Attivo principalmente presso le corti di Vienna e Dresda, giunse al successo nel 1753 con l'opera seria Solimano, musicata per la prima volta da Johann Adolph Hasse ed altri diciotto compositori durante i cinquant'anni immediatamente successivi alla première, in ben trentasei produzioni totali differenti.

Biografia Giovanni Ambrogio Migliavacca venne dato alla luce a Milano attorno al 1718, anche se sia i nomi dei suoi familiari che la sua esatta data di nascita sono a noi sconosciuti, in quanto le poche informazioni su di lui pervenuteci sono provenienti quasi esclusivamente dalle lettere intrattenute con Pietro Metastasio. All'età di diciotto anni, nel 1736, il giovane lombardo pubblicò una raccolta di tributi poetici dedicati ad Adrien Maurice de Noailles, divenendo poco dopo membro dell'Accademia dei Filodossi ed attivandosi di conseguenza nell'ambiente intellettuale illuminista della sua città. Nonostante inizialmente optò per l'intraprendimento della carriera diplomatica, lavorando nella segreteria imperiale riguardante le relazioni con l'Italia presso la corte di Carlo VII di Baviera (era inoltre un favorito di quest'ultimo), dopo la morte dell'imperatore decise di focalizzarsi prettamente ai suoi interessi letterarî.

Giovanni Ambrogio si trasferì a Vienna tra il 1748 ed il 1752, lavorando prima come segretario e copista e successivamente come collaboratore di Pietro Metastasio, occupando allo stesso tempo il ruolo di poeta di corte sotto l'imperatrice Maria Teresa d'Austria. Uno dei suoi compiti era quello di supervisionare le realizzazioni operistiche, assegnando precisi ruoli ad ogni cantante. Quando fu rappresentato il dramma per musica di Niccolò Jommelli Merope, il giovane milanese fu incaricato dal suo celebre maestro di sostituirlo, venendogli assegnato dunque il compito di dirigere i cantanti nella recitazione. Durante quest'evento vi furono delle tensioni tra l'intima amica di Migliavacca Vittoria Tesi e il castrato Caffarelli (al rifiuto di quest'ultimo di partecipare alle prove), le quali ebbero il loro culmine all'incominciare di un duello tra il cantante Bitontino, scongiurato a seguito delle prediche fatte agli sfidanti dai testimoni.

Ma il debutto vero e proprio di Giovanni Ambrogio da librettista ufficialmente indipendente - sotto però sempre l'attenta supervisione del suo mentore romano - avvenne nel 1750, con la stesura dellArmida Placata musicata da Giovanni Battista Mele. L'opera seria in questione fu rappresentata per la prima volta a Madrid, in occasione delle nozze tra Maria Antonia di Borbone-Spagna e Vittorio Amedeo III di Savoia, venendo ripresa diversi anni dopo nella capitale austriaca in un pasticcio con musiche di diversi compositori tra i quali Luca Antonio Predieri e Johann Adolph Hasse. Tramite Metastasio, Migliavacca conobbe anche la talentuosa clavicembalista, cantante e compositrice Maria Antonia di Baviera, mecenate e moglie di Federico Cristiano di Sassonia. Della consorte all'erede di Sassonia e Polonia sopravvissero due opere, Il trionfo della fedeltà e Talestri, anche se probabilmente la nobildonna ne scrisse addirittura una terza più corta, Giove fulminatore dei giganti, su libretto proprio di Giovanni Ambrogio.

Nel 1752, nuovamente grazie all'intervento del suo maestro, Migliavacca fu nominato poeta di corte e consigliere diplomatico Augusto III di Polonia, scrivendo l'anno successivo il suo libretto più impegnativo, il Solimano di Johann Adolph Hasse. La prima dell'opera al teatro di corte di Dresda fu una produzione spettacolare nella quale furono inclusi animali vivi come elefanti e cammelli, insieme a centinaia di comparse, oltre ovviamente ai sette solisti principali. Nel 1754 il milanese partorì un altro libretto - sempre per Hasse - dal titolo Artemisia, adattando l'anno successivo - ancora una volta per il compositore di Bergedorf - il testo del suo maestro Ezio, che come il Solimano fu un lavoro dalle prospettive imponenti, tanto da includere una processione di 400 soldati e 100 cavalli della stalla reale. Quando nel 1756 la Prussia invase la città di Dresda, la vita musicale della corte regia fu seriamente ridotta, tanto da far tornare Migliavacca prima a Vienna e poi nella sua natia Milano nel 1765, nove anni dopo. Durante questo periodo "italiano", Giovanni Ambrogio negoziò con la Biblioteca Ambrosiana, per acquisire da quest'ultima due collezioni librarie precedentemente possedute dalle famiglie Clerici e Lambertenghi.

Nel 1780, Migliavacca fu nuovamente ingaggiato come poeta presso il teatro di corte di Dresda, venendo salariato regolarmente fino al 1795. La cessazione dei pagamenti dopo questa data, ed una volta lasciato il letterato senza pensione, fa credere che il librettista sia morto intorno a quell'anno, nonostante siano a noi sconosciute la data esatta ed il luogo del decesso. Il suo ultimo libretto scritto fu La reggia d'Imeneo - nella prima edizione del quale fu qualificato come diplomatico presso della corte di Sassonia -, una festa teatrale eseguita nel 1787 a Dresda per celebrare le nozze tra Antonio di Sassonia e Maria Teresa Giuseppa d'Asburgo-Lorena.

Libretti I libretti di Giovanni Ambrogio Migliavacca furono per lungo tempo ignorati, essendo stato classificato da alcuni critici a lui successivi come un semi dilettante mediocre imitatore di Pietro Metastasio. Tuttavia, verso il tardo XX secolo, la sua figura incominciò a essere rivalutata, venendo incluso nel gruppo dei librettisti della riforma operistica della seconda metà del settecento insieme nomi importanti come Ranieri de' Calzabigi, Mattia Verazi, Giovanni de Gamerra e Gaetano Martinelli. Queste figure si distaccarono dal modello metastasiano, incrementando e riorganizzando la quantità e le strutture dei numeri d'insieme, delle arie e dei balletti, andando dunque a giovare alla drammaticità contro la teatralità, elemento tipico dell'opera seria. Armida Placata, opera seria in due atti, musicata per la prima volta da Giovanni Battista Mele e rappresentata presso il Palazzo del Buon Ritiro di Madrid il 12 aprile 1750. Giove fulminatore dei giganti, opera/cantata musicata da Maria Antonia di Baviera e rappresentata nel 1752 la partitura della quale è perduta. Solimano, opera seria in tre atti, musicata per la prima volta da Johann Adolph Hasse e rappresentata presso l'Opernhaus am Zwinger di Dresda il 5 febbraio 1753. Artemisia, opera in tre atti, musicata per la prima volta da Johann Adolph Hasse e rappresentata presso l'Opernhaus am Zwinger di Dresda il 6 febbraio 1754. Tetide, serenata in due parti, musicata per la prima volta da Christoph Willibald Gluck e rappresentata presso l'Hofburg di Vienna il 10 ottobre 1760, composta per celebrare le nozze tra Isabella di Borbone-Parma e Giuseppe II d'Asburgo-Lorena. Armida, festa teatrale in un atto scritta insieme a Giacomo Durazzo basata sull'Armide di Philippe Quinault, musicata per la prima volta da Tommaso Traetta e rappresentata presso il Burgtheater di Vienna il 3 gennaio 1761Una seconda versione di quest'azione teatrale (musicata per la prima volta sempre da Tommaso Traetta) fu rappresentata presso il Teatro San Carlo di Napoli il 30 maggio 1763, con la tramutazione della composizione in opera seria e la conseguente suddivisione in tre atti.. Prometeo assoluto, serenata, musicata per la prima volta da Georg Christoph Wagenseil e rappresentata presso il Burgtheater di Vienna il 24 marzo 1762, composta per celebrare la nascita di Maria Teresa Elisabetta d'Asburgo-Lorena. Arianna, festa teatrale in un atto, composta su arie preesistenti di Christoph Willibald Gluck e rappresentata presso uno dei Castelli di Laxenburg il 27 maggio 1762. Acide e Galatea, festa teatrale in un atto, e Vivan gl'illustri sposi, cantata, musicate ambedue da Franz Joseph Haydn e rappresentate presso il Castello Esterházy di Eisenstadt l'11 gennaio 1763, composte per celebrare le nozze di Antonio I Esterházy. Il ritorno del figliuol prodigo, azione sacra, musicata da Johann Gottlieb Naumann e rappresentata presso la Cappella Reale di Dresda il 10 aprile 1784. Mosè riconosciuto figura di Gesù Cristo salvator nostro, oratorio, musicato da Joseph Schuster e rappresentate presso la Cappella Reale di Dresda il 15 aprile 1786. La reggia d'Imeneo, festa teatrale in una atto, musicata da Johann Gottlieb Naumann e rappresentata presso l'Opernhaus am Zwinger di Dresda il 21 ottobre 1787, composta per celebrare le nozze tra Antonio di Sassonia e Maria Teresa Giuseppa d'Asburgo-Lorena.

Note

Voci correlate Composizioni di Johann Adolf Hasse Johann Adolph Hasse Gaetano Ottani Josef Mysliveček Pietro Benedetti Giuseppe Calegari Gregorio Sciroli Michelangelo Valentini Armida (Traetta) Gennaro Astarita Johann Gottfried Schwanenberger Giuseppe Curcio Antonio Ferradini Giovanni Battista Pescetti

Bibliografia

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