Tra i suoi lavori più significativi vi sono i cicli Eternal War e Cycles of Reincarnation, i dipinti Ghosts of Her Migration, Bird Garden with Intestinal Self-Portrait’, Love and Ammunition 2 e Ode to All My Mothers. Le opere di Abbassy sono esposte a livello internazionale e incluse in collezioni come il Metropolitan Museum of Art, British Museum, Los Angeles County Museum of Art e il Farjam Collection. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi premi e borse di studio cui due NYFA Awards 2007 per il disegno e 2018 per la pittura), il Joan Mitchell Foundation Painters and Sculptors Fellowship (2010) e nel 2018 è stata nominata per l’Anonymous Was a Woman Award.

Biografia Samira Abbassy è nata in una famiglia di origine araba, con cui si è trasferita a Londra nel 1967. Ha vissuto a Royal Tunbridge Wells, nella contea del Kent, dove a dodici anni ha scoperto la passione per la pittura. Ha studiato pittura al Birmingham Polytechnic e successivamente al Canterbury College of Art. Risiede a New York dal 1998.

Ha lavorato attivamente a Londra tra gli anni Ottanta e Novanta; le prime esposizioni risalgono al 1993 e al 1995 alla Mercury Gallery di Londra. Nel 1997 la Royal Academy of Arts le ha assegnato un premio per la pittura. Nel 1998 ha contribuito alla creazione dello Studio Program della Elizabeth Foundation for the Arts, dedicato a fornire spazi e supporto agli artisti emergenti, e dell'EFA Studio Center. Nel 2007 ha realizzato la mostra Samira Abbassy: Cultural Convergences alla Galleria Anthony Giordano di New York e nello stesso anno le è stata conferita una fellowship dalla New York Foundation for the Arts (NYFA). Ha partecipato come artista in residenza presso l'Università della Virginia nel 2012.

I suoi lavori sono stati esposti in mostre internazionali e inclusi in collezioni pubbliche come il Metropolitan Museum of Art, il British Museum, il Los Angeles County Museum od Art (LACMA) e la Government Art Collection del Dipartimento per la Cultura, Media e Sport del Regno Unito. Nel 2025 ha presentato la mostra Psychic Intrusion alla Richard Saltoun Gallery di New York.

Oltre all’attività artistica, Abbassy è stata consigliera di amministrazione della Elizabeth Foundation for the Arts e le è stata conferita una Lifetime EFA Studio Membership per il suo ruolo nello sviluppo del programma Studio.

Opere principali Tra le opere più significative di Abbassy si annoverano i cicli Eternal War, che includono Eternal War, Second Circle, The Eternal War: Fourth Circle / Mujahedin, e The Sixth Circle: On Message. Tra i dipinti più rilevanti figurano Ode to All My Mothers, Silencing Her Polyphony, Ghosts of Her Migration (2016) e Myth of War & Beast of Revelation (2011).

Questi lavori affrontano temi di conflitto, emigrazione e narrazione culturale, fondendo le influenze della pittura miniaturistica persiana e dell’arte Qajar con un linguaggio figurativo contemporaneo occidentale. In particolare, opere come Ghosts of Her Migration e Myth of War & Beast of Revelation riflettono le esperienze personali dell’artista, esplorano il senso di appartenenza, le conseguenze dell'emigrazione e i conflitti interiori attraverso figure archetipiche, simboli e immagini oniriche.

Ciclo Eternal War (2009– )

Il ciclo, iniziato nel 2009, rappresenta il nucleo centrale della ricerca di Samira Abbassy ed è concepito come un progetto aperto. L'opera è composta da pannelli quadrati in olio su gesso, disposti in sequenza, che raffigurano scene belliche antiche e contemporanee, includendo soldati e strumenti di guerra. L'artista si ispira alle miniature persiane e a opere epiche come il poema Shāh-Nāmeh, integrando il linguaggio visivo di queste tradizioni in una narrazione modulare e aperta. Il ciclo indaga le contraddizioni della guerra come fenomeno ciclico e ricorrente, esplorandone le implicazioni emotive e simboliche. La disposizione dei pannelli consente diverse configurazioni espositive, sottolineando la frammentarietà della memoria storica e il ruolo del racconto visivo nella costruzione del potere. Tra le opere più note del ciclo vi sono Eternal War: Second Circle (2011), parte della collezione permanente del Metropolitan Museum of Art, ed Eternal War Series #6: On Message (2015). La serie è esposta in mostre internazionali e fa parte di collezioni pubbliche.

Bird Garden with Intestinal Self-Portrait’ (2003)

Bird Garden with Intestinal Self-Portrait è un'opera significativa della produzione di Abbassy ed è conservata nella British Government Art Collection. Realizzata con collage, guazzo, inchiostro e acrilico su carta, l’opera raffigura una figura femminile il cui corpo è parzialmente aperto, rivelando simbolicamente gli organi interni. Intorno alla figura si sviluppa un giardino popolato da uccelli e motivi vegetali, ispirati a tessuti e miniature orientali.

L’opera intreccia introspezione psicologica, corporeità e spiritualità, con riferimenti diretti al poema mistico Il Verbo degli uccelli di Farid al-Din 'Attar, suggerendo un percorso di conoscenza interiore. A differenza di Eternal War, Bird Garden with Intestinal Self-Portrait non fa parte di un ciclo, ma anticipa temi centrali della sua ricerca: il corpo come spazio narrativo e la fusione tra simbolismo orientale e linguaggi contemporanei.

Ghost of her migration (2016)

Ghost of her migration è un dipinto a due pannelli realizzato con olio su gesso. Nel dittico due figure speculari si allontanano l'una dall'altra, suggerendo tensioni interiori e contrasti di identità, e fungono da metafore di possibile altre vite alternative. L'opera riflette sui temi ricorrenti nella produzione di Samira Abbassy quali migrazione, identità culturale ibrida, narrazioni culturali ed esperienze personali, attraverso simboli e figure iconiche che esplorano il senso di perdita, trasformazione e ridefinizione di sé.

Stile e temi Abbassy realizza principalmente dipinti a olio, talvolta integrati con gesso o altri materiali. Al centro delle sue opere vi sono raffigurazioni umane, spesso femminili, il cui corpo diventa veicolo di metafore e simboli, esplorato tramite materiali storici della medicina e dell' alchimia islamica ed europea. Ricorrono anche animali e scene narrative, spesso ispirate alla pittura miniaturistica persiana, all’arte Qajar e a cronache mitiche, rielaborate attraverso un linguaggio pittorico contemporaneo.

Durante gli studi al Canterbury College of Art, Abbassy ha sviluppato una fascinazione per l’arte pre-Rinascimentale e bizantina, che ha influenzato il suo approccio alla fusione tra canoni estetici orientali e occidentali. La sua ricerca iniziale si è concentrata sul recupero delle tradizioni persiane e indiane, in particolare della miniatura.

Gran parte del lavoro di Abbassy è guidato dalla teoria junghiana dell’inconscio collettivo e dalla memoria ancestrale frammentata. Attraverso la rappresentazione della molteplicità del sé, l'artista esplora l’autobiografico intrecciando aspetti culturali, psicologici e biochimici, nei quali conflitti e dilemmi vengono incorporati o frammentati nel corpo.

L'arte di Samira Abbssy esplora quindi l’interiorità e l’identità personale, intrecciando memoria, esperienze di emigrazione e vissuto emotivo tra diverse culture. Le opere, spesso autobiografiche, affrontano anche temi di trauma generazionale e conflitto interiore, ricorrendo simbolicamente a specchi, immagini oniriche figure doppie e archetipiche, per rappresentare la complessità psicologica dell’esperienza umana.

Mostre

Mostre personali

1993 – One Person Show, Mercury Gallery, Londra. 1995 – One Person Show, Mercury Gallery, Londra. 1997 – One Person Show, Mercury Gallery, Londra. 2002 – Veiled Icon, Skoto Gallery, New York. 2005 – Mirror of Inclusion, Vernacular Press, New York 2007 – Samira Abbassy: Cultural Convergences, Anthony Giordano Gallery, New York. 2014 – Conflicting Narratives, B2OA Gallery, NY 2015 – An Autobiography & Other Confessions - XVA Gallery, Dubai 2015 – Love & Ammunition, Rossi & Rossi Gallery, Londra. 2015 – Narratives: Hearts, Minds & Mythologies, Bernstein Gallery, Woodrow Wilson School, Princeton University, NJ 2016 – Leaping the Void, Grey Art Gallery, NYU & Pomegranate Gallery, New York. 2017 – Redemptive Narratives, Migrating Patterns, XVA Gallery, Dubai. 2019 – A Night Sea Journey, XVA Gallery, Dubai. 2023 – Embodied Mythologies, Advocartsy, Los Angeles. 2024 – Out of Body, Brattleboro Museum & Art Center, Vermont. 2025 – Psychic Intrusion, Richard Saltoun Gallery, New York. 2025 – I Am the Story (virtual), Taymour Grahne Projects.

Partecipazioni a mostre collettive e rassegne

2001 – Two person show, England Gallery, Londra 2004 – Two person show, England Gallery, Londra 2007 – Two person show, England Gallery, Londra 2009 – Urban Jealousy, Biennale di Teheran, Tehran 2009 – Artists In Exile, Arario gallery, New York 2009 – The Promise of Loss, Galleri Ernst Hilger, Vienna, e Arario Gallery, New York 2013/2014 – Istanbul Art Fair, con Todd Hosfelt Gallery. 2014 – Conflicting Narratives, B2OA Gallery, New York. 2015 – Narratives: Hearts, Minds & Mythologies, Bernstein Gallery, Università di Princeton. 2015 – Bazm O Razm, Metropolitan Museum of Art, New York. 2016 – The Human Image: Masterpieces of Figurative Art, esposizione itinerante, British Museum. 2024 – Vintage Modern, Advocartsy Gallery, West Hollywood. 2024 – Out of Body, Brattleboro Museum & Art Center, Vermont. 2025 – Partecipazioni al programma keepers, Portland.

Premi e riconoscimenti 1997 — M&G Purchase Prize, Royal Academy, Londra 2002 — Acquisition: Permanent Collection of the British Government, Government Art Collection 2006 — Yaddo Fellowship, Saratoga Springs 2007 — New York Foundation for the Arts (NYFA) Fellowship, New York Foundation for the Arts 2008 — Acquisition: Permanent Collection of the British Museum, British Museum 2008 — Acquisition: The Donald Rubin Foundation (Rubin Museum), Rubin Museum of Art 2008 — Acquisition: The Devi Foundation, India 2009 — Acquisition: The Farjaam Art Collection, Dubai 2010 — Joan Mitchell Foundation Award for Painting/Sculpture, Joan Mitchell Foundation 2010 — Acquisition: The Burger Collection, Hong Kong 2011 — Acquisition: Omid Foundation, Tehran 2012 — Artist in Residence Fellowship, Università della Virginia 2013 — Acquisition: Permanent Collection of the Metropolitan Museum of Art, Metropolitan Museum of Art 2014 — The Pollock-Krasner Foundation Award, Pollock-Krasner Foundation 2016 — Fellowship: Saltonstall Foundation, Ithaca 2016 — Byrdcliffe Summer Resident Program, Woodstock 2016 — Acquisition: Grey Art Gallery, New York University Collection, Università di New York 2017 — Byrdcliffe Summer Resident Program, Woodstock 2018 — New York Foundation for the Arts (NYFA) Painting Fellowship, New York Foundation for the Arts 2018 — Nomination: Anonymous Was A Woman Award, Anonymous Was a Woman 2022 — Yaddo Fellowship, Saratoga Springs 2022 — Acquisition: Permanent Collection of the Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles County Museum of Art 2022 — Acquisition: Mohammed Afkhami Foundation, Mohammed Afkhami Foundation 2025 — Joan Mitchell Center Residency, New Orleans

Principali Musei I musei in cui sono conservate le opere di Samira Abbassy sono: Metropolitan Museum of Art, New York – alcune opere del ciclo Eternal War, incluso Eternal War, Second Circle. British Museum, Londra – opere acquisite per la collezione permanente. Los Angeles County Museum of Art (LACMA) – opere acquistate per la collezione permanente. Government Art Collection, Regno Unito – opere acquisite per il dipartimento di cultura britannico. Bowdoin College Museum of Art, Maine – collezione privata/publica. Farjam Collection, Dubai, UAE – collezione privata. Omid Foundation, Teheran – collezione privata. Burger Collection, Hong Kong – collezione privata.