San Vittore agli Olmi (o all'Olmo, in alcune fonti antiche anche San Vittore Arso) era una antica chiesetta che sorgeva su un'area oggi parte dal complesso del carcere di San Vittore a Milano, nella zona di Porte Vercellina. Venne edificata fuori dalle mura romane e in seguito compresa appena all'interno della cerchia di mura spagnole del XVI secolo. La chiesa e il complesso monastico dei Frati Cappuccini che la comprendeva furono demoliti nel 1872 per lasciare spazio al carcere. La strada sulla quale il monastero e la chiesetta si affacciavano è la attuale via Matteo Bandello, già Strada ai Cappuccini fino al 1865 e poi Strada delle Oche. Storia Sul luogo ove, secondo la tradizione, nell'anno 303 d.C. Vittore il Moro fu decapitato in una selva di olmi (silva ad ulmos) che allora verdeggiava in quella parte esterna alla città di Milano, fu eretta una piccola cappella a lui intitolata. Ad essa, che si trovava nel mezzo della strada, venne in seguito aggiunta una chiesa che il Latuada riferisce essere «antichissima, dedicata a san Vittore e fatta poco dopo il suo martirio» e abitata per qualche tempo da alcune monache dell'Ordine di Sant'Agostino. Nell'anno 1535 la chiesa e il piccolo convento annesso vennero dal Governatore di Milano Ferrante I Gonzaga data ai Frati Cappuccini che nel 1542 diedero inizio all'erezione di una nuova chiesa, essendo la precedente ridotta in stato pericolante per l'essere molto antica. La nuova chiesa, più piccola della precedente e a una sola navata, fu consacrata dall'Arcivescovo di Milano Giovannangelo Arcimboldi. La cappella maggiore era decorata da un quadro del Lomazzo (1538-1592) raffigurante Il Redentore morto sostenuto dalla Madre, fra le pie Donne piangenti e San Giovanni, poi trasferito alla Pinacoteca Ambrosiana in seguito all'esproprio della chiesa da parte dello Stato unitario italiano nel 1865. Ai lati dell'altare altre due cappelle una delle quali adornata da una tela del Montalto raffigurante Gesù Crocifisso.

Fra le sepolture si ricordano quelle dell'arcivescovo di Milano Enrico I da Settala, morto nel castello di Brebbia sul Lago Maggiore il 16 settembre 1230, e del Governatore di Milano don Gabriel de la Cueva, morto a Milano il 21 agosto 1571.

Nell'ottobre 1864 il padre provinciale dei Cappuccini, che erano rientrati in quel convento nel dicembre 1854, ricevette ordine di sgombero da parte della Prefettura di Milano con il quale veniva notificato il progetto di costruire un carcere giudiziario col sistema cellulare nella località in parte occupata dai Cappuccini. Lo sgombero, dopo varie azioni giudiziarie, divenne effettivo. All'alba dell'8 gennaio 1865 i frati vennero allontanati dal complesso religioso e si diede quindi inizio alle demolizioni per la costruzione del nuovo carcere di San Vittore.

Note

Bibliografia

Categoria:Chiese di Milano scomparse