La sua opera spazia tra lo stile neobaroccoPeigné 2012, pp. 312-319. e l'Art nouveau.

Biografia Raoul Larche era figlio di Guillaume Larche, uno scultore ornamentale ed ebanista, e di Thérèse Lansade. Suo fratello, Édouard Larche, fu un architetto.

Dopo essere passato per la scuola nazionale superiore di arti decorative, venne ammesso alla scuola nazionale superiore delle belle arti di Parigi, dove studiò presso François Jouffroy, Auguste Dumont, Alexandre Falguière, Jean-Léon Gérôme ed Eugène Delaplanche.

Debuttò al Salone degli artisti francesi nel 1884 ed espose con molta regolarità fino al 1912. Nel 1886, arrivò al secondo posto per il gran premio di Roma nella scultura. Quell'anno il soggetto del concorso era "Tobia che estrae il pesce dall'acqua".

Ricevette una medaglia di terza classe nel 1890, una medaglia di prima classe nel 1893, una medaglia d'oro all'esposizione universale del 1900 e una medaglia d'onore nel 1910.

François-Raoul Larche fu uno dei tanti artisti ad essere influenzati dalla danzatrice statunitense Loïe Fuller: la lampada del 1901 con le fattezze della danzatrice lo pose tra gli scultori che ruppero con l'arte accademica e gli valse una grande fama. Realizzò inoltre molti oggetti d'arte e oggetti decorativi in bronzo e in stagno (lampade, vasi, lampadari, coppe decorative...) che furono prodotti dalla fonderia d'arte Siot-Decauville a Parigi. Realizzò anche varie statue religiose, come una Giovanna d'Arco per la chiesa di Gagny o il Sant'Antonio e il San Luigi alla chiesa di Saint-Antoine-des-Quinze-Vingts a Parigi.

Membro della giuria alla scuola di belle arti di Parigi e al Salone degli artisti francesi, nel 1904 entrò nel comitato della Società degli artisti francesi. Venne promosso a ufficiale della Legion d'onore il 16 maggio 1910. Nonostante il suo studio si trovasse al n.6 della rue Mornay, nel IV arrondissement di Parigi, risiedeva spesso nella Seine-et-Oise,Oggi nel dipartimento Senna-Saint-Denis. a Coubron, dove si trova ancora la sua abitazione.

Il 3 giugno del 1912, fu investito da un'automobile mentre passeggiava, assieme a un amico, tra le strade di Lagny. Portato in coma in un ospedale parigino al n.60 della rue Violet, nel XV arrondissement di Parigi, morì quella sera stessa. Dopo il funerale nella chiesa di Nostra Signora di Auteuil, il corpo venne portato a Coubron, dove avvenne la sepoltura. La sua tomba, situata nel cimitero comunale, è sormontata da una riproduzione di una delle sue statue. Il comune fece innalzare un monumento in suo onore nel parco del municipio: è sormontato dal suo gruppo bronzeo Les Faunes. Nel comune di Coubron si trovano molte altre opere dell'artista (il Busto di Madame Larche, un Efebo, lOreste).

Nel 1920, il Salone degli artisti francesi organizzò una retrospettiva delle sue opere al Grand Palais di Parigi. La sua vedova propose di donare le sue opere alla città di Bordeaux a patto che nel museo di Belle Arti venisse creata una "sala Raoul Larche". Questa sala, inaugurata il 5 dicembre del 1921, venne chiusa all'inizio degli anni 1930, quando lArt nouveau non interessava più così tanto i conservatori del museo.

Il 14 giugno del 1937, tutte le opere dello studio di Raoul Larche vennero messe all'asta all'hôtel Drouot di Parigi. La piazza del municipio di Saint-André-de-Cubzac porta il suo nome, come pure una via a Coubron e una a Saint-Médard-en-Jalles.

Opere nelle collezioni pubbliche

Miroir d'eau, la Seine et ses affluents: fontana monumentale a forma di vasca davanti a una delle entrate del Grand Palais, in square Jean-Perrin, a Parigi. Ritrae un gruppo allegorico con nove corsi d'acqua: l'Aube, il Loing, l'Essonne, lo Yonne, l'Armançon, la Cure, l'Oise, la Marna e il Petit Morin. Il modello in gesso, esposto al Salone del 1910, venne premiato con una medaglia d'onore. Raoul Larche morì prima di finire la fontana, il cui completamento, basandosi sul modello originale, venne affidato a Jean-Marie Mengue. Jésus enfant devant les Docteurs o L'Inspiré (1890): modello in gesso esposto al Salone del 1890 e all'esposizione universale del 1900. Il successo dell'opera convinse Larche a farne trarre delle riduzioni. Furono realizzati due bronzi della statua a figura intera, e molti gessi destinati alle chiese, come la chiesa di San Cristoforo a Coubron. Una versione in pietra è conservata al museo delle belle arti di Bordeaux: a partire da questa versione sono state tratte varie riduzioni dalla manifattura di Sèvres, in porcellana, in grès smaltato e in biscuit. Nel 1901, a Sèvres e nel catalogo Siot-Decauville, l'opera aveva come titolo L'Inspiré ("L'ispirato"). La manifattura di Sèvres ne trasse delle statuette e dei busti, la fonderia Siot-Decauville un busto in due dimensioni (37 e 19 centimetri di altezza) e in tre materiali (bronzo e doratura per la pelle, bronzo con patina speciale, stagno). La Prairie et le Ruisseau (1893): gruppo di marmo, 1,50 m, conservato al Senato parigino. Il bozzetto in terracotta si trova al museo d'Orsay di Parigi, un'altra versione in marmo del 1902 è conservata alla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen. Una versione in bronzo venne realizzata da Siot-Decauville, infine una versione in biscuit per la manifattura di Sèvres al museo nazionale della ceramica. Femme chevauchant un dauphin: marmo bianco a tutto tondo, museo di Évreux. Les Violettes: gesso esposto al Salone del 1899, conservato al museo d'Orsay di Parigi. Ne furono realizzate delle versioni bronzee dalla fonderia Siot-Decauville. Les Gourmandes: gesso, 1,50 m, museo delle belle arti di Bordeaux. Una versione in marmo si trova al museo d'Orsay di Parigi. Il gruppo di marmo, acquistato dallo stato nel 1908, si trova attualmente al ministero dell'Industria e del Commercio a Parigi. Nel 1913, Madame Larche fu autorizzata a trarne una riproduzione bronzea per decorare il Monumento a Raoul Larche eretto nella piazza di Saint-André-de-Cubzac; inaugurato il 14 giugno del 1914, quest'opera venne fatta fondere ai tempi del regime di Vichy per riutilizzarne il metallo. L'Apôtre (1889): marmo, 2,80 m, nel giardino del municipio di Bordeaux. Il modello in gesso venne esposto al Salone del 1902. bozzetto del Monumento a Chardin: commissionato dallo stato per il giardino del Carrousel a Parigi. Il modello in gesso venne esposto al Salone del 1911 ma non fu mai tradotto nel marmo. Nel 1920, venne messo in deposito al museo di belle arti bordolese, su richiesta di Madame Larche. bozzetto del Monumento a la Tour d'Auvergne: gesso, 1,60 m, museo di belle arti di Bordeaux. Paul Dubois: statua in marmo, 1,50 m, Copenaghen, Ny Carlsberg Glyptotek. Modello in gesso al museo di belle arti di Troyes. La Tempête et ses nuées: esposta al Salone del 1899 e all'esposizione universale del 1900. Il bronzo alto più di tre metri venne commissionato dalla città di Parigi ed esposto al Petit Palais nel 1902. Venne fuso durante il regime di Vichy. Ne venne tratta una riduzione bronzea di 85 centimetri. Atlante: Parigi, museo Carnavalet. Monumento a Jean-Baptiste Corot: Salone del 1909, nella square du Carrousel di Parigi fino al 1933, in seguito in un parco di Ville-d'Avray. Lampadario (1900 circa): bronzo dorato et alabastro (60 × 55 cm), Parigi, museo d'Orsay. Lampada Loïe Fuller (1901): lampada in bronzo dorato e cesellato, 32 cm, fusa dalla Siot-Decauville, quest'opera venne realizzata in tre modelli e riprodotta in molti esemplari. Ebbe molto successo e la si può trovare in vari musei, come il museo nazionale bavarese a Monaco di Baviera o l'Istituto d'arte di Dayton. Jean Lionnet, medaglione di bronzo che orna la tomba del promotore dell'emigrazione francese in Canadà, al cimitero di Fontainebleau. La Sève: esposta al Salone del 1893, statua in marmo al ministero dell'agricoltura. Il gesso (2,50 m) è conservato al museo di belle arti bordolese. Il mare (1894 circa): centrotavola in tre pezzi di stagno, Parigi, museo d'Orsay. Jeune femme nue sortant des roseaux (1905 circa), bronzo, 151 x 63,5 x 61 cm, museo nazionale delle Belle arti del Québec. Bacchante (1910): bronzo, Bordeaux, museo d'Aquitania. Ritrae una donna giovane sotto forma di busto (allegoria della vigna e del vino), con i capelli sciolti e a petto nudo. Le Bol d'or (1894): bronzo con patina dorata, Nizza, museo nazionale dello sport. Trofeo della gara ciclistica omonima, il Bol d'Or. Onorificenze

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Note

Bibliografia

Philippe Dahhan, Étains 1900 - 200 sculpteurs de la Belle Époque, Éditions de l'Amateur, 2000, pp. 228–237. Pierre Kjellberg, Les bronzos du XIXe siècle, Parigi, Éditions de l'Amateur, 1996. Guillaume Peigné, Dictionnaire des sculpteurs néo-baroques français (1870-1914), Parigi, CTHS, coll. « Format no 71 », 2012, pp. 312–319. Dominique Renoux, «Raoul Larche, statuaire (1860-1912)», Bulletin de la Société de l'Histoire de l'Art français, 1987.

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