Il 12 gennaio 2019, il Venezuela ha subito la censura generale di Wikipedia da parte della società statale CANTV, il principale fornitore di telecomunicazioni, e del sistema dei nomi di dominio. Il blocco è stato successivamente revocato solo il 18 gennaio 2019, a seguito di diffuse critiche contro l'azienda, sostenendo che fosse una risposta alla crisi presidenziale venezuelana.
Il blocco coincise infatti con le affermazioni di Juan Guaidó di diventare presidente ad interim durante l'inizio della crisi. In questo periodo, si segnalarono diverse interruzioni di Internet e il blocco di numerosi siti web, oltre a Wikipedia. Secondo le statistiche, il blocco ha interessato circa 1,5 milioni di persone in tutto il paese.
Wikimedia Venezuela segnalò un ulteriore blocco di Wikipedia il 23 gennaio 2019.
Contesto
Il blocco si è verificato nel mezzo di diverse guerre di modifica sulle voci di Wikipedia in spagnolo di Nicolás Maduro, Juan Guaidó, Presidente del Venezuela ed Elenco dei presidenti del Venezuela. C'erano conflitti di modifica sia da parte di utenti registrati che da IP anonimi, con opinioni diverse sulla rielezione di Maduro come presidente del Venezuela dal 2019, l'assunzione della presidenza da parte di Guaidó, nonché sulla cronologia della presidenza. Le modifiche iniziali affermavano che Guaidó era stato dichiarato presidente, con modifiche successive che rimuovevano questa informazione.
Il blocco
Nel pomeriggio del 12 gennaio 2019, l'organizzazione di osservazione NetBlocks ha notato e raccolto prove del blocco di tutte le versioni di Wikipedia in Venezuela. Le restrizioni sono state applicate da CANTV, il più grande fornitore di telecomunicazioni del paese. NetBlocks ha identificato una grave interruzione della rete che interessava l'infrastruttura delle telecomunicazioni, che coincideva anche con altre restrizioni applicate con lo scopo di limitare e influenzare la capacità dei venezuelani di accedere alle informazioni delle precedenti 24 ore. Presumibilmente è stato un tentativo di nascondere o sopprimere la voce di Wikipedia del neo-nominato presidente dell'Assemblea Nazionale, Juan Guaidó, che lo includeva come "51° Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela". Le informazioni raccolte mostrano anche diversi siti web limitati in quell'arco di tempo, il che suggerisce che l’instabilità politica nel Paese possa essere il principale motivo del controllo di Internet.
L’Osservatorio "VE sin Filtro" ha analizzato il blocco rilevando che si trattava di una restrizione applicata in modo discontinuo, basata su un sistema di filtraggio HTTP legato all’SNI, che spesso impediva la connessione ai server. Inizialmente il gruppo aveva comunicato che il blocco fosse cessato il 13 gennaio alle 16:50, ma si sono susseguiti poi altri blocchi; per tal motivo il tweet originale contenente l'affermazione è stato rimosso.
Allo stesso modo, diversi mezzi di informazione hanno sostenuto che Wikipedia stesse, direttamente o indirettamente, assumendo una posizione a favore di una delle due parti.
Reazioni
Il 13 gennaio 2019, Wikimedia Foundation annunciò l’avvio di un’indagine per chiarire quanto fosse effettivamente accaduto, dal momento che, fino alla data della dichiarazione, continuavano a essere registrati accessi e modifiche a Wikipedia provenienti dal Venezuela.
In una dichiarazione, Wikimedia Venezuela ha affermato che «Nelle ultime 72 ore, i volontari dell'associazione civile senza scopo di lucro Wikipedia hanno espresso la loro impossibilità di accedere all'enciclopedia gratuita tramite il più grande fornitore di servizi Internet del Venezuela, la società statale CANTV».
l 15 gennaio, il presidente venezuelano Nicolás Maduro intervenne pubblicamente sulla questione di Wikipedia, affermando che l’opposizione venezuelana «intende impadronirsi del potere politico e diventare presidente della repubblica di Wikipedia, della repubblica di Twitter», facendo riferimento alla precedente edit war verificatasi in seguito alla nomina di Juan Guaidó a presidente. Maduro aggiunse inoltre: «Si tengano pure la loro Wikipedia, con il loro Twitter».
Fino a quel momento, l’unica risposta ufficiale del governo venezuelano riguardo al presunto blocco di Wikipedia risaliva al 18 gennaio, quando il viceministro per la Comunicazione internazionale William Castillo rilasciò una dichiarazione al quotidiano digitale eldiario.es affermando che «non esiste alcun blocco di Wikipedia in Venezuela», attribuendo le difficoltà di accesso segnalate dagli utenti dell’operatore pubblico a un possibile attacco di tipo denial of service (DoS) condotto da terzi, nell’ambito di presunte operazioni di destabilizzazione politica e comunicativa volte a danneggiare l’immagine del Paese. Il viceministro precisò inoltre che, secondo la normativa venezuelana, il blocco legale di un sito web può avvenire solo tramite un procedimento amministrativo, che richiede la notifica alle parti coinvolte e il contraddittorio, oppure attraverso un provvedimento giudiziario, sostenendo che «nessuna di queste condizioni si è verificata nel caso di Wikipedia».
Violazioni dei diritti umani nel 2022 Il 17 ottobre 2022 Óscar Costero, wikipediano noto, si presentò presso la sede centrale del Servicio Administrativo de Identificación, Migración y Extranjería (SAIME) a Caracas, dopo aver riscontrato difficoltà nel rinnovo del passaporto online. Quella che inizialmente appariva come una normale procedura amministrativa si trasformò in una serie di episodi successivamente denunciati come violazioni dei diritti umani.
Al suo arrivo gli venne comunicata l’esistenza di un presunto "divieto di espatrio". Un funzionario anonimo lo trattenne per diverse ore e infine lo costrinse a firmare una dichiarazione nella quale si affermava che era oggetto di indagine e che non aveva subito maltrattamenti durante la permanenza presso il Saime. La situazione degenerò quando senza preavviso Costero fu fermato dal Cuerpo de Investigaciones Científicas, Penales y Criminalísticas (CICPC) e condotto per un interrogatorio.
Le domande riguardarono la sua vita privata, la situazione economica, il suo coinvolgimento con Wikimedia e i rapporti con Santiago De Viana, editore di voci politiche su Wikipedia. Nel corso dell’interrogatorio emerse che De Viana era stato oggetto di una campagna diffamatoria, con accuse di corruzione e presunti legami con il traffico di droga, nella quale veniva menzionato anche Costero.
Questi eventi si inseriscono in un contesto di persecuzione iniziato dopo il blackout del 2019 e intensificatosi verso la fine dello stesso anno nei confronti di Costero, De Viana e Wikimedia Venezuela. Sebbene successivamente rilasciato, Costero continuò a subire limitazioni alla libertà di movimento e restrizioni nell’esercizio dei suoi diritti fondamentali. L'11 novembre 2022 i legali dell’organizzazione Espacio Público tentarono di accedere al fascicolo giudiziario, incontrando però ostacoli da parte delle autorità competenti. Nel tempo si sono accumulate ulteriori irregolarità, tra cui l’assenza di informazioni chiare sulle accuse e il rigetto di una richiesta di tutela presentata nel gennaio 2023.
Nonostante una decisione giudiziaria abbia sostenuto che non sarebbe stato commesso alcun atto lesivo nei confronti di Costero, diversi osservatori hanno rilevato violazioni dei suoi diritti al giusto processo, alla libertà di associazione, di espressione e di movimento, interpretando tali eventi come parte di una persecuzione giudiziaria nei confronti di Costero e De Viana. La difesa di Óscar Costero ha più volte richiesto l’accesso completo agli atti del procedimento, sottolineando la gravità delle violazioni già subite. La libertà di associazione e di espressione viene indicata come elemento fondamentale di una società democratica, mentre allo Stato venezuelano viene richiesto di rispettare e garantire tali diritti in conformità agli obblighi internazionali assunti.
Note
Voci correlate Censura di Wikipedia Crisi presidenziale venezuelana del 2019
Categoria:Wikipedia (enciclopedia) Categoria:Censura di Internet