LOspedale Maggiore San Giovanni Battista è un palazzo storico di Torino in stile Barocco costruito in varie fasi tra il 1680 e il 1762 nel Borgo Nuovo del Centro storico di Torino dall'architetto Amedeo di Castellamonte su commissione della regina reggente Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemourshttps://mole24.it/2025/12/21/vecchio-ospedale-maggiore-di-torino/.
Vincolato ai sensi della Legge 1089/1939, dal 1978 è sede del Museo Regionale di Scienze naturali.
Storia
L’ospedale sorse, per volere di Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, a ridosso delle mura orientali della città, sull'onda della terribile epidemia di peste del 1630, con ingresso principale in quella che si chiamò proprio via dell'Ospedale (l'attuale via Giolitti). Deve il nome di San Giovanni Battista alla collocazione del nucleo originario dell’ospedale, che fu fondato nel XIV secolo da un gruppo di canonici all’interno del campanile del Duomo di Torino, il cui nome esteso è proprio Duomo di San Giovanni BattistaEcomuseo della Circoscrizione 8, https://www.facebook.com/groups/205098576520465/posts/2525798341117132/ e che versava in una cronica mancanza di spazi.
Il progetto, steso dall’architetto conte Amedeo di Castellamonte, si realizzò nell’arco di circa ottant’anni per quattro fasi successive: al primo nucleo avviato nel 1680 dall’ingegnere Gian Francesco Baroncelli (i lavori dei primi otto anni costarono un milione di lirehttps://www.cittadellasalute.to.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2845:storia-molinette-dermatologico-san-lazzaro-san-giovanni-antica-sede&catid=132:presentazione-citta-della-salute-e-della-scienza&Itemid=511), portato avanti dopo la sua morte da Sebastiano Taricco e da altri fino al 1727, si aggiunsero nel 1703 la manica di levante, e tra il 1760 e il 1762 la manica di ponente le quali, ospitando le infermerie, completarono l’originario schema planimetrico a croce, entro un voluminoso fabbricato rettangolare attestato sull’intero isolato. A queste fasi se ne aggiunge una quarta tra il 1720 e il 1727 che vide la costruzione dello scalone e il completamento della manica settentrionalehttps://www.museotorino.it/view/s/71dbceb64d854143b4bc719ff1d9c254, la quale servì ad ospitare l'anno successivo e fino al 1800 il primo reparto per le partorienti e la prima scuola di ostetricia d'Italia, per volere di Re Vittorio Amedeo II e per l’impegno della Municipalità torinesehttps://archiviodistatotorino.beniculturali.it/dbadd/modal/antpm.php?szn=sogg&id=14..
Tra il 1763 e il 1767 lungo l'asse longitudinale del palazzo venne edificata una chiesa a pianta centrale con matroneo, progettata dall'architetto Filippo Castelli, organizzata intorno a un vano centrale, che ospita l'altare, definito da sedici colonne ioniche in marmo verde di Susa.
L'edificio fu dipendente dall'autorità acclesiastica fino al 1730, quando venne soggetto alla giurisdizione civile come opera pia e fu quindi denominato Ospedale Maggiore San Giovanni Battista e della Città di Torino. Il regolamento organico, tuttora in vigore e che prevedeva la fruizione dell'ospedale da parte di qualunque povero, esclusi i malati cronici e quelli affetti da malattie veneree, nonché la presidenza dell'Arcivesocovo di Torino vigente, fu approvato con regio decreto il 14 settembre 1864https://www.ospedaliditalialalorostoriadalmedioevoadoggi.it/torino%20san-giovanni-battista-antica-sede-.html.
Le prime suore che prestarono servizio all'Ospedale furono quelle di San Giuseppe, dette le Giuseppine, chiamate a Torino, per carenza di personale, nel 1831 dalla marchesa Giulia di Barolo. Queste suore erano destinate all'istruzione della gioventù, ma furono incaricate dal Re Carlo Alberto nel 1833 alla sorveglianza del servizio di cucina e della biancheria, in attesa di assumere anche il servizio delle infermerie.
La farmacia speziaria, con i suoi stupendi arredi settecenteschi, è posta sulla destra dell'atrio del palazzo. Fu adibita a uso interno dell'ospedale fino al 1732, quando venne aperta al pubblico attraverso un vano che taglia a metà una delle antiche finestre affacciate su via Giolitti. Sulla volta affrescata è presente lo stemma dell'ex Ospedale di San Giovanni Battistahttps://atlas.landscapefor.eu/category/museo-natura/poi/6456-museo-regionale-di-scienze-naturali-ex-ospedale-san-giovanni/15661-la-chiesa-e-la-farmacia-settecentesche/.
Nel 1835 la Città cedette il terreno per chiudere l’isolato dell’Ospedale tra Via San Massimo e Via Cavour. In quell'anno fu anche costruito il teatro anatomico a fianco della chiesa e due anni più tardi venne lì trasferito il Museo di Anatomia, fino al 1898 quando fu ospitato nei nuovi ambienti di Corso Massimo d'Azegliohttps://museoanatomia.unito.it/museo/storia/. L’edificio fu più volte ristrutturatohttps://www.museotorino.it/view/s/db6bab25879d421e91a8de7368bce1a7, con rifacimenti e sopraelevazioni, fino al 1964https://www.piemontego.it/monumenti/torino-ospedale-maggiore-s-giovanni-battista-ora-museo-regionale-di-scienze-naturali.
L’Ospedale nel primo dopoguerra perse molte delle sue funzioni a favore del nuovo Ospedale Molinette, che assunse anche un nome simile, e fu colpito dai bombardamenti del 13 luglio 1943.
Per onorare i molti benefattori tra le fila dell’aristocrazia torinese che contribuirono con generosi lasciti e elemosine alla sua costruzione, l’amministrazione dell’ospedale commissionò a pittori e scultori tra i più quotati dell’epoca una serie di ritratti, busti e statue, che tuttora adornano l’atrio, lo scalone e gli altri ambienti. Massimo benefattore fu il canonico Ignazio Filippo Carroccio detto «il Santo», raffigurato in un monumento marmoreo nello scalone d’onore, rettore e costruttore dell’ospedale, vicario generale dell’abate commendatario di San Michele della Chiusa, confessore della duchessa Anna d'Orléans, vicario capitolare della diocesi di Torinohttps://vocetempo.it/le-molinette-nel-medioevo-nel-duomo-di-torino/. Trentamila lire furono donate dal marchese Giovanni Battista Amorettihttps://www.treccani.it/enciclopedia/giovan-battista-amoretti_(Dizionario-Biografico)/, la cui statua venne commisionata allo scultore Giuseppe Sala nel 1682, in seguito ad una donazione di quattromila lire per la costruzione della nuova sede ospedaliera; la statua fu pagata duecentottantacinque lirehttps://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0100025456.
Descrizione L'edificio misura 120 metri in lunghezza e 87 in larghezza. La sua struttura è composta da un corpo centrale con pianta a croce greca, inscritta in un perimetro rettangolare; nelle facciate verso via San Massimo e via dell'Accademia Albertina vi sono due ordini sovrapposti di finestre con coronamento a timpano e col davanzale che poggia su mensole. Nell'ampio spazio vuoto tra un ordine e l'altro si susseguono ritmicamente due elementi decorativi. I quattro cortili che si determinano hanno la stessa dimensione. Lo schema è ripreso dalle planimetrie degli ospedali quattro-cinquecenteschi come la Ca' Granda di Milano, il San Matteo di Pavia e il Sant'Anna nel Comascohttps://mrsntorino.it/it/il-palazzo/.
I bracci a croce furono concepiti come infermerie, poste su due piani per aumentarne la capienza e per separare uomini e donne. Il loro incrocio, che ospita due altari, è raccordato nel piano inferiore da una volta a crociera (infermeria maschile) e in quello superiore da una volta a cupola (infermeria femminile).
La manica dell’amministrazione, affacciata sulla strada, verso nord, e le gallerie porticate di servizio (oggi tamponate), verso sud, chiudono le fronti dell’ospedale.
All'ingresso su via Giolitti si trova uno scalone con quattro rampe rettilinee, progettato da Giovanni Antonio Sevalle, sostenuto da otto pilastri quadrati in pietra di Gassino. La grande volta a padiglione è datata 1721. Gli stucchi che decorano lo scalone furono realizzati dal luganese Carlo Papa, già collaboratore di Filippo Juvarra nel cantiere della Basilica di Superga.
Note
Bibliografia Silvio Solero, Storia dell'Ospedale Maggiore di San Giovanni Battista e della città di Torino, Falciola, Torino 1959 AA.VV., L'Ospedale Maggiore di San Giovanni Battista e della Città di Torino (antica sede), Museo regionale di scienze naturali, Torino 1980 Mario Tirsi Caffaratto, L'Ospedale Maggiore di San Giovanni Battista e della Città di Torino. Sette secoli di assistenza socio-sanitaria, Unità sanitaria locale 1-23, Torino 1984
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Categoria:Palazzi barocchi di Torino