Biografia Delle esatte origini di Anselmo non si sa nulla, se non che, come suggerisce il suo nome, fosse nativo della città di Meißen. Entrato nell'Ordine teutonico in un anno imprecisato, fu consacrato sacerdote nel 1245 o poco prima.

In quegli stessi anni i cavalieri teutonici stavano rafforzando la propria presenza nelle terre di Prussia, concesse loro pochi anni prima da papa Gregorio IX. Per assistere l'Ordine nel processo di cristianizzazione dei Prussiani, nel 1243 il legato pontificio Guglielmo di Modena aveva creato le nuove diocesi di Varmia, Culm, Pomesania e Sambia, da inserire nella nuova provincia ecclesiastica di Riga. I teutonici iniziarono a preparare diversi sacerdoti per essere elevati a vescovi e occupare le nuove sedi così create, tra i quali anche Anselmo. La diocesi di Varmia fu inizialmente assegnata a Enrico da Streitberg che, impossibilitato a prendere possesso della sede, rinunciò però all'incarico e Anselmo fu scelto per prenderne il posto. Fu consacrato vescovo a Valenciennes il 28 agosto 1250 dal cardinale Pietro da Collemezzo e ricevette la nomina ufficiale a vescovo di Varmia il successivo 6 ottobre.

Raggiunse la Varmia entro il 27 aprile 1251 e vi rimase per i successivi dieci anni, durante i quali si occupò di organizzare tutti gli aspetti fondamentali della nuova diocesi: scelse come propria sede il villaggio di Braunsberg (oggi Braniewo), che grazie a lui nel 1254 ottenne i privilegi cittadini secondo il diritto di Lubecca; come da accordi tra l'Ordine teutonico e la Santa Sede, ricevette un terzo del suo territorio diocesano da amministrare anche dal punto di vista secolare come principato vescovile (privilegio confermato in futuro anche dalla bolla d'oro del 1356), i cui confini esatti furono stabiliti definitivamente nel 1254; nel 1260 diede ufficialmente inizio alla costruzione della cattedrale di Braniewo dedicata a Sant'Andrea; istituì di conseguenza il capitolo diocesano, composto da 16 canonici con diritti esclusivo di voto per l'elezione dei propri membri e del nuovo vescovo.

Quando nel settembre 1260 le popolazioni pagane locali si ribellarono alla colonizzazione teutonica dando inizio alla grande rivolta prussiana, il vescovo di Varmia fu costretto ad abbandonare le sue terre, la cui amministrazione secolare fu delegata al Landmeister di Prussia. Rimasto così impossibilitato a esercitare la sua attività episcopale, Anselmo fu scelto nel 1261 da papa Urbano IV come suo legato in Boemia e Moravia e presso le arcidiocesi di Riga, Gniezno e Salisburgo. Trascorse così i successivi cinque anni principalmente tra Moravia e Slesia (dove reclutò tra la locale popolazione tedesca numerosi coloni da insediare in Prussia), sebbene riuscì per un breve periodo anche a tornare in Prussia, forse persino nei territori della propria diocesi. Terminata la sua legazione, avendo perso ogni sua altra fonte di rendite a causa della ribellione prussiana della quale non si intravedeva ancora la fine, Anselmo ricevette dall'Ordine i diritti su un villaggio slesiano, nel quale si stabilì.

Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Elbing (oggi Elbląg) dove morì nel 1278. Fu seppellito nella cappella di Sant'Anna del locale castello teutonico. Nel suo testamento lasciò tutti i suoi averi alla sua diocesi e alla città di Braunsberg, che nel 1262 era stata distrutta dai pagani ribelli.

Genealogia episcopale La genealogia episcopale è:

Vescovo Guillaume Otilles Cardinale Pietro da Collemezzo Vescovo Anselmo da Meißen

Bibliografia

Voci correlate

Arcidiocesi di Varmia Crociate del Nord Stato monastico dei Cavalieri Teutonici

Collegamenti esterni