LAuser era l'antico fiume, progenitore dell'attuale Serchio, che, proveniendo dagli Appennini, attraversava la valle della Garfagnana e, superata la stretta di Moriano, si riversava nella Piana di Lucca, dove formava due rami principali. Un ramo era rivolto a oriente, e, dopo aver attraversato il lago di Bientina,Il Lago di Bientina cesserà di esistere nel XIX secolo con la bonifica granducale iniziata nel 1859. finiva il proprio percorso nell'Arno: scomparirà per le opere di sistemazione messe in atto a partire da XV secolo. L'altro ramo era rivolto a occidente e, una volta superata Ripafratta, transitando per la piana raggiungeva il Mar Tirreno: dopo il VI secolo sarà chiamato "Auserculus" e costituirà il Serchio attuale.
Origini del nome Michelangelo Zecchini, Paolo Mencacci e Giacomo Devoto concordano che Auser deriverebbe da Ausa ("una radice mediterranea, certamente pre-indoeuropea, forse pre-ligure"). che significa sorgente. Il nome del fiume cambiò nel corso dei secoli. Tuttavia, già Cassiodoro lo chiamava Auser al principio del VI secolo nelle sue epistole (Variarum libri XII, lib. V, ep. XVII e XX) e anche papa Gregorio Magno lo chiamava Auser (Dialogorum libri, liber III, cap. IX), parlando di San Frediano.
Dopo l'VIII secolo il fiume cominciò a essere chiamato con due nomi distinti, nei documenti del tempo, in considerazione della netta diversità morfologica dei due rami principali del fiume, l'occidentale e l'orientale: Serchio (Auserclus, Serculus, Serclus, Sercleus) e Ausere (Auxer, Ausere, Ausare, Osare), che designavano proprio due distinti corsi d'acqua.. Il primo, che divenne il più piccolo dopo il miracolo di San Frediano, era il ramo diretto a occidente; il secondo, diretto a oriente, scomparirà nel secolo XVI per i lavori di sistemazione idrografica intrapresi dallo Stato lucchese.Sul medesimo argomento vedi AIS- etrusco e AIS- mediterraneo, G.Devoto, Studi Etruschi.
Evoluzione geologica della piana lucchese Carlo De Stefani afferma che prima dell'età pliocenica si erano già sollevati le Apuane e gli Appennini e che in mezzo a loro si formarono grandi conche sinclinali, che durante il Pliocene si riempirono d'acqua. Venne a crearsi così una serie di laghi, tra cui i più importanti erano quelli di Castelnuovo e, più a valle, di Barga. Durante tale epoca, mentre la Garfagnana con le conche d'acqua si sollevava, l'Auser attraversava questi laghi, trovando la sua foce già a Sesto Moriano, situato all'inizio della grande depressione, che diverrà poi la piana di Lucca. Questa si presentava invasa dalle acque, come un "ampio seno marino", delimitato dal Monte Pisano a sud ovest e dal Monte Albano a est, e a nord, ovviamente dall'Appennino e dalle Apuane..
Dopo il Pliocene, circa 2,58 milioni di anni fa, la depressione lucchese fu interessata da periodi di sollevamento tettonico e da cicli di sedimentazione lacustre e fluviale. Si formarono così i rilievi delle colline di Montecarlo e delle colline delle Cerbaie, che separarono la piana di Lucca da quella della Val di Nievole. Accanto a questi rilievi, in tempi ancora successivi, si formarono le depressioni di Fucecchio a est e quella di Bientina a ovest. Il Serchio allungò quindi il proprio percorso, arrivando a scaricare le sue acque in Arno nei pressi di Calcinaia..
Durante il Pleistocene però si ebbe un progressivo innalzamento del letto dell'Arno per l'incremento dei detriti trasportati, per cui avvenne un graduale rallentamento del flusso dell'Auser diretto in Arno, con impaludamento dell'abbassamento di Bientina, mentre le acque furono costrette a cercarsi un altro sbocco, a tracimare e/o a incidere la soglia di Ripafratta, per la quale raggiunsero l'Arno e il mare.
Epoca Preistorica Abitata fin dal Paleolitico Inferiore, negli ultimi ventimila-diecimila anni, con la formazione di colate dendritiche, la pianura lucchese terminò il proprio riempimento con i depositi alluvionali. Da quel momento iniziò una lotta tra l'Auser e l'Arno, con periodi alterni in cui il flusso dell'uno sopravanzava il flusso dell'altro, avendo come risultato alterno il riempimento di acqua della piana di Bientina o il suo svuotamento.. La piana lucchese, in cui l'Auser scorreva in una ragnatela di rami, era sostanzialmente chiusa a settentrione dalle Apuane e dalle Pizzorne, col monte Pisano di fronte, formando in tal modo una conca con due sbocchi: l'uno, orientale, diretto per Bientina nell'Arno e l'altro diretto nel Tirreno per Ripafratta (pubblicata in Atti Soc. Tosc. Sc. Nat., Mem., Serie A, 63, 41-70). La rotta di RipafrattaIl termine "rotta" è utilizzato da Lucca Romana per definire il fenomeno di tracimamento della gola di Ripafratta. L'arrivo dell'Auser nel territorio pisano attraverso Ripafratta ha avuto la sua prima documentazione con lo scritto di Strabone, ai primi anni del I° secolo d.C., il quale testimonia de visu la confluenza di Arno e Auser appena a nord di Pisa.
Mentre Elena Paderi colloca il fenomeno del tracimamento attraverso la gola di Ripafratta nel Pleistocene, Mencacci e Zecchini lo inseriscono nell'età del Bronzo Medio, quando si sarebbe potuto verificare uno straboccamento della conca lucchese per il contemporaneo verificarsi di stagioni piovose e l'innalzarsi del letto del fiume Arno.. Tali condizioni si sarebbero verificate in un epoca compresa tra il 2300 a.C. e il 1100 a.C. circa.
Frequentazioni sull'Auser nell'età del Bronzo
Area del Palazzaccio : fu individuato un insediamento "nel novembre 1995 nella zona compresa tra il picchetto 419 e il vertice 421 del Metanodotto Montopoli in Val d’Arno-San Ginese di Compito, tra l’edificio del Palazzaccio e la strada vicinale del Porto al Fontarano, ad una quota di circa 3 metri dall’attuale piano di campagna ". Vennero alla luce dapprima una stratificazione con frammenti ceramici dell’Età del Bronzo, e poi un focolare. Il sito venne riconosciuto come appartenente al Bronzo MedioAll'incirca tra il 1600 e il 1300 a.C. .(1995) Area della Fossa Nera a Porcari (Lucca): vi si rinviene una straordinaria messe di frammenti ceramici e di bronzi, residuo di un insediamento del Bronzo Recente (tra il 1300 e il 1200/1150 a.C) e Finale. (1985) Insediamento del Bronzo Finale (1150 a.C. - 900 a.C.) Ai Cavi di Orentano , Castelfranco di Sotto (Pisa), al piede delle Cerbaie e al margine della conca percorsa dall'Auser,: vi si rinvengono merosi frammenti lapidei riferibili almeno in parte a una macina, parzialmente ricostruibile e un focolare, del diametro di 1,50 metri circa. "L' insediamento non doveva essere isolato, articolandosi verosimilmente come ‘villaggio’" (2006).
Epoca etrusca
Seguendo una tendenza già in uso nei tempi preistorici, gli abitati della piana lucchese, sviluppando una economia di tipo agro-pastorale, si diffusero seguendo i numerosi corsi d'acquaLucca Romana, p.53, richiama l'attenzione sulla caratteristica ricchezza di corsi d'aqua nella piana di Lucca: almeno 10 rami fluviali di cui 3 principali., nei medesimi luoghi dove poi arrivarono anche i romani.
Il lago di Bientina/Sesto ha permesso di salvaguardare durante tutto il medioevo e il rinascimento, similmente a quanto consentito con la lava del Vesuvio con Pompei, i siti etrusco-romani, che sono venuti alla luce solo successivamente al prosciugamento del bacini, realizzato a partire dalla fine del secolo XIX. Non c'è dubbio che " la vera e propria esplosione degli insediamenti nella piana deve essere posta negli anni di passaggio fra VI e V secolo a. C." e ciò in relazione all'intensificarsi del commercio sulla direttrice "da Pisa/Volterra a Marzabotto/Bologna", la cosiddetta "Via Etrusca del Ferro", che avrebbe avuto come oggetto, oltre alla diffusione della ceramica attica a figure rosse (come risulta dalla tomba del Rio Ralletta), il trasporto di materiale ferroso,cfr. via etrusca del Ferro di cui rimangono intrisi numerosi siti (podere 40 di Bientina e in quantità modesta a Fossa Nera e a Romito di Pozzuolo).
Il periodo etrusco, come quello romano poi, fu caratterizzato da un lago di Bientina minuscolo, racchiuso a sud dell'Isola dalle curve ipsometriche di livello 6, risultando in tal modo una piccola superficie, cui ben si attaglierebbe il nome di lago di Bientina. A dimostrarlo sarebbe la presenza di tombe etrusche nell'alveo: quella del Rio Ralletta, scoperta nel 1892, con un suntuoso cratere attico a figure rosse con Teseo che uccide il minotauro,. e quelle ancora più interne all'alveo scoperte nel 1929, localizzate150 metri a sud della confluenza del canale Rogio con la fossa Navareccia .
Il ponte e la via al Botrionco di Orentano-Colmo dei Bicchi
Dal 1981 vennero segnalate traccesoprattutto pali di legno squadrati a punta conica, conservati nei depositi del Museo Nazionale di Firenze di un insediamento etrusco nella zona del Botrionco di Orentano (comune di Castelfranco di Sotto), che condussero Augusto Andreotti e il volontariato locale a promuovere nel dicembre dell'anno scavi, con cui si arrivò a circoscrivere un abitato etrusco, che venne chiamato "Ponte Gini". Nel 1989 venne scoperto un ponte di legno a tre campate su un ramo dell'Auser, che lambiva le colline delle Cerbaie, quello più orientale e convenzionalmente detto Auser III, il cui alveo scorreva alla quota di 4-4,2 m s.l.m. Fu costruito tra il 30 a.C. e il 10 d.C. Grazie alle frequenti alluvioni, "un primo danneggiamento del ponte si data tra la tarda età augustea e la prima età tiberiana; il rifacimento della struttura ne garantisce l’uso fino all’età Claudia, momento in cui una nuova violenta esondazione porta ad un momento di disuso che si protrae fino ai primi anni del II secolo d.C."
Successivamente, in continuazione del ponte verso ponente, venne alla luce una strada, che, lunga circa un chilometro, parallela all'inclinazione dellager centuriato, conduceva al Colmo dei Bicchi, nel comune di Capannori, anch'esso riconosciuto come abitato. La strada etrusca, ancora oggi rilevabile, venne affiancata a nord da un parallelo decumanus romano su un terrapieno, largo 5 mt. con fossi laterali: anch'esso è oggi pienamente rilevabile, soprattutto quando le stagioni piovose lo fanno emergere sulle acque.Si può vedere nitidamente il decumanus nelle riprese satellitari sul Geoscopio della Regione Toscana come una fine linea piu chiara, parallela alla inclinazione della centuriazione. Si trattava evidentemente di un'area particolarmente adatta all'attraversamento della palude per chi, proveniente dagli abitati posti sulle colline delle Cerbaie, voleva recarsi sulle pendici del monte Pisano in direzione di Pisa, a sud o di Lucca, a nord. Rappresentava un asse principale della centuriazione, pavimentato con un poderoso strato di ciottoli e ghiaia per uno spessore che varia tra i 50 e i 60 cm e rinforzato ai margini con due file di ciottoli fluviali.
Altri insediamenti etruschi sull'Auser Di seguito altri siti etruschi rinvenuti sui rami dell'Auser orientale diretto nell'Arno, con l'anno della scoperta. Area del Frizzone