Il centro storico (in portoghese Centro Histórico) é un quartiere della città di Porto Alegre, capitale dello stato brasiliano del Rio Grande do Sul, nonché l'area urbanizzata più antica della città.
È stato istituito con la legge nº 2022 del 7 dicembre 1959 con il nome di “Centro” e successivamente rinominato in "Centro Histórico" dalla legge nº 10.364 del 22 gennaio 2008. Confina con i quartieri Cidade Baixa, Farroupilha, Bom Fim, Independência, Floresta e Praia de Belas.
Storia Origini
Le origini del centro storico di Porto Alegre sono strettamente legate alla formazione stessa della città. L’insediamento ebbe inizio intorno al 1732, quando alcune famiglie si stabilirono sulle rive del lago Guaíba, nella punta della penisola vicino alla foce del torrente Dilúvio. Su questa penisola fu edificata una piccola cappella dedicata a San Francesco d’Assisi, elevata a vicariato nel 1747, attorno alla quale si sviluppò la prima urbanizzazione.
Nel 1750, il governatore di Santa Catarina, Manoel Escudeiro de Souza, ricevette l'ordine di inviare al porto di Viamão alcune coppie provenienti dalle Azzorre per colonizzare il sud del Brasile. Nel gennaio 1752 giunsero le prime 60 famiglie, inizialmente assegnate a terre già demarcate a Morro Santana. La scarsità di fonti d’acqua rese però il sito inadatto, e la popolazione si trasferì vicino al porto, che assunse il nome di Porto dos Casais. Contestualmente arrivarono altri azzorriani e circa 60 miliziani del distaccamento guidato da Cristóvão Pereira de Abreu, insieme al primo cappellano militare carmelitano fra Faustino Antônio de Santo Alberto. Il primo spazio pubblico realizzato fu un cimitero, situato sulle rive del lago Guaíba, nell’area dove sorse Praça da Matriz.
L’insediamento continuò ad accogliere nuovi arrivi, ma rimase per diverso tempo un piccolo villaggio costituito principalmente da case di fango ricoperte di paglia. Il 26 marzo 1772 fu elevato a parrocchia, data considerata come fondazione ufficiale della città, con il nome di Parrocchia di São Francisco do Porto dos Casais. In quell’occasione fu definita un’area di 141 ettari per il consolidamento del centro urbano, comprendente l’intera penisola. L’anno successivo, il villaggio divenne capitale della capitaneria per decisione del governatore Marcelino de Figueiredo, in sostituzione di Viamão. Contestualmente, il santo patrono fu modificato da São Francisco das Chagas a Nossa Senhora Madre de Deus, e la parrocchia assunse il nome di Nossa Senhora Madre de Deus de Porto Alegre.
Sviluppo urbano
Da quel momento la cittadina iniziò a essere progressivamente riorganizzata per adempiere al nuovo ruolo amministrativo. Nel 1774 furono edificati la chiesa principale e il Palazzo del Governatore; quattro anni più tardi vennero inoltre realizzate fortificazioni lungo il perimetro affacciato sul lago Guaíba. Nei due decenni successivi entrarono in funzione diverse manifatture di ceramica, a testimonianza di una crescente attività edilizia, mentre i cantieri navali iniziarono a costruire imbarcazioni su ordinazione, anche per la città di Rio de Janeiro. Parallelamente, il commercio si andava strutturando e le autorità locali prestarono crescente attenzione all’abbellimento e alla manutenzione delle strade e degli spazi pubblici. In questo periodo furono costruite alcune delle piazze più antiche di Porto Alegre, tra cui Praça XV, Praça da Matriz e Praça da Alfândega.
Durante la Rivoluzione Farroupilha, il centro cittadino fu circondato da fortificazioni; tuttavia, nonostante l’aumento della popolazione, l’area urbana riprese a espandersi solo a partire dal 1845, con la conclusione del conflitto e lo smantellamento delle strutture difensive. In questo contesto crebbe l’importanza del porto cittadino per la circolazione di persone e merci all’interno del territorio. Nel centro della città furono realizzati numerosi interventi sulle infrastrutture pubbliche, tra cui la costruzione di fontane per l’approvvigionamento idrico, la modernizzazione dell’illuminazione pubblica, l’estensione della rete stradale e la creazione di nuovi cimiteri, di una prigione, un manicomio e di un nuovo municipio. In questo periodo vennero inoltre ampliati il mercato pubblico e costruito un teatro lirico, il Teatro São Pedro, mentre l’assistenza sanitaria fu riorganizzata mediante l’integrazione tra la Santa Casa de Misericórdia e la Beneficência Portuguesa. A partire dagli anni ottanta del XIX secolo iniziò infine a manifestarsi una progressiva conurbazione tra il centro cittadino e i sobborghi più prossimi.
Età d’oro dell’architettura di Porto Alegre
In seguito, nel contesto di un nuovo assetto politico ispirato al positivismo e accompagnato da una significativa crescita industriale e demografica, venne avviato un processo di rigenerazione urbana. In questa fase il centro cittadino fu interessato da numerosi interventi infrastrutturali e da un articolato programma di lavori pubblici, che portarono alla realizzazione di edifici istituzionali di grandi dimensioni. Questa fase di accelerazione, protrattasi fino alla metà degli anni trenta del XX secolo, è comunemente indicata come età d’oro dell’architettura di Porto Alegre. A tale periodo risalgono numerosi edifici pubblici di particolare rilievo come il palazzo Piratini, il municipio, la biblioteca pubblica, la banca, l’ufficio postale e telegrafico e l’ufficio delle imposte, molti dei quali realizzati grazie alla collaborazione tra l’architetto Theodor Wiederspahn, l’ingegnere Rudolf Ahrons e il decoratore João Vicente Friedrichs, tutti di origine tedesca.
Nel medesimo contesto si collocano gli interventi promossi da Otávio Rocha, finalizzati a riformare l’assetto urbano secondo modelli europei. Il progetto urbanistico, fortemente influenzato dall’aumento del traffico veicolare, privilegiò il miglioramento della circolazione attraverso la realizzazione di ampi viali, arterie e rotatorie. A tal fine, soprattutto nell’area centrale, vennero demoliti numerosi edifici residenziali più antichi e strutture degradate, mentre furono potenziati diversi servizi e infrastrutture pubbliche. In questo periodo furono inoltre fondati numerosi enti che testimoniano l’interesse delle autorità repubblicane per lo sviluppo della vita sociale e intellettuale, tra cui l’archivio pubblico dello stato, l’Istituto di belle arti e il Museo Júlio de Castilhos. Contestualmente, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, vennero istituite le prime facoltà universitarie, tra cui farmacia e chimica (1895), ingegneria (1896), medicina (1898) e giurisprudenza (1900).Franco, Sérgio da Costa. Guia Histórico de Porto Alegre. Porto Alegre: EdiUFRGS, 2006Grill, Igor Gastal. Parentesco, redes e partidos: as bases das heranças políticas no Rio Grande do Sul. Porto Alegre: EdiUFRGS, 2003
1950-2000
Negli anni cinquanta il centro di Porto Alegre raggiunse il suo periodo di massimo sviluppo. L’area risultava ormai densamente edificata e Rua da Praia costituiva la principale arteria urbana. In questo periodo la strada si trasformò da polo del commercio all’ingrosso a zona commerciale al dettaglio, favorendo l’apertura di numerose attività, tra cui caffeterie, pasticcerie, cinema e ristoranti.Simon, Círio. Origens do Instituto de Artes da UFRGS - Etapas entre 1908-1962 e Contribuições na Constituição de Expressões de Autonomia no Sistema de Artes Visuais do Rio Grande do Sul. Porto Alegre: PUC, 2003. Il centro divenne inoltre uno dei principali luoghi di aggregazione popolare durante eventi civici e manifestazioni politiche, talvolta sfociate in episodi di violenza. Con l’insediamento di Thompson Flores alla carica di sindaco nel 1969 ebbe iniziò una fase caratterizzata da un ampio programma di opere pubbliche, in particolare nel settore dei trasporti, favorito dal contesto economico del cosiddetto miracolo brasiliano. In questo periodo furono realizzati numerosi viadotti e infrastrutture viarie, con la conseguente demolizione di diversi edifici storici.
Secondo studi demografici, mentre la popolazione complessiva di Porto Alegre aumentò del 26% nell’ultimo quarto del XX secolo, il centro storico perse circa un terzo dei suoi abitanti, passando da circa residenti nel 1980 a poco più di nel 2006, con un tasso di crescita annuale negativo tra il 1991 e il 2000. All’inizio del XXI secolo, il quartiere presentava la più alta concentrazione di immobili vuoti o in vendita dell’intera città.Brawers et alii, p. 99 Successivamente, grazie a una serie di interventi urbani, tra il 2000 e il 2010 la popolazione residente tornò a crescere.
Monumenti
Praça da Matriz
Praça da Matriz, il cui nome ufficiale è Praça Marechal Deodoro, fu una delle prime piazze realizzate a Porto Alegre e divenne il principale centro politico, religioso e culturale della città.
In passato ospitò alcuni monumenti storici, tra cui la fontana dell’Imperatore e il monumento al Conte di Porto Alegre (1885). Nella piazza si trova il Monumento a Júlio de Castilhos, opera di Décio Villares.
Praça da Alfândega
La Praça da Alfândega, risalente alla fine del XVIII secolo, sorse sul sito dell'antico porto fluviale della città.
Attorno alla piazza si trovano diversi edifici storici di rilievo, tra cui il Museo d'arte del Rio Grande do Sul, uno dei musei d’arte più importanti del Brasile, la cui collezione comprende oltre opere, prevalentemente rappresentative dell’arte riograndese della seconda metà del XX secolo.
Bibliografia
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
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