La teoria di Elliott (in inglese Elliott wave principle) è una forma di analisi tecnica volta a prevedere l'evoluzione dei cicli di mercato riconoscendo sequenze nei prezzi basate sulla psicologia collettiva degli investitori.

Storia Ralph Nelson Elliott (1871–1948) iniziò a studiare i movimenti dei prezzi negli anni 1930, pubblicando un primo resoconto del suo lavoro nel libro The Wave Principle (1938) e in alcuni articoli pubblicati nel 1939 sulla rivista Financial World; le espose in modo più completo nella sua opera Nature’s Laws: The Secret of the Universe (1946).

Le idee di Elliott rimasero relativamente poco note fino al dopoguerra. In seguito, fu Charles J. Collins a favorire la diffusione della teoria delle onde, arrivando ad affermare che i contributi di Elliott all'analisi tecnica erano paragonabili a quelli di Charles Dow.

Dopo la morte di Elliott nel 1948, altri tecnici hanno continuato a praticare e diffondere il principio delle onde. Tra questi si segnalano Hamilton Bolton e, in epoca più recente, A. J. Frost, che fornì commenti finanziari settimanali per la Financial News Network negli anni 1980. Anche Robert Prechter scoprì il lavoro di Elliott mentre era impiegato come analista presso Merrill Lynch nel decennio precedente; Prechter diffuse ampiamente le idee di Elliott tramite previsioni e pubblicazioni durante il boom degli anni 1980, rinnovando l'attenzione nei confronti della teoria.

Funzionamento Il principio delle onde di Elliott afferma che la psicologia collettiva degli investitori, alterna fasi di ottimismo e pessimismo ricorrenti. Queste oscillazioni si riflettono nei movimenti dei prezzi a ogni grado di tendenza e su qualsiasi scala temporale.

Secondo la teoria, il mercato attraversa due fasi: una fase motrice (o impulsiva), in cui i prezzi seguono la tendenza principale, e una fase correttiva, in cui si muovono in senso opposto. Le fasi impulsive si dividono in cinque onde (1, 2, 3, 4, 5): le onde 1, 3 e 5 sono nella direzione della tendenza, mentre le onde 2 e 4 rappresentano ritracciamenti. Le correzioni si dividono invece in tre onde. In un mercato ribassista il modello è invertito: cinque onde al ribasso e tre al rialzo.

Struttura delle onde Le regole fondamentali che una sequenza valida deve rispettare sono tre: la seconda onda non può ritornare oltre l'inizio della prima (non oltre il 100%); la terza onda non può essere la più corta tra le onde 1, 3 e 5; la quarta onda non deve entrare nel territorio di prezzo della prima onda.

In alcune configurazioni particolari denominate diagonali (leading o ending diagonal), la teoria ammette la sovrapposizione tra la prima e la quarta onda, in deroga alla regola generale.

Gradi d'onda e frattalità Le stesse strutture si ripetono su scale diverse: da gradi molto ampi (grand supercycle, pluri-secolare) a gradi molto piccoli (subminuette). Ogni grado contiene cicli completi di cinque onde motrici seguite da tre correttive; questa somiglianza è spesso descritta come caratteristica frattale della teoria.

Fondamenti matematici I numeri della successione di Fibonacci ricorrono di frequente nella struttura delle onde di Elliott, che tuttavia elaborò il proprio modello prima di rendersi conto che esso rifletteva la successione detta.

Critiche La teoria ha ricevuto diverse critiche, secondo cui le regole di Elliott lascerebbero eccessiva discrezionalità all'analista e che la tendenza a "vedere" pattern porterebbe a spiegazioni post hoc prive di potere predittivo concreto. Si aggregano a questa critica i due studiosi Benoit Mandelbrot e David R. Aronson. Altri tecnici sostengono che la formulazione originale della teoria di Elliott non sia più valida nei mercati moderni, e debba essere aggiornata con metodologie più oggettive.

Note

Bibliografia

Voci correlate Analisi tecnica Ciclo economico Comportamento collettivo Teoria di Dow

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