A partire dal 1991, in seguito all'apertura degli archivi del KGB, l'editoria, la critica e la ricerca hanno riscoperto il suo contributo alla letteratura e alla filosofia contemporanea, evidenziandone la vasta gamma di implicazioni, che si muovono dal campo strettamente teologico alla filosofia della scienza. Irriducibile, difficilmente etichettabile sotto una disciplina e un pensiero sistematico e preconcetto, si deve all'editoria italianaA. Maccioni, Pavel Aleksandrovič Florenskij. Note in margine all'ultima ricezione italiana, in "ESamizdat", 2007, V (1-2), pp. 471-478 la sua prima traduzione mondiale (La colonna e il fondamento della Verità, 1974) grazie a Elémire Zolla e Pietro Modesto. Padre del geologo e astronomo Kirill Pavlovič Florenskij, morì fucilato per ordine del regime sovietico l'8 dicembre 1937.

Biografia Dall'Azerbaigian all'Università di Mosca

Florenskij nasce presso Yevlax, località nel governatorato di Elizavetpol' del distretto di Dževanšar, entro i confini dell'attuale Azerbaigian, il 9 gennaio 1882. Florenskij è primogenito tra i fratelli e le sorelle Julija, Elizaveta, Aleksandr, Ol'ga, Raisa, Andrej. L'autunno successivo, al seguito della famiglia (il padre, Aleksandr Ivanovič, ingegnere, lavora alla strada militare Batumi-Achalcych, tratta locale della ferrovia transcaucasica; la madre Ol'ga Pavlovna Saparova, è discendente di una nobile e colta famiglia armena) si trasferisce a Tbilisi, dove porta a compimento la formazione primaria e gli studi ginnasiali. La famiglia Florenskij abiterà a lungo in Georgia, dalla quale il giovane Pavel si allontanerà solo al compimento dei 18 anni, per poi raggiungere l'Università di Mosca. Nel 1892 si prepara all'inizio degli studi secondari nel ginnasio di Tiflis.

Questi sono anche gli anni dei primi viaggi, dei primi contatti con l'Oriente sterminato e con le città occidentali. Nel 1899 ha la prima crisi spirituale, sulla quale influì, tra le altre cose, anche la lettura de La confessione di Lev Tolstoj. Florenskij ne coglierà la provocazione andando però oltre il punto di arrivo tolstojano e approdando ad una vera e propria seconda nascita, la sua conversione al cristianesimoCfr. D. Burzo, La conversione di un uomo moderno. Pavel Florenskij e il sentiero dell'esperienza religiosa, Mimesis, Milano 2020, in particolare la Prima Parte, Il cammino faticoso della conversione, pp. 25-156.

La rivista Niva portava avanti, dal marzo di quell'anno, la pubblicazione di Resurrezione, alla quale Tolstoj continuava a lavorare. Terminava pochi mesi prima lo scritto Cos'è l'arte?, intrapreso attraverso molteplici ripensamenti nella primavera del 1889. Florenskij scrive al vecchio Tolstoj una lettera severa e appassionata, che con molte probabilità non gli verrà mai recapitata.

A Mosca, oltre a compiere i propri studi presso la Facoltà di Matematica, subendo attivamente l'influenza di N.V. Bugaev (1837–1903), il giovane Florenskij segue inoltre i seminari di filosofia antica di N.S. Trubeckoj e L.M. Lopatin, recandosi alla facoltà di Storia e Filosofia. Il 1903 è l'anno segnato dalla morte di un maestro in matematica, ed è anche l'anno in cui Florenskij stringe una rilevante amicizia con il poeta Andrej BelyjDocumentata anche dall'epistolario di recente tradotto in lingua italiana : Andrej si laurea durante quei mesi, Pavel lo segue in quel risultato durante l'anno successivo, nel 1904, con una tesi sintomatica dei suoi interessi scientifici e delle sue sensibilità filosofiche: Sulle caratteristiche delle curve piane come luoghi di violazione del principio di discontinuità (Ob osobennostjach ploskich krivych kak mestach narusenij printsypa ich nepreryvnosti).

N.V. Bugaev veniva considerato come uno dei maggiori matematici russi di fine secolo, presidente della Società Matematica di Mosca, fondatore dell'aritmetologia come teoria delle funzioni discontinue: alla sua morte, sarà Pavel Florenskij a venire incaricato della riorganizzazione della biblioteca.

L'iscrizione alla Facoltà di Teologia, Anna e il sacerdozio

Nel 1904 il filosofo russo matura la scelta di iscriversi alla Facoltà Teologica, nei pressi del monastero della Trinità di San Sergio a Sergiev Posad. Vi passa anni intensi, dedicati interamente agli studi di storia della filosofia, di biblistica, di teologia fondamentale, di mistica, logica simbolica, di lingua ebraica. Tempi comunque segnati dalla passione per la matematica e la scienza in genere, come sarà sino alla fine, per una scienza integrata nelle fondamenta di un pensiero che ormai inizia a prendere corpo. Milita con Vladimir Ėrn nella Fraternità Cristiana di Lotta, fondata nel 1905 e scomparsa due anni più tardi, episodio fugace nel mondo della cultura russa dei primi anni del secolo.

Nel 1906, contro una condanna a morte, pronuncia in Accademia il sermone Il grido del sangue: gli costerà già tre primi mesi di reclusione, poi commutati in grazia. Scrive poesie, alcuni articoli per il Bogoslovskij vestnik (Il Messaggero Teologico) e nel 1908, anno della morte del padre, consegue la Licenza in Teologia. Il 23 settembre è invitato a ricoprire la cattedra di Storia della Filosofia.

Il 25 agosto 1910 sposa Anna Michaijlovna Giacintova, dalla quale nel 1911 avrà il primo figlio. Il 24 aprile 1911 viene solennemente ordinato sacerdote della Chiesa ortodossa. Il 5 aprile 1912 consegna la sua tesi di dottorato per il conseguimento del Dottorato e del titolo di Magister in Teologia, Sulla verità spirituale. Florenskij è oramai un affermato storico alla cattedra di docenza straordinaria.

Dal 1912 svolge attività pastorale presso la chiesa dedicata a Maria Maddalena, a Sergiev Posad (dove nel 1300 affluirono i monaci attirati dalla figura di Sergio di Radonež). Come testimoniano alcuni appunti sparsi, scritti il 10 settembre 1916, la chiesa stessa nella quale svolgeva le sue funzioni era rivolta non verso Oriente, ma verso Occidente. Florenskij pare leggervi un segno del suo interesse per il paganesimo e per l'antichità, scoprendovi oltre al significato simbolico una incessante contemplazione della bellezza davanti al tramonto e alla Lavra.

In quei mesi gli viene assegnata la direzione del Messaggero Teologico, col quale già collaborava: manterrà l'incarico fino al 1917. Nel frattempo lavora alla monumentale opera teologica La colonna e il fondamento della Verità. L'ultima variante al testo definitivo risulta apportata il 19 maggio 1914, e viene considerato vera e propria summa del pensiero religioso russo non solo contemporaneo.S. Tagliagambe, Come leggere Florenskij, Bompiani, Milano 2006

Tra il 1912 e il 1913 tiene un ciclo di lezioni e conferenze presso l'Accademia Teologica Moscovita: le sue parole sono tracciate attraverso l'alternarsi di intuizioni filosofiche, logiche, ontologiche, estetiche, mistiche. Ormai è emersa pienamente, in Florenskij, l'esigenza di un realismo e di un idealismo concreto, in contrasto con l'idealismo trascendentale, che arrivi a scrutare in ogni fenomeno il simbolo della realtà. Lo stile della sua produzione, impressionista e dalla tonalità talvolta rapsodica, è un dato caratteristico del suo pensiero nomade, del pensiero che travalica le culture, le lingue, le epoche, le società. Un pensiero dove quella stessa cultura appare come una decisiva germinazione del culto. Negli anni che precedono la Rivoluzione d’ottobre, frequenta il circolo simbolista moscovita e la Società Filosofico-Religiosa della città. Interviene nel dibattito sulle avanguardie in riviste di teologia, filosofia, arte. Conosce personalmente Nikolaj Berdjaev, Sergej Bulgakov, E.N. Trubekoj. Dice di lui Rozanov in una nota del 1914: "Ciò che in lui mi attira di più è la sottile percezione dell'altro, la sua grande indulgenza verso gli uomini e verso tutto, il grande interesse per gli uomini e per le cose"Pavel Aleksandrovič Florenskij, Non dimenticatemi, Mondadori 2006, p.209

Tra il 1918 e il 1922 (anno in cui l'amico filosofo e teologo Sergej Nikolaevič Bulgakov accetta la scelta dell'esilio parigino) tiene alcuni cicli di conferenze all'Accademia libera di cultura spirituale fondata dallo stesso Berdjaev. Nel 1921 è scelto come professore del Vchutemas, alla cattedra di Analisi della spazialità nell'opera d'arte. Crea questa nuova disciplina utilizzando dati della matematica, della fisica, della psicologia e dell'estetica. Le lezioni di quegli anni di insegnamento e di studio, tra il 1921 e il 1924, caratterizzati in prima istanza anche dal lavoro al saggio sull'icona Ikonostas, andranno custodite nell'archivio di famiglia. Sulla base di quegli appunti nel 1925 elabora il trattato Analisi della spazialità e del tempo nelle opere d'arte figurativa.L'analisi della spazialità e del tempo nelle opere d'arte figurativa, in P.A. Florenskij, Lo spazio e il tempo nell'arte, a cura di N. Misler, Adelphi, Milano 1995 Le lezioni rinvenute e stampate si basano invece su due versioni: quella di una studentessa, Verefkina-Strogina, della quale sembra non si abbia notizia, e che Kirill Pavlovič, il secondo figlio, nato nel 1915 prima di Ol'ga, sia riuscito ad annotare semplicemente il suo nome sulla copia; quella dattiloscritta di Sofija Ogneva che, col marito Ivan F. Ognev, professore emerito all'Università di Mosca, aveva vissuto dal 1919 a Sergiev Posad. La coppia era legata da rapporti di amicizia con la famiglia Florenskij, la stessa Ogneva aiutò Pavel a preparare diversi lavori per la stampa. Il trattato del 1925 le era stato dettato paragrafo per paragrafo, per poi essere rivisto e corretto per mano dello stesso Florenskij.

Dal 1921 lavora anche all'interno del laboratorio di ricerca della GlavèlektroPubblica in questi anni lavori come Vyčislenie električeskogo gradienta na vitkah obmotki transformatora, in «Bjulleten' Tehničeskogo otdela Glavèlektro», IV serie, 1921, l'Amministrazione Centrale per l'Elettrificazione della Russia. Pubblica alcuni studi sulla tecnica, brevetta alcune invenzioni, viene impiegato dalla Goelro, l'Istituto Elettrotecnico di Stato. Dal 1927 al 1933 dirige il progetto dell'Enciclopedia Tecnica: si reca più volte nel Caucaso per ricerche scientifiche e di mineralogia, nel 1925 e dopo l'arresto, nel 1931.

Le ultime lezioni all'Accademia teologica di Mosca Contestualmente all’attività che svolge presso i VChUTEMAS, i laboratori tecnico-artistici di Stato a Mosca, tra il mese di agosto e il mese di novembre del 1921 Florenskij tiene un ciclo di lezioni nell’ambito dei corsi dell’Accademia teologica della stessa città.P.A. Florenskij, La concezione cristiana del mondo, Pendragon, Bologna 2011 Quei suoi incontri con gli studenti si rivelano al culmine del suo percorso pedagogico e di ricerca filosofica: le lezioni avevano come intento l’elaborazione di una collocazione storico-culturale e orientata alla rifondazione di una concezione cristiana ed ecclesiale del mondo. Il processo di nazionalizzazione della lavra di San Sergio giunge in quei mesi a compimento. Nel maggio del 1920 la cattedrale della Santissima Trinità era già stata chiusa al culto.A. Maccioni, Un filosofo nel Gulag. Arte e letteratura in Pavel A. Florenskij, dall'Accademia teologica di Mosca ai campi di concentramento sovietici, Jouvence, Sesto San Giovanni 2020 Il professore tiene quel temerario ciclo di lezioni autunnali presso il monastero Petrovskij. Dall’aprile del 1920, la lavra stessa era stata trasformata in un museo per effetto del relativo decreto governativo firmato da Lenin, mentre i monaci erano stati trasferiti presso l’eremo di Getsemani.

L’11 novembre 1921, occupandosi in particolare del rapporto tra scienza e filosofia, Florenskij sostiene che «il sistema di pensiero viene determinato dallo scopo della nostra vita». Questa constatazione è stata messa in risalto dalla lettura del teologo Vito Mancuso nel libro Io e Dio:

La tragica fine