La sciabola svizzera (in tedesco: Schweizersäbel, IPA: /ˈʃvaɪ̯t͡sɐʁzɛːbl̩/ o /ˈʃvaɪ̯t͡sɐʁzɛːbəl) è un tipo di sciabola a due mani molto diffuso nella Svizzera dell'inizio dell'età moderna.
Descrizione Le sciabole svizzere presentano una lama sottile, leggermente curva all'indietro e monofilare, sebbene anco il controfilo del "debole" (ultimo terzo della lama) venisse reso ugualmente tagliente per facilitare la penetrazione nelle stoccate.
Le lame venivano inizialmente montate su else alla moda di prima metà '500, con guardia a bracci ricurvi orizzontalmente e dotata o meno d'uno o due anelli laterali e paramano a cesto.
Dalla seconda metà '500, cominciarono ad emergere guardie specializzate, con bracci a croce o ricurvi verticalmente (di cui il frontale veniva sovente lasciato più lungo per fungere da paramano) ed anelli paradita sul ricasso, mantenendo o meno gl'anelli laterali dei modelli precedenti. Si diffusero anco tratti ornamentali distintivi, come pomoli a foggia di testa di leone e placcature d'argento.
La lunghezza totale dell'arma varia tra i 110 ed i 120 centimetri, di cui 95 sono costituiti dalla lama. Il peso dell'arma oscilla intorno agli 0,5 chilogrammi, i quali uniti al suo bilanciamento basso, la rendono adatta ad essere brandita tanto a due mani quanto ad una.
Storia Quest'arma apparve nella Svizzera del XVI secolo, rimanendo in servizio sino alla prima metà del XVII secolo.
A differenza dei termini daga svizzera (in tedesco: Schweizerdegen, IPA: /ˈʃvaɪ̯t͡səʁdeːɡən/, o /ˈʃvaɪ̯t͡səʁdeː.ɡŋ̍/) e pugnale svizzero (in tedesco: Schweizerdolch, IPA: /ˈʃvaɪ̯t͡səʁdɔlç/, o /ˈʃvaɪ̯t͡səʁdɔʎç/, od ancora ˈʃvaɪ̯t͡səʁdɔltç/), già attestati nel XVI secolo, il termine "sciabola svizzera" è d'origine moderna.
Fu coniato dall'antiquario e curatore del Museo nazionale svizzero Eduard Achilles Gessler (1880—1947), nella sua pubblicazione del 1914 riguardante il suddetto argomento. Nonostante ciò, molti storici tendono invece a collocare quest'arma nella tipologia dei falcioni.
Il termine contemporaneo per quest'arma era "beccaccino", (in tedesco: Schnepfe, IPA: /ˈʃnɛp.fə/), apparentemente basato sulla somiglianza della lama col becco di questo volatile.
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