Biografia

Dino Col nasce a Sassari il 14 luglio 1904 da Rafaele, di anni 41, impiegato, e da Giovanna Angela Motzo.

Nel 1913 il padre Rafaele è ispettore delle Poste a Sassari.Calendario generale del Regno d'Italia, 1913 Dino Col, dopo avere frequentato il Liceo Ginnasio “Domenico Alberto Azuni”,Francesco Bua, Il liceo Azuni. Vol. 3: La scuola dal Fascismo alla Repubblica (1925-1950), EDES, 2024 si iscrive inizialmente alla facoltà di Medicina dell’Università di Sassari, per poi trasferirsi nel 1923 nella facoltà di Giurisprudenza, dove si laurea il 30 giugno 1926 con una tesi dal titolo “La querela nel Diritto penale italiano”.Francesco Obinu, I laureati dell’Università di Sassari, 1766-1945, Roma, Carocci, 2002 ISBN: 9788843022434

Nel 1927 è vice pretore nel secondo mandamento di Sassari. Nel triennio 1926-1928 è incaricato della temporanea reggenza della pretura di Ghilarza Bollettino ufficiale del Ministero della giustizia e degli affari di culto, 1927 Nel 1928 è destinato come vice-pretore reggente a Iglesias.Annuario del Ministero della giustizia e degli affari di culto, 1929 Quando venne in visita alle locali miniere metallifere il futuro re Umberto gli chiese se avesse qualcosa da segnalargli. Alla risposta che le condizioni dei minatori erano tristi e pericolose il principe replicò altezzoso “lo sappiamo”; il pretore non poté tacere e aggiunse: “tanto meglio, ma tanto peggio”.Francesca Abenavoli, Marcello Basilico, Maurizio Carbone, Geno Chiarelli, Antonello Cosentino, Tullio Morello, 25 aprile, sedici nomi, mille episodi dell’umanità resa martire, “Area Democratica per la Giustizia” 24 aprile 2025

Nel 1931 Dino Col è uditore di pretura in soprannumero, incaricato della reggenza della pretura di Sampierdarena.Graduatoria del personale del Ministero e delle amministrazioni dipendenti, 1933 È pretore di Genova-Sampierdarena nel 1933.Annuario generale d'Italia guida generale del Regno, 1933

Nel 1934 è nominato Cavaliere nell’Ordine della Corona d’Italia.Bollettino ufficiale del Ministero di grazia e giustizia, 1934

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 aderisce ai Volontari Armati Italiani.Era una organizzazione comandata dall’ufficiale di Marina Jerzy Sas Kulczycki che fu catturato a Genova, deportato a Fossoli e ucciso nell’eccidio del Cibeno il 12 luglio 1944. Diversi magistrati ordinari in Liguria agivano in contrasto con i tribunali speciali istituiti dalla Repubblica di Salò e aderirono alla Resistenza.Anna Alberico, Il collaborazionismo fascista e i processi alla Corte Straordinaria d'Assise (Genova 1945-1947), Lucca, Libertà Edizioni, 2005

In seguito a delazione Dino Col è arrestato nel Palazzo di Giustizia di Genova il 27 giugno 1944, condotto alla Casa dello Studente e poi nella IV Sezione di Marassi che era sotto la giurisdizione delle SS.

Il 5 settembre è deportato dal campo di transito di Bolzano con il cosiddetto Trasporto 81 nel campo di concentramento di Flossenbürg, dove giunge il 7 settembre 1944. È immatricolato con il triangolo rosso ed il numero 21659. Assieme a Dino Col è deportato con il Trasporto 81 anche il suo segretario Carlo Selicorni (numero di matricola 21725) (Voghera, 14 agosto 1917 – Hersbruck, 2 febbraio 1945).

Dopo la quarantena nel campo principale, Dino Col è caricato su un convoglio considerato top-secret, partito alla mezzanotte tra il 22 e il 23 novembre 1944 con 400 deportati di varie nazionalità, destinazione il sottocampo di Leitmeritz (l'attuale Litoměřice in Repubblica Ceca), dove era stata costruita una fabbrica sotterranea di motori per carro armato della ditta Elsabe AG, società di copertura della Auto Union. Nella lista dei 400, Col è al n. 47 ed è classificato come Hilfsarbeiter (manovale). Con lui sono Agostino Cifalà (21513), Luigi Rossi (21772), Cosimo Orrù (21676), Salvatore Lo Presti (21593).

Il convoglio si scontra con un treno merci nei pressi di Wiesau, nell'Alto Palatinato, pochi minuti dopo la partenza avendo percorso soltanto circa 30 km da Flossenbürg. L'incidente è descritto in sette rapporti rinvenuti nel 1995 nell'edificio in disuso della stazione di Wiesau. Alcuni vagoni deragliano, quattro vagoni prendono fuoco per la presenza di stufe sui pavimenti ricoperti di paglia. Due dei vagoni incendiati sono occupati dalla scorta SS, gli altri essendo chiusi dall’esterno, intrappolano i deportati molti dei quali muoiono carbonizzati. I servizi di emergenza recuperano 57 cadaveri (52 deportati, 4 SS e il fuochista del treno) e 80 feriti gravi (14 SS della scorta e 66 deportati).

Esiste un elenco dei 92 feriti riportati il 23 novembre 1944 all'infermeria di Flossenbürg. Dino Col è il n. 24. Morirà a Flossenbürg il 31 dicembre 1944.

Esistono vie intitolate a Dino Col a Sassari e a Genova. L’ascensore Dino Col si trova a Sampierdarena e collega via Dino Col a via Mura degli Angeli. Intitolato a Dino Col è l'auditorio in cui si svolgono i processi penali per direttissima, al terzo piano dell'edificio che ospita il Tribunale di Genova, in piazza Portoria 1. Nell’atrio del palazzo di via Arenula a Roma, che ospita il Ministero della giustizia, esiste una lapide a ricordo di sedici magistrati uccisi dai nazifascisti. Dino Col è il primo nome in ordine alfabetico.

Note

Bibliografia Alberto Bocchetta (a cura di), I sardi del Trasporto 81. Bolzano-Flossenbürg 5/7 settembre 1944, Cagliari, Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti, 2023 ISBN 97888977709 Consiglio Superiore Della Magistratura, La Magistratura nella lotta di Liberazione: i caduti, Roma, Arti grafiche Jasillo, 1975 EAN 2560888242667 Paolo Paoletti, Volontari armati italiani (V.A.I.) in Liguria (1943-1945). La storia dimenticata della prima organizzazione militare clandestina nell'Italia occupata, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2009 ISBN 9788875634506 Anna Alberico, Il collaborazionismo fascista e i processi alla Corte Straordinaria d'Assise (Genova 1945-1947), Lucca, Libertà Edizioni, 2005 ISBN 9781482601084