Il tiro con l'arco 3D detto anche 3D o Tiro 3D è una specialità nelle competizioni di tiro con l'arco che ha come bersagli delle sagome tridimensionali in gomma espansa di animali. Si svolge su dei sentieri all'aperto, tipicamente in terreni boschivi e accidentati, in cui le condizioni del terreno, meteorologiche e di luminosità costituiscono un ulteriore livello di difficoltà per gli arcieri.
Gli eventi internazionali di tiro 3D sono solitamente condotti secondo le regole della World Archery Federation (WA) o dell'International Field Archery Association (IFAA) che però utilizza il nome Tiro di campagna. Altri possono essere tenuti secondo le regole di organizzazioni nazionali. In Italia l'attività del tiro 3D è gestita e organizzata dalla Federazione Italiana Tiro con l'arco (Fitarco) che aderisce al regolamento internazionale della World Archery (WA)., dalla Federazione Italiana armi sportive da caccia (Fidasc) e dalla Federazione Italiana Arcieri Tiro di Campagna (Fiarc). Quindi a differenza di altre discipline arceristiche, questo è uno sport dinamico in cui occorre avere una certa abilità fisica, per camminare nel bosco lungo sentieri prestabiliti dove sono dislocate le piazzole di tiro, ma non eccessiva infatti si presta a persone di tutte le età. I percorsi come le piazzole possono essere pianeggianti ma anche in salita e discesa, e le distanze tra punto di tiro e sagome sono ignote. In Italia l'apice di questa disciplina avviene durante i Campionati Italiani tiro con l'arco 3D, la prima edizione si è svolta nel 2007 e da allora il movimento è cresciuto annualmente fino all'edizione del 2025 a Polino (Terni) in cui hanno partecipano più di 700 arcieri di 171 società in quattro giorni di competizioni.
Le Divisioni degli archi Nel regolamento delle competizioni (WA) ci sono quattro Divisioni abilitate al tiro 3D: Arco tradizionale Longbow Arco nudo Arco compound
Nelle Divisioni Arco tradizionale e Longbow, la presa della corda può essere effettuata nello stile "mediterraneo" con il dito indice sopra la freccia e due dita sotto oppure con tre dita sotto ma deve essere dichiarata e mantenuta per tutta la gara, oltre al tiro istintivo, possono essere utilizzate tecniche di collimazione con il bersaglio (falso scopo o altri sistemi) ma non sono consentiti sistemi meccanici di mira come mirini o segni, ammessi invece, in particolari condizioni, nelle divisioni Compound e Arco nudo. Per tutte e quattro le Divisioni di arco il diametro massimo dell’asta delle frecce non dovrà superare i 9,3 mm e la relativa punta dovrà avere il diametro massimo di 9,4 mm. Tutte le frecce di ogni atleta devono essere marcate sull'asta con il suo nome o iniziali e dovranno essere uguali in quanto a tipo e colori. È vietato l'uso di qualsiasi dispositivo elettrico o elettronico attaccato all’attrezzatura degli atleti.
Longbow L'arco longbow deve presentare la tipica forma a D (o arco piatto americano) e, una volta armato, la corda può toccare esclusivamente i due alloggiamenti alle estremità. Sono ammessi modelli smontabili (take-down) in due parti uguali, ma la struttura deve rispettare la lunghezza minima di 150 cm. La finestra dell'arco deve essere priva di qualsiasi segno, laminatura o sporgenza che possa agevolare la mira subconscia o conscia.
Sulla corda è consentito l'uso di silenziatori, ma solo se posizionati ad almeno 30 cm dal punto di incocco per non interferire con il campo visivo dell'atleta. Sono vietati stabilizzatori, pesi esterni o ammortizzatori di vibrazioni applicati; sono ammessi esclusivamente pesi interni al riser, purché inseriti durante la fabbricazione e resi del tutto invisibili e integrati nel legno o nei laminati. Il ripiano della finestra dell'arco (rest), può essere protetto da materiali sottili (massimo 3 mm di spessore) e non deve presentare sporgenze verticali superiori a 1 cm oltre la freccia appoggiata.
Sono ammesse esclusivamente frecce di legno con impennaggio in penna naturale e cocca applicata o ricavata direttamente dall'asta. È vietato lo string walking e il face walking: l'arciere deve mantenere un punto di ancoraggio fisso al volto.
Per quanto riguarda i dispositivi di protezione e assistenza, l'atleta può utilizzare guanti, patellette o ditali, ma senza alcuna piastra di ancoraggio rigida che aiuti a stabilizzare la posizione della mano sul viso. Sono permessi accessori come il parabraccio, il paraseno, la dragona e le faretre (da schiena, fianco o terra, ma mai attaccate all'arco), oltre a binocoli per il controllo dei tiri, purché privi di scale graduate.
Arco tradizionale L'Arco tradizionale può essere monolitico che take down (smontabile). Il riser deve essere costruito in legno o laminato e può ospitare componenti tecnologici interni come boccole metalliche per il fissaggio dei flettenti che possono essere regolabili per variare potenza e tiller. Eventuali pesi devono essere inseriti durante la fabbricazione e risultare invisibili, mentre la finestra dell'arco non deve presentare alcun segno o difetto che possa fungere da riferimento per la mira.
Il rest (poggiafreccia) non può essere regolabile. È permesso l'uso di semplici rest in plastica autoadesiva, supporti in piuma o il tiro direttamente sul piatto della finestra (che può essere protetto da materiali sottili entro i 3 mm di spessore). La corda può essere dotata di silenziatori (ad almeno 30 cm dall'incocco), ma è vietato l'uso di qualsiasi riferimento per labbra o naso, e l'avvolgimento centrale di protezione deve sparire dal campo visivo dell'arciere una volta raggiunta la massima trazione, per evitare che diventi un mirino rudimentale.
È consentito il face walking (variare il punto di ancoraggio sul viso) ma è vietato lo string walking (spostare le dita sulla corda). L'arciere deve mantenere le dita a contatto con la cocca (massimo 2 mm di distanza) e non può utilizzare patellette (tab) che riportino segni, cuciture graduate o piastre di ancoraggio. Questo impone un tiro basato sulla sensibilità e sulla memoria muscolare piuttosto che su calcoli balistici precisi.
Le frecce possono essere di qualsiasi materiale (legno, carbonio o alluminio) e sono vietate le cocche luminose. Gli accessori consentiti includono binocoli (senza scale graduate), occhiali correttivi privi di riferimenti, dragona e protezioni come parabraccio e paraseno. Le faretre possono essere di vario tipo ma non possono essere attaccate all'arco.
Arco nudo Il regolamento per l'Arco nudo delinea uno strumento che, pur potendo essere tecnologicamente avanzato nei materiali, deve spogliarsi di ogni ausilio artificiale alla mira e alla stabilizzazione. L’arco non deve utilizzare finestre passanti e completo di accessori, ma privo di corda, deve poter passare attraverso un foro di 12,2 cm di diametro. Questo limite strutturale impedisce l'uso di stabilizzatori sporgenti, consentendo solo l'installazione di pesi e ammortizzatori di vibrazioni direttamente sul riser, preferibilmente nella parte inferiore per bilanciare lo strumento senza trasformarlo in un sistema di puntamento o stabilizzazione complessa.
La gestione della corda e della trazione è ciò che separa nettamente l'Arco Nudo dalle altre divisioni. La corda deve essere priva di fori di traguardo, riferimenti per le labbra o per il naso e qualsiasi segno che possa fungere da mirino. Tuttavia, il regolamento permette esplicitamente le tecniche di face walking e string walking, ovvero la possibilità di variare il punto di ancoraggio al volto o la posizione della mano sulla corda per regolare la parabola di tiro. Per supportare queste tecniche, la protezione per le dita (tab o patelletta) può riportare cuciture o segni uniformi, utili all'arciere per contare i millimetri di spostamento sulla corda, ma senza includere promemoria aggiuntivi o dispositivi meccanici di sgancio.
La zona della finestra dell'arco deve essere priva di contrassegni, laminature o difetti che possano aiutare l'atleta a traguardare il bersaglio. Anche gli accessori tecnici come il rest (poggiafreccia) e il bottone ammortizzatore devono mantenere la colorazione originale del fabbricante per evitare che diventino riferimenti visivi. È inoltre vietato l'uso di indicatori d'allungo (clicker) e le cocche luminose.
L'arciere può utilizzare binocoli o cannocchiali per individuare l'impatto delle frecce, ma questi devono essere privi di scale graduate o segni per la valutazione delle distanze. Sono ammessi accessori ergonomici come parabraccia, paraseno, dragone e piccoli rialzi per le calzature, oltre a occhiali correttivi che non presentino lenti a microforo. È inoltre consentita la copertura dell'occhio non dominante tramite bende o pellicole oscuranti, permettendo all'atleta di concentrarsi esclusivamente sulla linea di tiro naturale.
Arco compound L'arco compound può sfruttare sistemi meccanici di pulegge o eccentrici per assistere la trazione, con un limite di potenza fissato a 60 libbre. La struttura dell'arco permette l'uso di separa-cavi, protezioni e reggispinta regolabili, a patto che questi ultimi non rientrino di oltre 6 cm rispetto all'incavo dell'impugnatura. La corda è estremamente personalizzabile: può ospitare punti di traguardo come la "visette", anelli di trazione (D-loop), silenziatori e pesi, garantendo all'arciere la massima stabilità e precisione nel ciclo di tiro.
Il sistema di mira rappresenta l'apice tecnologico della categoria, consentendo regolazioni micrometriche sia orizzontali che verticali. È permesso l'uso di lenti d'ingrandimento, prismi, livelle a bolla e punti di mira in fibra ottica o a luminescenza chimica. Nei percorsi a distanze sconosciute è vietata qualsiasi modifica o riferimento sul mirino che possa aiutare l'atleta a stimare la distanza del bersaglio. Per quanto riguarda lo sgancio è permesso l'uso di dispositivi meccanici (sganci a pressione, a rotazione o a pollice), garantendo un rilascio della corda perfettamente costante. Sono vietate le cocche luminose.
L'attrezzatura consentita comprende vari accessori come parabraccia, paraseno, dragone, faretre e indicatori di vento non elettronici. Sono ammessi anche occhiali correttivi e piccoli rialzi per le scarpe, purché non presentino segni di riferimento per la mira o ingombri eccessivi rispetto alla pianta del piede.
La gara 3D
Come da regolamento (WA), lungo un percorso battuto e segnalato dentro la vegetazione boschiva, sono presenti 24 piazzole con dei picchetti che indicano il punto di tiro verso due o quattro sagome identiche disposte in pendenza a distanze sconosciute. In base ai partecipanti gli arcieri tirano in gruppi di numero compreso tra 3 e 6, prima della gara si posizionano alla piazzola stabilita ed inizieranno a tirare contemporaneamente al segnale di via. Ad ogni piazzola tirano due arcieri per volta, l’arciere può tirare due frecce, quando si utilizzano due sagome il concorrente a sinistra tirerà sulla sagoma posta a sinistra e quello a destra tirerà su quella a destra, quando si utilizzano 4 sagome l'arciere di sinistra tirerà sulla sagoma 1 (partendo da sinistra) mentre l'arciere di destra dovrà tirare sulle 3, la successiva coppia tirerà sulle sagome 2 e 4. Dopo aver svolto il percorso di qualificazione con 48 frecce scoccate, i migliori 16 di ogni divisione affrontano le eliminatorie che si disputano con sfide a scontro diretto su 6 piazzole. I successivi migliori quattro arcieri di ogni divisione parteciperanno alle semifinali e finali su un percorso da 4 piazzole. Oltre alla prova individuale c'è la gara a squadre (il team è composto da quattro arcieri (o tre nelle gare nazionali) uno in rappresentanza di ogni Divisione) e la gara a squadre miste dove gareggiano un uomo e una donna della medesima Divisione.
Le classi Ci sono due classi d'età per ogni Divisione di arco: Under 20 (maschile e femminile) fino al 31 dicembre dell’anno in cui il tesserato compie 20 anni.