Biografia Dal 1908 Zerov studiò presso la facoltà storico-filologica dell`Università San Vladimiro a Kiev. Dal 1910 iniziò a scrivere attivamente articoli, recensioni e poesie. Negli anni universitari si interessò alla letteratura antica, in particolare a Erodoto e a Tucidide, che divennero in seguito una base importante per la sua attività di traduttore.
Tra il 1914 e il 1917 insegnò storia al ginnasio di Zlatopil', mentre nel 1917-1920 insegnò latino in un ginnasio di Kiev. Insegnò anche letteratura ucraina all'Istituto architettonico (1918-1920) e al Collegio cooperativo (1923-1925), entrambi a Kiev. Nel 1923 divenne direttore del dipartimento di storia della letteratura ucraina ottocentesca all'Istituto di formazione popolare di Kiev (1923–1935). Tra il 1930 e il 1933 insegnò teoria della traduzione all'Istituto ucraino della formazione linguistica.
Negli anni venti emerse come figura centrale del neoclassicismo ucraino, un movimento letterario e culturale che auspicava un ritorno ai valori formali ed estetici della tradizione classica, contrapponendosi alle tendenze più radicali o ideologiche della letteratura sovietica dell'epoca.
Tornato a Kiev nel 1923, Zerov partecipò all'organizzazione di serate letterarie e dibattiti, favorendo la collaborazione tra scrittori e il confronto critico. Come leader dei neoclassici, cercò di unificare e orientare il panorama letterario, difendendo la qualità formale e il rigore estetico della poesia, in contrapposizione alle pressioni ideologiche e alla standardizzazione proposta dai movimenti letterari più radicali dell'epoca.
Dal 1918 Mykola Zerov collaborò alla rivista Naše mynule (Il nostro passato) e alla rivista bibliografica Knyhar ("Librario"). Nel 1920 si trasferì a Baryšivka, dove continuò a tradurre e a scrivere poesie. Inoltre, insieme agli amici realizzò anche libretti manoscritti.
Tra il 1925 e il 1928 partecipò al dibattito letterario, sostenendo la posizione di Mykola Chvyl'ovyj e difendendo gli elevati criteri artistici dello sviluppo della letteratura ucraina. Chvyl'ovyj affermava che la letteratura ucraina doveva svilupparsi separatamente dalla letteratura russa, orientandosi verso le tradizioni culturali europee. Alla discussione si unì lo stesso Zerov, che propose lo slogan Ad Fontes, invitando gli scrittori a studiare più a fondo sia le tradizioni culturali ucraine che quelle mondiali per lo sviluppo della propria letteratura:
Mykola Zerov fu un critico letterario esigente e di principio. Nei suoi giudizi poneva al centro l'idea di elevati standard estetici, sottolineando l'importanza del buon gusto, della professionalità e della continuità culturale. Uno dei principi fondamentali della sua posizione artistica era il desiderio di una letteratura profonda e artisticamente perfetta, indipendente dal punto di vista ideologico. Proprio questa posizione, tra l'altro comune ai neoclassici, portò a un conflitto con le autorità sovietiche.
Zerov fu anche traduttore di primo piano, principalmente dal latino. Nel 1920 pubblicò Antolohija rymskoji poesiji (Antologia della poesia romana), che conteneva le traduzioni delle opere di Gaio Valerio Catullo, di Orazio, di Virgilio e di altri autori classici.
Tra febbraio e marzo 1930 le autorità sovietiche costrinsero Zerov a essere il testimone del processo di Spilka Vysvolenn'ja Ucrainy (Unione per la Liberazione dell'Ucraina). La sua situazione era diventata estremamente instabile: come molti intellettuali ucraini, viveva sotto la costante minaccia di arresto, in un clima di oppressione e persecuzione. All'inizio del 1930 gli fu praticamente proibita la produzione artistica, mentre alla fine del 1934 fu definitivamente licenziato dall'università. Inoltre, il suicidio di Mykola Chvyl'ovyj a maggio del 1933 rappresentò un duro colpo per Zerov.
Venne arrestato dall'NKVD nell'aprile del 1935 e condannato a 10 anni di reclusione alle isole Soloveckie con l'accusa di appartenere a una presunta organizzazione terroristica. Il 9 ottobre 1937 fu nuovamente condannato, questa volta alla fucilazione.
Zerov venne fucilato il 3 novembre 1937 a Sandarmoch, in Carelia in coincidenza con il ventesimo anniversario della rivoluzione d'ottobre del 1917. Nel 1958 fu ufficialmente riabilitato dalle autorità sovietiche.
Retaggio culturale Diverse strade sono state intitolate a Mykola Zerov nelle città di Dnipro, Leopoli, Vinnycja, Rivne e Novomyrhorod.
Nel 2020 il Parco Nikolaj Ostrovskij di Kiev è stato rinominato Parco Mykola Zerov, in conformità con le leggi ucraine sulla decomunistizzazione del 2015.
Opere Tra le sue opere si ricordano: Sonnetarium (1948) Catalepton (1952) Corollarium (1958) Nove ucrains'ke pys'mennyctvo ("Nuova letteratura ucraina", 1924) Ad Fontes (1926) Vid Kuliša do Vynnyčenka ("Da Kuliš a Vynnyčenko", 1928) Lekciji z istoriji ukraijnskoji literatury ("Lezioni di storia della letteratura ucraina") Camena (raccolta di poesie, 1924)
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Internet encyclopedia of Ukraine Encyclopedia of modern Ukraine Kyiv University of Taras Shevchenko Istituto della memoria nazionale ucraina Citazione dalla rivista Literaturna Kyivščyna(pagina 19) Sandarmoch
Categoria:Rinascimento fucilato