Il Tempio B o tempio di Atena (Athenaion), era un edificio greco di ordine dorico eretto all’interno dell’acropoli di Gela nella prima metà del VI secolo a.C. Dedicato ad Atena, fu costruito sulle fondamenta di un precedente edificio arcaico (identificato come Tempio A) e subì diverse ristrutturazioni finché non venne demolito dagli stessi geloi alla fine dello stesso secolo per costruire il Tempio C. Oggi si conserva solamente in un filare delle fondazioni in arenaria.

Storia L’acropoli di Molino a Vento, già dalla prima metà del VII secolo a.C., era adornata da una serie di edifici sacri: l’archeologo Paolo Orsi, tra novembre 1906 e gennaio 1907, riuscì a datare in particolare un sacello in antis, cioè privo di peristasi, dedicato alla dea Atena Lindia ed identificato come Tempio A. Proprio su di esso, nel VI secolo a.C., venne eretto il Tempio B con ordine dorico (noto da alcuni frammenti di un rocchio di colonna e di un capitello) anch’esso dedicato alla dea Atena. L’attribuzione alla divinità è testimoniata non solo da un notevole quantitativo di statuette fittili legate all’iconografia della dea, ma anche dal frammento di una grossa statua femminile che doveva essere custodita nel naos.

L’edificio venne distrutto alla fine del VI secolo a.C. a seguito di un progetto di rinnovazione architettonica dell’acropoli voluto dai tiranni, che porterà alla costruzione del Tempio C nel secolo successivo.

Descrizione

Il tempio dorico era posto nel settore meridionale della collina dell’acropoli di Gela, su un punto abbastanza alto che consentiva la visione del mare e della foce del fiume. L’edificio, orientato est-ovest, era costruito con blocchi squadrati di calcarenite accostati dai lati lunghi: pur conservatosi solo in un filare di fondazione dello stereobate, è stato possibile ricostruirne la pianta come quella di un periptero esastilo (sei colonne in facciata) con 12 colonne sui lati lunghi. Le misure complessive erano di 35,22 x 17,75 m. La cella, con le colonne in antis del pronao, era priva di colonne al suo interno, sostituite da capriate lignee che non necessitavano di sostegni.

L’edificio era riccamente decorato di terrecotte architettoniche: entrambi i frontoni erano dipinti nella sima e nel geison da motivi ornamentali a forma di doppia treccia con rosette e foglie rosse, brune e bianche. Al centro del timpano era posta una grande maschera gorgonica e policroma, usata per scopi apotropaici. Il tetto del tempio, a doppio spiovente, era sormontato da acroteri di cavalieri a cavallo e da figure leonine sugli angoli agli estremi degli spioventi dei frontoni. Le sime laterali erano completate da gocciolatoi a tubo con disco molto ampio, anch’essi decorati dai motivi floreali presenti nel frontone.

Il gusto raffinato di tali decorazioni arrivò anche in Grecia per mezzo degli stessi artigiani geloi, che rivestirono il thesauros dedicato dalla città ad Olimpia con ornamenti simili a quelli del Tempio B.

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Note

Bibliografia

Voci correlate Architettura greca arcaica Tempio greco Gela (città antica) Acropoli di Gela

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