La Fourteenth Army fu un'armata del British Army, attiva durante la seconda guerra mondiale. L'armata venne creata nell'aprile 1942 con la designazione di Eastern Army ("Armata Orientale"), tramite la trasformazione in armata campale dell'Eastern Command del British Indian Army responsabile delle regioni orientali dell'India britannica. Al comando del generale Noel Irwin, lo scopo dell'armata era quello di contenere la spinta delle armate dell'Impero giapponese in direzione dell'India e di provvedere alla riconquista della colonia della Birmania, caduta in mano ai giapponesi nei mesi precedenti. Le prime controffensive organizzate dall'armata nella regione costiera dell'Arakan, a cavallo tra il 1942 e il 1943, si conclusero tuttavia con alcune dure sconfitte per gli anglo-britannici, che costarono il comando allo stesso Irwin.

Nel novembre 1943, a seguito di varie riorganizzazioni, la Eastern Army fu ridesignata come Fourteenth Army e venne posta al comando del generale William Slim. Le forze anglo-indiane furono riequipaggiate e riaddestrate per operare nella giungla, cosa che consentì loro di fare fronte, all'inizio del 1944, a una massiccia offensiva giapponese sferrata in direzione dell'India (operazione U-Go): i giapponesi furono battuti e costretti a ripiegare con forti perdite. Slim organizzò quindi nei primi mesi del 1945 una massiccia offensiva per riconquistare la Birmania, culminata nella liberazione di Rangoon il 2 maggio e nell'annientamento delle forze giapponesi nella regione; l'armata fu quindi ritirata dal fronte per prepararsi all'invasione anfibia della Malesia britannica, ma la resa del Giappone il 15 agosto 1945 rese non necessaria l'operazione. Il comando della Fourteenth Army fu quindi disattivato nel novembre 1945.

Nella storiografia e nella pubblicistica britannica la Fourteenth Army è comunemente nota come "l'Armata dimenticata" (The Forgotten Army): nonostante le dimensioni raggiunte dall'armata verso la fine del conflitto, con circa un milione di effettivi ai suoi ordini, le sue operazioni sul fronte indo-birmano ricevettero scarsa attenzione dall'opinione pubblica britannica durante la guerra, e i veterani della Fourteenth Army non ricevettero lo stesso livello di riconoscimento di quello tributato ai soldati britannici che operarono in altri teatri bellici.

Storia Creazione e prime operazioni

Iniziata nel gennaio 1942, l'invasione giapponese della Birmania era progredita rapidamente causando il crollo delle locali forze anglo-indiane e il loro ripiegamento verso ovest dietro il confine con l'India britannica; nel maggio 1942, quando il monsone impose uno stop alle operazioni, i giapponesi si erano assicurati il controllo di quasi l'intera Birmania. Con il nemico ormai arrivato ai confini orientali dell'India, il comandante in capo delle forze anglo-indiane, il generale Archibald Wavell, dispose una riorganizzazione generale della struttura di alto comando del British Indian Army, ancora basata sull'organizzazione del periodo prebellico e dedita più che altro, fino a quel momento, al reclutamento e addestramento delle nuove formazioni. Il 21 aprile 1942 Wavell dispose quindi l'attivazione, sotto l'egida di un comando centrale, di tre distinti comandi d'armata: uno incaricato della difesa della frontiera nord-occidentale dell'India, uno per la difesa dell'India meridionale da attacchi anfibi nipponici, e uno per il presidio appunto del fronte indo-birmano a oriente. Quest'ultimo, denominato Eastern Army ("Armata orientale"), fu posto agli ordini del generale Charles Broad, sostituito poi alla fine di luglio 1942 dal generale Noel Irwin...

L'area di competenza della Eastern Army era molto vasta, comprendendo le regioni indiane dell'Assam, del Bengala, del Bihar e dell'Orissa; il quartier generale dell'armata era inizialmente collocato a Ranchi. Inizialmente l'armata schierò il neo-creato XV Corps del British Indian Army a protezione della linea costiera dal Bengala all'Orissa mentre il IV Corps del British Army, appena arrivato in India come rinforzo, fu spostato a protezione della frontiera con la Birmania nell'Assam; in seguito, ritendo la minaccia di uno sbarco anfibio giapponese in India come marginale, anche il XV Corps fu portato sulla linea del fronte, assumendo la responsabilità della difesa del Bengala orientale a sud delle posizioni del IV Corps..

Le prime operazioni belliche della Eastern Army non furono positive. Su istruzioni di Wavell, nel dicembre 1942 Irwin impiegò le unità del XV Corps in un'offensiva limitata nella regione costiera dell'Arakan volta a conquistare l'isola di Akyab, dotata di un importante porto e di una base aerea; l'idea iniziale di condurre la spinta principale con un attacco anfibio dovette essere annullata per mancanza di sufficienti mezzi da sbarco, e i reparti anglo-indiani dovettero ripiegare su un'offensiva terrestre nell'entroterra della regione. L'avanzata procedette molto lentamente, rallentata dal terreno ricoperto da una fitta giungla, dalla difficoltà di far arrivare i rifornimenti in una regione povera di vie di comunicazione, dalla scarsità dei materiali a disposizione e dall'imperversare delle malattie tropicali; dopo aver efficacemente contenuto le offensive nemiche, nell'aprile 1943 i giapponesi, meglio addestrati alle operazioni nella giungla, passarono al contrattacco ed entro maggio, prima che il monsone obbligasse nuovamente a fermare le operazioni su vasta scala, avevano ricacciato i demoralizzati anglo-britannici sulle posizioni di partenza...

La campagna dell'Arakan del 1942-1943 fu un costoso fallimento per gli Alleati, e portò a una vasta riorganizzazione degli alti comandi responsabili per le operazioni in Birmania. Incolpato della sconfitta, il 21 maggio 1943 Irwin fu rimosso dal comando della Eastern Army e sostituito con il generale George Giffard; nel giugno 1943 il generale Claude Auchinleck sostituì Wavell come nuovo comandante in capo in India, ma venne deciso di attivare un comando strategico dedicato espressamente alla conduzione delle operazioni belliche nel Sud-est asiatico, separato dal comando dell'India che invece si sarebbe occupato solo dell'addestramento e del rifornimento delle truppe. Nel novembre 1943 fu quindi attivato il South East Asia Command (SEAC), sotto il comando dell'ammiraglio Louis Mountbatten; nel frattempo, in ottobre le forze terrestri assegnate al teatro birmano (tanto i reparti anglo-indiani a ovest quanto quelli cinesi a nord) furono riunite sotto l'alto comando del neonato 11th Army Group, subordinato al SEAC e alla cui guida fu nominato il generale Giffard. Il posto di questi alla guida dell'Eastern Army passò quindi al generale William Slim, già comandante del XV Corps, e l'armata stessa assunse la nuova denominazione di Fourteenth Army...

La difesa dell'India

Slim si adoperò energicamente per riorganizzare le forze della Fourteenth Army e metterle di nuovo in condizione di combattere: aiutato anche da Auchinleck, introdusse una serie di cambiamenti nell'addestramento, nell'organizzazione, nelle tattiche e nell'equipaggiamento dei reparti anglo-indiani al fine renderli adatti al combattimento nelle zone di giungla. Per contrastare gli attacchi dei giapponesi, che prediligevano le tattiche di infiltrazione per isolare il nemico dalle sue linee di approvvigionamento, i reparti della Fourteenth Army furono addestrati a resistere anche da accerchiati, a fare affidamento sui rifornimenti trasportati per via aerea e a contare sulla superiore potenza di fuoco in fatto di artiglieria, carri armati e mezzi aerei per controbattere agli assalti frontali dei giapponesi..

La validità delle nuove disposizioni dettate da Slim venne provata nel gennaio-febbraio 1944, quando una nuova limitata offensiva del XV Corps nell'Arakan si scontrò con una concomitante offensiva giapponese lanciata in direzione del Bengala: nel corso della battaglia di Ngakyedauk le unità giapponesi riuscirono ad accerchiare alcuni reparti anglo-indiani, ma questi si attestarono a difesa e riuscirono a resistere grazie al supporto aereo, obbligando infine i nipponici a battere in ritirata. L'attacco giapponese lungo la costa dell'Arakan costituiva in realtà una mossa diversiva per coprire una più massiccia offensiva, sferrata in direzione dell'Assam e volta ad aprirsi la strada verso l'India: partita nel marzo 1944, l'operazione U-Go obbligò nuovamente la Fourteenth Army a combattere una dura battaglia difensiva sul terreno impervio. Il IV Corps si attestò a difesa della cittadina indiana di Imphal, mentre il sopraggiunto XXXIII Corps, richiamato in aprile dal sud dell'India e posto sotto il comando della Fourteenth Army, fu inviato a parare un attacco secondario giapponese diretto verso la città di Kohima.

La battaglia di Imphal e la battaglia di Kohima proseguirono fino al giugno 1944: le unità anglo-indiane riuscirono a resistere sulle loro posizioni alimentate da un flusso costante di rifornimenti portati dagli aerei, mentre all'opposto la logistica dei giapponesi collassò nell'impossibilità di spostare sufficienti approvvigionamenti attraverso le montagne coperte dalla giungla al confine indo-birmano, in particolare dopo l'inizio del monsone. I giapponesi dovettero infine battere in ritirata dopo aver perso uomini e vasti quantitativi di armi ed equipaggiamento..

La riconquista della Birmania

Per la successiva stagione secca la Fourteenth Army si preparò a condurre un'operazione ambiziosa. Secondo l'alto comando alleato la Birmania poteva essere riconquistata solo con una vasta operazione anfibia, per la quale tuttavia non erano disponibili i mezzi adatti; Slim invece ritenne sufficientemente rodate le tecniche di rifornimento aereo da consentire un'offensiva via terra dall'India, superando le difficoltà logistiche date dalla primitiva rete stradale birmana. Il 20 dicembre 1944 la Fourteenth Army iniziò quindi la sua offensiva (operazione Extended Capital), avanzando dal confine indo-birmano verso sud-est: il XXXIII Corps superò il corso del fiume Chindwin e avanzò nella pianura di Shwebo, arrivando infine sulla sponda occidentale del fiume Irrawaddy e stabilendo le prime teste di ponte sulla sponda orientale il 19 gennaio 1945, minacciando da nord l'importante città di Mandalay. La manovra era però una finta per distrarre i giapponesi dall'avanzata del IV Corps, che si aprì la via attraverso l'impervia valle del fiume Myittha, andò a conquistare Pakokku il 10 febbraio e passò l'Irrawaddy il 14 febbraio a Nyaungu a sud di Mandalay. Finalmente fuori dalla giungla, i reparti meccanizzati anglo-indiani si spinsero attraverso le pianure a est dell'Irrawaddy per occupare Meiktila il 3 marzo, tagliando fuori le truppe che i giapponesi avevano fatto affluire a Mandalay per parare l'apparente minaccia del XXXIII Corps. I tentativi dei giapponesi di riconquistare Meiktila furono stroncati dalla superiorità degli anglo-indiani in fatto di carri armati, artiglieria e supporto aereo; il 29 marzo i giapponesi, pesantemente battuti nella battaglia di Meiktila e Mandalay, iniziarono una ritirata generale dalla Birmania centrale...

Davanti a una resistenza giapponese in via di disfacimento, ai primi di aprile Slim accelerò le operazioni prima che il monsone arrivasse a porvi fine, spingendo verso sud affiancati il IV Corps lungo la valle del fiume Sittang e il XXXIII Corps lungo la valle dell'Irrawaddy: gli sbarramenti approntati dai giapponesi furono travolti e le unità della Fourteenth Army iniziarono a convergere sulla capitale birmana, Rangoon. Il monsone iniziò il 30 aprile in anticipo sul previsto, ma il 1º maggio reparti anfibi e aviotrasportati del XV Corps sbarcarono a sud di Rangoon (operazione Dracula), occupando incontrastati la città il giorno seguente e ricongiungendosi alle altre unità della Fourteenth Army il 3 maggio..