Nel luglio del 2022, ebbe un alterco con un'altra donna che riguardava le regole sullo ḥijāb, all'interno di un autobus, e il video che ne venne tratto divenne virale sulle reti sociali.
Biografia Sepīdeh Rašnū venne arrestata il 16 luglio del 2022 dopo che un video nel quale lei discuteva con una donna su un autobus, tale Rāyeheh Rabīʿī (رایحه ربیعی), divenne virale. La disputa era iniziata dopo che Rabīʿī aveva cercato di far rispettare la legge sull'obbligo del velo del governo iraniano, affermando che Rašnū non stesse indossando il suo ḥijāb "nel modo giusto". Nel corso dell'alterco, Rašnū venne aggredita.
Dopo giorni nei quali non si ebbero sue notizie, la televisione di stato, Ṣedā, mandò in onda un video della confessione di Rašnū, che si pensa sia estorta con le minacce. Inoltre, è stato riferito che pochi giorni prima della registrazione di questa confessione ella sia stata portata in un ospedale di Teheran, a causa di un'emorragia interna, forse dovuta alla tortura. L'agenzia di stampa per i diritti umani in Iran denunciò la tortura sia fisica che psicologica alla quale sarebbe stata sottoposta la scrittrice.
Ella venne liberata dalla prigione di Evin il 30 agosto 2022 grazie al pagamento di una cauzione di 8.000.000.000 riyāl (l'equivalente di 29.000 dollari statunitensi), dopo più di quaranta giorni di detenzione. Tuttavia, nel mese di dicembre dello stesso anno, il fratello di Rašnū, Sāmān, riferì che sua sorella era stata condannata a cinque anni di reclusione con sospensione condizionale per "propaganda contro il regime" e per "non aver indossato il velo in pubblico".
Nel mese di maggio del 2023, Rašnū venne chiamata in giudizio con l'accusa di "istigazione alla prostituzione e propaganda contro il regime" dopo aver pubblicato delle fotografie a capo scoperto sul suo profilo su Instagram. L'udienza si svolse nel tribunale di Evin. Dopo la fine dell'udienza, Rašnū venne trattenuta per un breve periodo di tempo nel carcere di Evin, prima di essere scarcerata su cauzione, con il divieto di lasciare Teheran.
Nel mese di ottobre, il tribunale condannò Rašnū a sei mesi di carcere per "propaganda contro il regime" e "incitamento all'indecenza e ad atti immorali". Nel mese di dicembre, secondo l'avvocato della scrittrice, il tribunale di Teheran l'aveva condannata a quattro mesi di prigione per "aver pubblicato immagini oscene" su Internet, che si aggiungono ai 3 anni e 7 mesi di un'altra sentenza, sospesa in precedenza (per un totale di 3 anni e 11 mesi), anche se la procedura venne sospesa per cinque anni, a meno che Rašnū non avesse commesso un'altra "irregolarità".
Il 15 febbraio 2024, Rašnū scrisse sul suo profilo Instagram che, essendosi presentata in aula senza lo ḥijāb obbligatorio, era stata riaperta una delle sentenze. Il 23 luglio del 2024, Sāmān Rašnū scrisse sul suo profilo su X che sua sorella era stata chiamata per iniziare a scontare la sua detenzione a partire dal 27 luglio, anche se la sentenza venne rinviata in seguito al 3 agosto di quell'anno.
Riconoscimenti Nel novembre del 2023, Rašnū venne inclusa nella "lista delle 100 donne" della BBC, una lista annuale che mette in risalto le donne più influenti del mondo intero, che hanno avuto un ruolo importante in vari campi, come l'attivismo, le arti, gli sport e la scienza, celebrando i loro contributi per la società e l'intera comunità mondiale.
Note
Voci correlate Condizione della donna in Iran Diritti delle donne in Iran
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