Il cavallino gobbo (), tradotto in Italia anche come Il cavallino magico, è una favola in versi di Pëtr Pavlovič Eršov, pubblicata per la prima volta nel 1834. Nonostante i tagli della censura, la favola si dimostrò da subito molto popolare in Russia.
Storia dell'opera La prima parte dell'opera venne pubblicata nel 1834 sulla rivista Biblioteka dlja čtenija e successivamente, sempre nello stesso anno, venne pubblicato l'intero racconto in un libro separato. Molte parti non gradite allo zar vennero censurate per via del loro contenuto satirico, tuttavia l'opera riscosse immediatamente successo. Ad ogni modo, l'opera incensurata vide la pubblicazione solo nel 1856.
Trama Ivan lo sciocco è il terzo e ultimo figlio di un contadino il cui raccolto viene misteriosamente calpestato durante la notte. Mentre i fratelli maggiori sono troppo pigri per indagare, Ivan riesce a scoprire che il misfatto è opera di una giumenta bianca con una criniera d'oro. In cambio della libertà, la cavalla promette a Ivan tre puledri: due di bell'aspetto da vendere e uno più piccolo, dotato però di prodigiosi poteri magici.
Mentre si dirige verso la capitale per vendere i cavalli, Ivan trova per terra la piuma di un uccello di fuoco. Venuto a conoscenza del fatto, lo Zar ordina a Ivan di procurargli il prodigioso uccello e, grazie all'aiuto del cavallino gobbo, Ivan riesce a soddisfare questa e altre richieste impossibili del sovrano. Grazie al suo coraggio e alla sua bontà, Ivan conquista il cuore della Zarina, con cui finirà per convolare a nozze.
Adattamenti La favola ha goduto di straordinaria popolarità in Russia. Il regista Ivan Petrovič Ivanov-Vano ne ha tratto due diverse pellicole: il mediometraggio Il cavallino gobbettino (1947) e poi il lungometraggio Il cavallino gobbo. Alla fiaba è ispirato anche l'omonimo balletto, entrato nel repertorio sia del Balletto Mariinskij che del Balletto Bol'šoj.
Edizioni
Il cavallino gobbo: fiaba russa, trad. C. Malavasi, ill G. Maggiora. Firenze: Marzocco, 1941. Il cavallino gobbo: fiaba russa, traduzione, note e illustrazioni di G. Giacalone De Parnykel. Venezia. F. Montuoro. 1944.
Note
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