecutore testamentario di Giacomo Antonio Acerbi, a trattare con Guercino per l'esecuzione delle pitture destinate alla cappella. Pochi giorni dopo, il 17 agosto 1626, al medesimo Messori fu conferita piena facoltà di definire con il pittore le condizioni della commissione e di provvedere anche alla decorazione della volta.
Il contratto definitivo fu stipulato il 30 giugno 1627: con rogito redatto dal notaio Oliviero Boninelli, Guercino si impegnò a dipingere per la cappella Girolda due quadri laterali, raffiguranti la Visitazione della Madonna e il Martirio dei santi Giovanni e Paolo, per il prezzo complessivo di quattrocento ducatoni di Firenze.
Nel Libro dei conti del Guercino, registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649 (anno della sua morte) e proseguito dai familiari fino al 1666, alla data 7 giugno 1632 si legge: «Dal Sig.r Messori di Reggio per intiero et hultimo pagam.to delli duoi Quadri fatti per la Chiesa Cathedrale di Reggio, ciove una Visitazione della Madonna, et nell’altro il Martirio di San Giovanni e Paoli, ducat.ni di Firenze n.° 300, che fano Schudi 400. Dal Medesimo Sig.r Messori si è rieceuto per le spese di oltemarini et delle tele Schudi 53.».
Nella Felsina pittrice Carlo Cesare Malvasia sotto l'anno 1632 annota: «Fece per li Canonici di Reggio una tavola, cioè la Visitazione di S. Elisabetta, & il Martirio di San Gio. e Paolo, che sono nel Duomo di detta città.». Tutti e tre i dipinti sono citati da Charles-Nicolas Cochin, nel Voyage d'Italie.
La commissione e la presenza delle due tele nella cappella sono ricordate in un manoscritto del 1782, intitolato Descrizione delle pitture e sculture esistenti nelle Chiese nella città di Reggio e Lombardia nell'anno 1782, conservato presso la Biblioteca Civica di Reggio Emilia (Ms. Turri E. 3). Un altro manoscritto della Biblioteca Capitolare (Fondo Saccani I. 60, p. 87) contiene l'elenco dei quadri trasportati da Reggio a Modena negli anni 1783 e 1784 e infatti risultano nella Descrizione de' Quadri del ducale appartamento di Modena stampata nel 1784. La Visitazione, nella terza edizione con aggiunte del 1787, si trova collocato nella Seconda Camera, a pagina 23, con il numero 7.
Furono requisiti dalle truppe napoleoniche nel 1796 ed esposti al Louvre.. Poco tempo dopo i due quadri furono divisi: la Visitazione andò al Musée des beaux-arts de Rouen nel 1803 e il Martirio dei santi Giovanni e Paolo a Tolosa al Musée des Augustins nel 1812.
Descrizione Il dipinto rappresenta la Visitazione, narrata nel Vangelo di Luca (), ossia l'incontro tra Maria ed Elisabetta. Dopo aver appreso della propria gravidanza, Maria si reca dalla cugina, anch'ella incinta in età avanzata. Nel momento del saluto e dell'incontro tra le due donne, il bambino di Elisabetta sussulta ed Elisabetta benedice Maria e il figlio che porta in sé.
La Vergine e santa Elisabetta sono ritratte in primo piano, in piedi su una sorta di piedistallo, colte nel momento dell'incontro e della stretta di mano. Tra le due figure si innalza una colonna con capitello corinzio, arretrata rispetto al gruppo principale e impiegata come elemento di scansione dello spazio. La luce che illumina le due sante proviene da un interno, di cui si scorgono un tratto di parete e parte di un gradino. Sul pavimento si nota l'ombra del piede sollevato di Maria e, sul corpo di un uomo anziano con le braccia spalancate in gesto di stupore, un'area d'ombra, generata dal corpo di Maria. Alla sinistra di quest'ultimo, un altro anziano è intento a sellare un asino; più a sinistra, un giovane visibile solo in parte è tagliato dal margine della tela. Questi ultimi personaggi sono illuminati dalla luce di un cielo parzialmente coperto di nuvole.
Stile Secondo la scheda del Musée des Beaux-Arts de Rouen, la Visitazione appartiene a una fase in cui l'arte del Guercino mantiene un equilibrio tra un forte radicamento nella realtà dei personaggi e l'armonia ideale di una composizione misurata; l'opera mostra inoltre una linea personale che si distanzia dal realismo dei Carracci, senza risultare ancora marcata dall'arte di Guido Reni.
Denis Mahon ha osservato che il Guercino sfruttò le possibilità offerte dal soggetto per introdurre delicatezza ed eleganza, percepibili nonostante un colorito piuttosto scuro ma di forte intensità; l'impostazione si avvicina a un classicismo di ascendenza reniana, pur con differenze riconoscibili nella fattura, nel colorito e nell'atteggiamento verso la resa del naturale..
Per David M. Stone l'artista «toglie peso» alla figura della Vergine sollevandone un piede e disponendo le pieghe del drappeggio con un andamento ascendente, come se fossero animate da un moto verso l'alto. Lo studioso ha inoltre parlato di una «qualità musicale» dell'insieme, tale da impressionare anche Guido Reni..
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Dipinti del Guercino Guercino Categoria:Dipinti a Rouen