La chiesa di Santa Maria Novella, conosciuta anche come Santa Maria Novella di Erbedello è una chiesa sussidiaria della parrocchia di Erbè ubicata nella località di Erbedello, oggi non più distinguibile nell’unico nucleo abitato di Erbé, situata nel Comune di Erbé, in provincia e diocesi di Verona; fa parte del vicariato di Isola della Scala-Nogara, precisamente dell'Unità Pastorale di Isola della Scala.

Storia Antico feudo dei monaci benedettini dell’Abbazia di San Zeno in Verona assieme a tutta la zona lungo il fiume Tione, Erbedello risulta una località ancora distinta da Erbé nell’elenco delle ville veronesi del 1184.

Non si conosce l’esatta data di costruzione dell’edificio sacro, ma gli studiosi ritengono che possa risalire al XII secolo. Certamente esisteva nel 1295, quando un documento notarile dichiara che la chiesa aveva un patrimonio di novanta campi veronesi.

Descrizione Esterno

La chiesa si trova oggi in mezzo ad uno spiazzo erboso, con la facciata a capanna rivolta verso ovest, dove scorre il Tione. Su di essa, che ha spigoli in conci di tufo e pietrame, vi è la porta d’ingresso ad arco in posizione centrale ed un piccolo oculo in asse con essa, in alto, mentre sulla sinistra vi è un rinforzo a barbacane, uno dei tre che sostengono la parete sinistra dell’edificio.

La muratura è composta da filari di ciottoli e di mattoni, anche se la costruzione è soprattutto intonacata e ornata solo da un fregio sottogronda a denti di sega in mattoni, che corre per l’intero edificio salvo sulla parete orientale.

Da segnalare anche la zoccolatura, in ciottoli, che sporge lungo il perimetro, cosa che ha portato a ipotizzare una possibile ricostruzione della parte alta dell’edificio in seguito al terremoto di Verona del 1117.

Sul lato nord vi è un portale tipicamente romanico, oggi murato, mentre su quello opposto sono visibili una piccola finestra romanica doppiamente strombata e una porta con lo stemma a graffito della famiglia Rezzonico-Della Torre.

Sul lato orientale, visibili dalla strada, vi sono le tre absidi, con le due laterali più piccole di quella centraleBenini, p. 272-274.Delibori, p. 69-70..

Interno

La chiesa si presenta come un'unica aula rettangolare, di circa 15,15x6,60 metriIn realtà il lato orientale è 24 centimetri più largo di quello occidentale; Delibori, p. 71., coperta da un tetto a capriate lignee e con un pavimento in quadi in cotto con gradini in mattoni, entrambi rifatti nei restauri degli anni Ottanta del XX secolo.

Ciò che colpisce all’interno del piccolo edificio sacro è la presenza degli affreschi, restaurati nel 1987, i quali ricoprono quasi totalmente le pareti. Essi sono stati eseguiti in più fasi soprattutto tra il XIII e il XIV secolo, ma non mancano dipinti di epoche successive, con opere su più strati. Molti degli affreschi sono degli ex voto, indizio di come la chiesa fosse considerata un santuario mariano in passatoBenini, p. 274..

Sul lato sud si trovano i seguenti affreschi: la Madonna in trono e S. Giovanni che presenta cinque devoti del tardo Trecento, una Madonna allattante del XIV secolo e altri dipinti, in cattive condizioni, raffiguranti dei santi, tra cui Antonio Abate e Giustina, oltre alla Beata Vergine Maria.

Sul lato opposto sono raffigurati due santi vescovi, e due Madonne in trono col Bambino, di cui una quasi illeggibile e l’altra che richiama, nel suo trono complesso, la maniera trecentesca di AltichieroDelibori, p. 72..

Sulla controfacciata sono visibili altre due Madonne col Bambino e due raffigurazioni di Sant’Antonio Abate, di cui una con due fedeli inginocchiatiBenini, p. 274-276; Delibori, p. 71-72..

Il presbiterio e l’abside

La zona più interessante all’interno dell’edificio è certamente quella del presbiterio e delle absidi, quest’ultime, secondo il Simeoni, dipinte in buona parte da Giovanni Badile nel Quattrocento.

Sull’arco trionfale è presente una Annunciazione del Seicento piuttosto rovinata, mentre sul lato sinistro del presbiterio sono visibili due Madonne col Bambino, San Cristoforo, con parte del corpo coperta da un affresco con la Beata Vergine Maria e Sant'Anna, un busto di santo, un santo guerriero con devoto ai suoi piedi e Sant’Antonio Abate.

Nell’abside nord è affrescato un San Sebastiano fra due arcieri e Sant’Apollonia con un cartiglio riportante una preghiera contro il mal di denti e datato 1435.

Nel catino dell’abside maggiore vi è una Maestà col tetramorfo, databile al XIII secolo. Al di sotto vi è una Messa di San Gregorio e un San Girolamo con in mano un modello di chiesa gotica, entrambe databili al XV secolo.

Nell’abside centrale è presente un altare barocco in marmi policromi, fatto erigere dall’abate Rezzonico nel Settecento, e una statua devozionale, moderna, della Beata Vergine Maria.

Nell’abside nord, precisamente nel catino, vi è una Madonna col Bambino, mentre, sottostante è affrescata la scena di una coppia di sposi a letto e di un uomo che li aggredisce con un pugnale, che richiama la vicenda di San Giuliano, patrono dei viaggiatori che cercando un buon alloggio, assieme alla scena del santo che confessa alla moglie il duplice omicidioBenini, p. 274-275..

Campanile Sulla parete orientale, sorgente al di sopra delle absidi centrale e meridionale, vi è un grande campanile a vela, sproporzionato rispetto alla chiesa, con una piccola campana sostenuta da aste in ferroDelibori, p. 70-71.

Note

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