Fu uno dei primi olandesi a sbarcare in Giappone, e ricoprì il ruolo di consigliere commerciale e interprete presso Tokugawa Ieyasu, raggiungendo il rango di samurai hatamoto presso la sua corte.

L’attuale nome dell’area intorno alla Stazione Centrale di Tokyo), Yaesu, deriva dal suo nome giapponese (Yayōsu).

Biografia Primi anni e spedizione sulla De Liefde

Le fonti sugli anni giovanili di Jan Joosten sono piuttosto scarse. Di certo è noto che si fece un'esperienza come marinaio e mercante, e che fu scelto per salpare da Rotterdam il 27 giugno 1598 a bordo della East Indiaman De Liefde, parte di una spedizione di cinque navi, per un viaggio commerciale nelle Indie Orientali, da intraprendersi secondo l'allora insolita rotta che passava per lo Stretto di Magellano. Capo navigatore della spedizione era l'inglese William Adams. Tra gli altri marinai vi erano il capitano Jacob Quaeckernaeck e il commissario di bordo Melchior van Santvoort.

Dopo aver raggiunto ed attraversato lo Stretto di Magellano, le navi della spedizione si separarono, ma successivamente si ricongiunsero con la Hoop, un'altra nave mercantile olandese, al largo della costa del Cile, dove alcuni membri dell’equipaggio e i capitani di entrambe le imbarcazioni morirono in uno scontro con i nativi. Decisero di lasciare le ostili acque sudamericane e di vendere il loro carico di panni di lana in Giappone anziché nelle più calde Molucche. Le due navi si imbatterono però in una tempesta e la Hoop affondò, perdendo interamente il suo carico.

L'arrivo in Giappone Il 27 aprile del 1600, la De Liefde andò alla deriva fino a incagliarsi a Usuki, nella provincia di Bungo, nella parte meridionale del Giappone. Su 110 uomini di equipaggio alla partenza da Rotterdam, ne erano arrivati in Asia solo 24, diversi dei quali in fin di vita. Il bugyō (ufficiale locale) di Nagasaki, responsabile della zona, confiscò le armi a bordo, tra cui cannoni, archibugi e munizioni, e riferì l’episodio degli stranieri approdati a Toyotomi Hideyori a Osaka. I diciannove cannoni di bronzo furono sbarcati dalla nave e, secondo fonti spagnole, utilizzati in seguito nella decisiva battaglia di Sekigahara del 21 ottobre 1600.

Tokugawa Ieyasu, all'epoca daimyō di Edo (l’odierna Tokyo), che in seguito divenne shōgun e fondò lo shogunato Tokugawa, si occupò personalmente della nave e di quel che restava del suo equipaggio. Ieyasu, allora capo del Consiglio dei cinque reggenti, ordinò loro di portare la nave a Sakai, vicino a Osaka, e poi a Edo. Alcuni missionari gesuiti portoghesi insistettero presso le autorità giapponesi affinché la nave fosse considerata una nave pirata, e l’equipaggio giustiziato. Alcuni membri dell’equipaggio furono ricevuti da Ieyasu, che li interrogò a lungo sulla situazione politica, sulle guerre e sugli affari esteri europei. Adams e Jan Joosten informarono Ieyasu sulla situazione mondiale, spiegando che in Europa vi erano numerosi conflitti e che i gesuiti e altri cattolici (come portoghesi e spagnoli), impegnati nella diffusione del cristianesimo in Giappone, erano su posizioni opposte rispetto ai protestanti (come olandesi e inglesi) e in conflitto con essi. Ieyasu apprezzò la loro franchezza nel riferire i fatti e li ritenne affidabili. Si ritiene che ciò abbia influenzato la politica estera dello shogunato Tokugawa e portato all’ostracismo nei confronti di portoghesi e spagnoli, poiché il commercio con i paesi cattolici era visto come inseparabile dalla propagazione del cristianesimo. Ai Paesi Bassi protestanti, invece, fu consentito di continuare gli scambi, poiché il loro unico scopo era commerciare con il Giappone. L’equipaggio alla fine si disperse quando alcuni decisero di dividersi il denaro ricevuto come compensazione per la perdita della nave e del carico.

La collaborazione con Ieyasu

Quando Ieyasu divenne shōgun, invitò sia Adams sia Jan Joosten a Edo. Assunse Adams come consigliere diplomatico, gli diede il nome giapponese Miura Anjin (三浦按針) e un feudo di 220 koku a Miura, nella provincia di Sagami. Anche Jan Joosten entrò nello staff di Ieyasu come consigliere diplomatico, ricevette il nome giapponese Yayōsu (耶楊子) e una residenza a Edo. In seguito sposò una donna giapponese ed ebbe dei figli. Sebbene non gli fosse consentito tornare nei Paesi Bassi, Jan Joosten ottenne il permesso di dedicarsi al commercio estero. Gli fu concesso il privilegio di portare le due spade dei samurai e ricevette uno stipendio annuo che lo collocava (insieme ad Adams) tra gli hatamoto, ossia i vassalli diretti dello shōgun.

Jan Joosten servì come consigliere diplomatico e interprete di Ieyasu, prendendo parte al contempo al commercio delle navi mercantili in Asia. Quando nel 1609 fu fondato a Hirado il primo avamposto commerciale olandese stabile in Giappone, ebbe un ruolo determinante nello sviluppo dei rapporti commerciali tra lo shogunato e i mercanti olandesi, svolgendo un importante ruolo di mediazione tra Giappone e Paesi Bassi.

Sperando di tornare nei Paesi Bassi si recò a Batavia, capitale delle Indie Orientali Olandesi (l'odierna Giacarta), ma poiché le autorità olandesi non gli concessero infine il permesso di salpare, rinunciò definitivamente all’idea di rientrare nella madrepatria. Successivamente, durante il viaggio di ritorno verso il Giappone, la sua nave si incagliò nel Mar Cinese Meridionale ed egli annegò nel 1623.

Impatto culturale Un quartiere di Tokyo, Yaesu, nel distretto di Chūō (a est della Stazione Centrale di Tokyo), prende il nome da lui. Questo quartiere ospita una via ed un monumento in suo onore ed uno raffigurante la De Liefde. Nella sua città natale di Delft, una piazza prende il nome da Jan Joosten van Lodensteijn, ed un piccolo monumento in onore della De Liefde è stato inaugurato nel 2010.

Note

Voci correlate Yaesu (Tokyo) William Adams

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