L'invisibile filo rosso è un film del 2025 diretto da Alessandro Bencivenga.
Opera di forte impegno civile e memoria storica, il film affronta le vicende legate al manicomio di Pergine Valsugana in Trentino-Alto Adige, portando sullo schermo storie dimenticate e testimonianze di emarginazione, sofferenza e ingiustizia. Frutto di un anno di ricerca storica, il film è stato presentato in anteprima fuori concorso il 28 agosto 2025 alla 82ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nella storica Sala Pasinetti del Palazzo del Cinema, dove ha conquistato critica e pubblico come una delle rivelazioni della rassegna.
Ha raggiunto la Top 20 e la Top 35 delle classifiche settimanali e giornaliere del box office italiano nel corso della stagione estiva 2026.
Trama Gennaro, un giovane infermiere ischitano, abbandona la sua terra natale per trasferirsi in Trentino, dove inizia a lavorare presso il manicomio di Pergine Valsugana. Entrando in contatto con la realtà dura e disumanizzante dell'istituto, Gennaro scopre un mondo di sofferenza, crudeltà e segreti che la società ha tentato di cancellare dalla memoria collettiva.
All'interno delle mura dell'ospedale psichiatrico, conosce Giovanni Anesini, un paziente lucido e ribelle che diventa per lui una guida e testimone vivente di un capitolo buio della storia italiana. Attraverso il racconto di Giovanni, Gennaro apprende vicende legate agli anni cinquanta, epoca in cui erano diffuse pratiche manicomiali crude e cure non convenzionali, nonché verità scomode sulla figura storica di Ida Dalser, la donna legata a Benito Mussolini dalla quale ebbe un figlio.
Produzione
Regia e sceneggiatura La regia è curata da Alessandro Bencivenga, che descrive il film come "un atto di resistenza contro l'oblio, una metafora della battaglia di un popolo che non vuole dimenticare le proprie ferite". Attraverso una prospettiva che unisce realismo crudo e delicatezza, il regista affronta temi complessi quali la memoria storica, l'emarginazione, l'impegno civile e la riflessione sulla responsabilità istituzionale.
La regia si avvale del contributo di Giorgio Cozzolino in qualità di aiuto regia.
La sceneggiatura, curata da Irene Cocco e Alessandro Bencivenga con la supervisione dello sceneggiatore Giacomo Scarpelli, ricostruisce vicende realmente accadute con dedizione al dettaglio storico.
Riprese Il film è stato prodotto da SLY Production di Silvestro Marino e cooprodotto da Screen Studio di Elio Voltolini. Le riprese si sono svolte a Pergine Valsugana, Levico Terme e Montagnaga nel Trentino-Alto Adige, oltre a Ischia in Campania e Montagnana in Veneto.
Colonna sonora La colonna sonora è firmata dal maestro Giovanni Block, con la partecipazione straordinaria del trombettista Nello Salza, noto come "il Trombettista del cinema italiano". Salza è già collaboratore di maestri della musica cinematografica quali Ennio Morricone, Nicola Piovani e Luis Bacalov.
La colonna sonora include un toccante omaggio al Maestro Ennio Morricone.
Distribuzione L'invisibile filo rosso ha debuttato il 28 agosto 2025 in anteprima fuori concorso presso la 82ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, presso il Palazzo del Cinema – Sala Pasinetti, alle ore 17:00.
Dopo la presentazione a Venezia, il film è stato programmato in diverse sale italiane e in proiezioni speciali legate a rassegne di cinema storico e d'impegno civile.
Accoglienza Secondo la critica, L'invisibile filo rosso rappresenta un'opera che unisce intrattenimento e riflessione senza mettere in secondo piano la memoria storica, "parlando con forza al presente" attraverso questioni universali di emarginazione, sofferenza e responsabilità istituzionale.
Note
Collegamenti esterni
Articolo su Omniadigitale Articolo su Gazzetta di Roma Articolo su ACS Magazine
Categoria:Film storici italiani Categoria:Film ambientati in Trentino-Alto Adige Categoria:Film girati in Trentino-Alto Adige Categoria:Film girati in Campania