Il Palazzo Gravina Filangeri di Rammacca al Garraffello sorge in Via Garraffello, e si affaccia sull'omonima piazza, nel quartiere della Vucciria di Palermo. La piazza era l'originario "Piano della Loggia" dove le numerose logge di mercanti catalani, genovesi, amalfitani, ecc. intrattenevano gli scambi commerciali. Era il centro delle attività più importanti della città e, all'angolo con via dei Cassari, che saliva dritta dalla Cala, c'era il Banco Pubblico della Tavola, trasferito nel 1617 nel Palazzo senatorio. Con la costruzione del Banco della Tavola, fra il 1545 e il 1549, la piazza fu allargata e basolata e al centro fu posta, nel 1591, la fontana del Garraffello costruita da Vincenzo Gagini, figlio del celebre Antonello, da non confondersi con la fontana del Garraffo, di dimensioni superiori, anch'essa situata originariamente alla Vucciria e trasferita successivamente a Piazza Marina.

Nel 1617, sull’area precedentemente occupata dal Banco Pubblico trasferito, venne edificato il Palazzo Rammacca dai principi Gravina e Filangeri e, sebbene oggi si presenti in parte in condizioni di forte degrado, conserva ancora interessanti tracce architettoniche, alcune delle quali riconducibili ai rimaneggiamenti settecenteschi.

Nel 1721, a causa di un crollo, i proprietari furono costretti ad avviare un importante intervento di restauro. I lavori, accuratamente progettati, furono affidati a Giuseppe Amato, architetto noto anche per aver curato il Palazzo Gaetani Rostagno.

Pochi anni dopo, nel 1726, un nuovo e violento terremoto compromise gravemente la struttura. La ricostruzione del Palazzo Rammacca venne quindi completata alla fine del 1730, seguendo l’idea e il progetto dell’architetto Nicolò Palma.

Il principe di Rammacca ricoprì incarichi prestigiosi, tra cui quello di capitano di giustizia e gentiluomo di camera di Sua Maestà. La famiglia Rammacca fu infatti considerata una delle più antiche e illustri, sia per le cariche ricoperte sia per l’ampiezza dei feudi posseduti.

In una celebre incisione di Giuseppe Vasi del 1736, il palazzo appare impreziosito da decorazioni realizzate in onore di Carlo III: al centro si distingue una “macchina scenica” composta da argento sbalzato e pietre dure, innalzata da orafi e argentieri in occasione dell’incoronazione. Un lungo corteo di guardie accompagna la carrozza del principe mentre lascia il palazzo, rendendo l’immagine particolarmente solenne e celebrativa.

Bibliografia

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