Villa Frescot è una villa storica di Torino costruita agli inizi dell'Ottocento su una residenza rurale preesistente del Settecento.
È conosciuta per essere stata per molti anni la dimora della famiglia Agnelli.
Storia La proprietà, conosciuta inizialmente come Vigna Ladat, fu abitata nel Settecento dallo scultore Francesco Ladatte, autore del cervo che sovrasta la Palazzina di caccia di Stupinigi. Quando si spense, nel 1787, lasciò la cascina alla figlia Rosalia, sposata con il pittore torinese Vittorio Amedeo Cignaroli. Il loro figlio Angelo Antonio vendette la villa nel 1800. Nel 1837 la proprietà passò ai Frescotti che modificarono il cognome in Frescothttps://www.museotorino.it/view/s/66b2bfadc7c64bbd85b39a1881c67ab9. Il nome della villa deriva da questi ultimi proprietari che le fecero assumere l'attuale connotazione: Filiberto Frescot fu senatore del Regno d'Italiahttps://www.artribune.com/progettazione/architettura/2023/10/villa-frescot-torino-gianni-agnelli-vendita-museo/.
Tra le curiosità legate al fondo, è da segnalare anche la scoperta di un deposito di monete dell’imperatore romano Massenzio (IV secolo d.C.), durante alcuni lavori all’interno della villaCfr. La Rocca, C..
Gianni Agnelli con la moglie Marella Caracciolo vi si trasferisce alla fine degli anni '60, dopo aver lasciato lo storico palazzo di famiglia. Il luogo è stato iconica cornice dei suoi incontri con i potenti del mondo, come Henry Kissinger, Francesco Cossigahttp://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,33/articleid,0881_01_1991_0224_0033_12267569/, Carlos Menemhttp://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,35/articleid,0622_01_1997_0332_0037_8497109/ e Margaret d'Inghilterrahttp://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,0611_01_1997_0248_0031_8326163/, e personalità sportive e di spettacolo, da Michel Platini a Claudio Abbado con i suoi 128 orchestraliCorriere della Sera, 18 ottobre 2023, ed esponenti della cultura come Enzo Biagihttps://www.panorama.it/personaggi/celebrities/gianni-agnelli?share_id=6338850, Mario Soldati e Indro Montanelli, che gravitavano intorno alla famigliahttps://www.quotidianocanavese.it/lifestyle/villa-frescot-famiglia-agnelli-gianni-agnelli-marella-caracciolo-54838.
Nel marzo 2004 nella villa furono sequestrati dalla Guardia di Finanza due bassorilievi di Antonio Canova raffiguranti soggetti della vita di Socrate per sospetta violazione della contravvenzione che vieta la «rimozione di beni soggetti a vincolo»http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,22/articleid,0186_01_2004_0073_0022_1282120/.
Alla morte di Gianni Agnelli nel 2003 la villa è passata alla moglie Marellahttps://static.repubblica.it/torino/testamento_agnelli.pdf, e alla morte di quest'ultima nel 2019 è andata in eredità alla figlia Margherita.
La villa è stata posta in vendita nel 2023 per circa 10 milioni di eurohttps://www.ad-italia.it/article/villa-frescot-in-vendita-la-casa-di-gianni-agnelli/.
Descrizione La villa è circondata da un vasto parco che comprende giardini, frutteto, castagneto e piscina interrata. All’interno del muro di cinta che delimita l’intera proprietà si trovano tre edifici distinti, per un totale di circa 1.000 metri quadri di spazio abitabile: oltre alla residenza principale, infatti, ci sono Villa Bona, progettata dall'architetto Amedeo Albertini e un tempo dimora di Edoardo Agnelli, e una terza struttura, utilizzata dall’Avvocato come dependence. Gli interni sono stati personalizzati da Marella Agnelli, moglie di Gianni Agnelli, che si è avvalsa della collaborazione dell’architetto Sergio Jontof Hutter per gli interni e del progettista Russell Page per i giardinihttp://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,22/articleid,0541_01_1998_0090_0027_7174919/. Oltre seicento dipinti e opere della collezione di famiglia aggiungevano ulteriore valore alla dimora, quando questa era abitata dalla famiglia torinese.https://www.soldoutservice.com/villa-frescot-gianni-agnelli-collina-torino/
Note
Bibliografia Cristina La Rocca, Da Testona a Moncalieri. Vicende del popolamento sulla collina torinese nel medioevo, Biblioteca Storica Subalpina 192, Torino, 1986 Marella Agnelli, Marella Caracciolo Chia, Ho coltivato il mio giardino, Adelphi, Milano 2014 Jennifer Clark, L’ultima dinastia, La saga della famiglia Agnelli da Giovanni a John, Solferino, Milano 2024
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Categoria:Storia di Torino Categoria:Architetture di Torino Frescot