Ha anche collaborato con testate controllate dallo Stato come Shahrvand, Khabar Online ed Etemad Online. Nel 2023 la rivista Time l'ha nominata una delle 100 persone più influenti al mondo.
Nel settembre del 2022 è stata arrestata dalle forze di sicurezza iraniane per aver realizzato un reportage sul funerale di Mahsa Amini.
Biografia Nata nel 1987, Elaheh Mohammadi ha intrapreso la carriera giornalistica specializzandosi in reportage di approfondimento sociale. Prima di approdare al quotidiano riformista Ham-Mihan, ha lavorato per oltre un decennio collaborando con diverse testate iraniane, affrontando spesso temi delicati legati alla condizione femminile, ai diritti civili e alle condizioni nelle carceri iraniane.
Nel corso della sua attività ha documentato questioni cruciali come lo stato dei diritti delle donne nelle aree rurali e le mobilitazioni studentesche. Per il suo lavoro investigativo, già nel 2021 era stata interdetta dall'attività giornalistica per un anno dalle autorità giudiziarie iraniane, a causa dei suoi scritti critici nei confronti delle istituzioni.
La sua determinazione nel dare voce alle comunità marginalizzate l'ha resa una delle firme più note del giornalismo sociale iraniano, prima che il suo reportage da Saqqez nel 2022 la portasse all'attenzione internazionale.
Servizio sul funerale di Mahsa Amini e arresto Il 17 settembre 2022 Mohammadi si recò a Saqqez per conto di Ham-Mihan per seguire le esequie di Mahsa Amini, la ventiduenne morta il 16 settembre dopo tre giorni di coma in seguito all'arresto da parte della polizia morale. Nel suo servizio, Mohammadi riferì dell'attacco della polizia contro i partecipanti al funerale.
Sebbene fosse stata inizialmente convocata dalle autorità giudiziarie, Mohammadi venne arrestata dalle forze di sicurezza il 29 settembre 2022, mentre si recava presso gli uffici del Ministero dell'Intelligence per essere interrogata.
Il 4 novembre 2022 le Guardie della Rivoluzione e il Ministero dell'Intelligence hanno rilasciato una dichiarazione congiunta accusando Mohammadi e la collega Niloofar Hamedi di essere "agenti stranieri" al soldo di agenzie di intelligence occidentali e sioniste, nell'ambito di una "guerra multidimensionale" volta a influenzare la società iraniana, in particolare le donne.
Mohammadi è rimasta in detenzione per 17 mesi. Il 22 ottobre 2023 è stata condannata in primo grado a 12 anni di reclusione con l'accusa di collaborazione con governi ostili e propaganda contro lo Stato.
Assoluzione Il caso si è concluso definitivamente l'11 febbraio 2025, quando ha ricevuto la grazia ufficiale dalla Guida Suprema Ali Khamenei, insieme a Niloofar Hamedi, in occasione dell'anniversario della Rivoluzione del 1979. La grazia ha cancellato le restanti accuse di "cospirazione contro la sicurezza nazionale" e "propaganda contro il regime", chiudendo definitivamente i procedimenti a suo carico.
Anche la sorella gemella, arrestata pochi mesi dopo, è stata in seguito condannata nel settembre 2023 a tre anni di reclusione con l'accusa di "complotto e collusione". La pena è stata successivamente sospesa ma le è stato posto divieto di lasciare il paese, parlare con i media stranieri e praticare il giornalismo; le è stata imposta la frequenza di un corso di "giornalismo etico" coordinato nientemeno da funzionari del Ministero dell'intelligence iraniano.
Premi e riconoscimenti
International Press Freedom Award dei Canadian Journalists for Free Expression (CJFE), condiviso con Niloofar Hamedi (febbraio 2023). Louis M. Lyons Award for Conscience and Integrity in Journalism dell'Università di Harvard (marzo 2023). Cittadinanza onoraria conferita dal Consiglio comunale di Torino (marzo 2023). UNESCO - Premio internazionale sulla libertà di stampa "Guillermo Cano", condiviso con Niloofar Hamedi e Narges Mohammadi (2023). Inserimento nella lista delle 100 persone più influenti al mondo di Time (aprile 2023). Golden Pen of Freedom della WAN-IFRA, condiviso con Niloofar Hamedi (giugno 2023).
Note
Voci correlate
Diritti delle donne in Iran Condizione della donna in Iran Proteste per la morte di Mahsa Amini Altri progetti
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