Letras de Cal è stata una casa editrice spagnola creata nel 1997 a Santiago di Compostela (Galizia) con l'obiettivo di far conoscere le voci più giovani della poesia galiziana. I principali promotori del progetto, che svolse un ruolo significativo nell'evoluzione della poesia galiziana contemporanea, furono il poeta Rafa Villar e lo scrittore di origine argentina Eduardo Estévez.

Storia Letras de Cal è nata nel contesto di rinnovamento e scontro generazionale che segnò la letteratura in lingua galiziana a metà degli anni Novanta. Come Rafa Villar aveva dichiarato apertamente nel I Encontro de Novos Escritores (1996), il sistema editoriale e gli scrittori consacrati stavano ostacolando l'emergere di nuovi talenti e rendendo difficile il loro accesso alle tipografie. L'intenzione di Letras de Cal era quella di creare uno spazio proprio dove anche i poeti principianti potessero presentare le loro creazioni. Villar ed Estévez riuscirono a coinvolgere diciotto persone nel progetto, per lo più giovani autori che finirebbero per farsi un nome, come Marilar Aleixandre, Yolanda Castaño, Chus Pato o Séchu Sende.

Nel corso della sua esistenza, la casa editrice pubblicò due antologie e dodici libri di poesia. L'antologia dEfecto 2000 (2000) si presentava come «un'antologia dei lettori e non la tipica selezione che dipende dalla prospettiva critica di un professionista della letteratura», e accoglieva versi di autori che erano esorditi negli anni Novanta; si possono citare Fran Alonso, María do Cebreiro, Celso Fernández Sanmartín, María Lado, Olga Novo e i già menzionati Rafa Villar, Marilar Aleixandre, Yolanda Castaño, Chus Pato e Séchu Sende. La seconda antologia, intitolata A ponte das palabras. Poesía vasca 1990-2000 (2001), riuniva composizioni (in edizione bilingue basco-galiziana) di una ventina di poeti baschi.

Tra i volumi di poesia si possono trovare le prime opere di scrittori destinati a un futuro brillante; questo è il caso, ad esempio, di A primeira visión (1997), di María Lado; As laranxas de Alí Babá Babá (1998), di Carlos Negro; Odiseas (1998), di Séchu Sende; e A teta sobre o sol (1998), di Olga Novo. Un altro volume degno di nota è Propiamente son captivo (1997), di Celso Fernández Sanmartín. Un decennio dopo, nel 2011, una riedizione digitale di tutti i libri di Letras di Cal è stata pubblicata sul sito web PoesiaGalega.

Nonostante la sua breve durata, l'esiguo numero di titoli e la modesta diffusione delle edizioni (quasi sempre limitate a quattrocento o cinquecento copie), Letras de Cal lasciò un'impronta percettibile nella cultura galiziana dell'epoca, per diverse ragioni: il dinamismo culturale che generò la moltitudine di eventi, presentazioni e recitazioni organizzati da Letras de Cal nei luoghi più diversi; la scossa e l'alterazione degli equilibri e delle inerzie che la sua comparsa produsse nel mondo dell'editoria; e l'impulso iniziale e decisivo che diede a una serie di nuovi autori che sarebbero diventati figure di spicco della poesia e della letteratura galiziana.

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