Le tigri di Mompracem, che ha per sottotitolo Un programma scritto nel 1883, è un film televisivo italiano, diretto da Ugo Gregoretti e andato in onda sul Programma Nazionale della Rai il 19 febbraio 1974.

La fiction faceva parte del programma Libri in casa, curato da Luigi Baldacci, che solitamente andava in onda sul Secondo Programma della Rai alle ore 19:00; per l'occasione, venne spostato in prima serata sul canale principale.

Trama È una rilettura critica del romanzo Le tigri di Mompracem di Emilio Salgari, dove le immagini della fiction si sovrappongono a letture visualizzate di episodi di cronaca tratti dagli articoli del quotidiano La Nuova Arena di Verona nel medesimo periodo in cui usciva il romanzo a puntate di Salgari, fra ottobre del 1883 e marzo del 1884, col titolo La Tigre della Malesia, ponendo a confronto il mondo immaginario descritto dallo scrittore con l'ambiente sociale dell'Italia di fine Ottocento.

Produzione Girato in interni al Centro di produzione Rai di Torino, in contemporanea con la messa in onda del varietà Sabato sera dalle nove alle dieci, il film, girato a colori per la parte narrata e in bianco e nero nelle parti dove compariva Ugo Gregoretti, si avvaleva del largo uso del Chroma Key.

Distribuzione Dopo la prima proiezione televisiva, la fiction venne "oscurata", due anni più tardi, dal grandioso successo della miniserie Sandokan, diretta da Sergio Sollima.

Alla 69ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, nel 2012, il film venne ripresentato alle Giornate degli autori, nella sezione "Cinema Corsaro".

Il 15 giugno 2021 Rai Teche ripropose la fiction su RaiPlay nella trasmissione "Archive Alive!", con un'introduzione di Giulio Graglia.

Critica La fiction venne recensita piuttosto bene dalla critica. Ugo Buzzolan, su La Stampa del 21 febbraio 1974, scrisse tra l'altro: «La loro unione [tra Gregoretti e Proietti] ha dato frutti eccellenti e inconsueti. [...] Le tigri di Mompracem (testo e regia di Gregoretti, scene e costumi, di spiritosa intelligenza, di Eugenio Guglielminetti) è un esempio di "spettacolo televisivo" al cento per cento; non è teatro, non è cinema: è una cosa pensata, scritta, realizzata per la televisione. [...] Salgari, in fondo, è un pretesto: il pretesto per la rievocazione sarcastica e pungente di una certa Italia provinciale, borghese, conservatrice e retorica della seconda metà dell'Ottocento dietro la quale si indovinano timidi fermenti repubblicani e progressisti: l'epoca in cui nacquero Sandokan, i tigrotti della Malesia, i sultani, tesori, le giungle tenebrose e ì labirinti da chi, a Verona e poi a Torino, passava la giornata a tavolino a scrivere come un forsennato per la fabbrica dell'appetito. Così da una parte, prendendo spunto dalle notizie pubblicate nel giornale La Nuova Arena, Gregoretti ci dà una serie di significativi quadretti del tempo, dalla gara velocipedistica alla serata mondana, dal congresso monarchico ai reazionari discorsi redazionali; e dall'altra parte una sintesi del romanzo di Salgari (i trapassi fra i due piani dello spettacolo sono altrettante invenzioni umoristiche e registiche di prim'ordine) dove nelle battute, che sono tolte di peso dall'originale, si riscontra lo stesso linguaggio, più o meno, del quotidiano di cui costituiva l'apprezzatissima appendice e dove Sandokan, impersonato da un Gigi Proietti in gran forma e scatenato (e fortunatamente tenuto a freno da Gregoretti che se lo lascia scappare poche volte) recita alla mattatore del secolo scorso».

Note

Bibliografia

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