Carriera Nasce a Livorno ma cresce nella casa natìa di Collesalvetti. Sin da giovane si dedica al "foot-ball", con la casacca della Virtus Juventusque di Livorno; qui raggiunge anche il successo nel girone ligure-toscano della Seconda Categoria 1907, battendo la favoritissima squadra "riserve" del . Si trasferisce a Torino per frequentare il Politecnico, dove si iscrive ai corsi di laurea in ingegneria.
Nel frattempo si dedica al calcio, entrando nel Foot-Ball Club Torino, inizialmente impiegato soprattutto con la squadra "riserve", che milita nel campionato italiano di Seconda Categoria. Pian piano si affaccia in prima squadra, debuttando con un successo contro il ..
Nelle due stagioni successive collezione altre presenze con i granata, venendo di norma impiegato all'ala, finché nel 1911 si procura un grave infortunio al ginocchio nel match di campionato giocato sul campo della Pro Vercelli, infortunio che mette termine alla sua carriera.
Dopo il ritiro Forzatamente abbandonata l'attività agonistica, si arruolò nell'Esercito Italiano, in Aeronautica, dove raggiunse il grado di tenente.. A pochi mesi dalla fine della Prima guerra mondiale, partito da Porto Maurizio in ricognizione, scompare in mare per un incidente col suo velivolo.
Il suo nome è ricordato in diversi omaggi in forma di targhe o monumenti, uno dei quali presso il Politecnico di Torino, o nella sua Collesalvetti. La FIGC lo ricorda sul proprio portale ufficiale, mentre il Torino gli aveva reso onore con un'incisione che onorava tutti i caduti granata del conflitto, al centro della tribuna principale del vecchio Stadio Filadelfia, successivamente scomparsa.
Il suo corpo riposa a Livorno, e presso la sepoltura è stato eretto un monumento sepolcrale, opera di Oreste Tarrini e tutelato dalla competente Sovrintendenza alle Belle Arti, la cui lastra marmorea recita Pierluigi Caldelli, ingegnere, tenente pilota aviatore, buono leale valoroso, morto per la patria il 7 luglio 1918.
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