La battaglia di Shrewsbury fu combattuta il 21 luglio 1403 presso l'omonima città dello Shropshire, tra re Enrico IV d'Inghilterra e l'armata inglese ribelle comandata da Henry Percy. La vittoria realista, sebbene ottenuta a caro prezzo, stroncò l'opposizione interna al regno di Enrico IV, che poté così assicurare alla casa di Lancaster il dominio sul regno d'Inghilterra.

Antefatti Nel 1399 il nobile inglese Enrico Bolingbroke, esiliato dal dispotico re Riccardo II d'Inghilterra, aveva guidato una ribellione contro di lui, spodestandolo e proclamandosi a sua volta re come Enrico IV d'Inghilterra. I Percy erano stati tra i suoi più ardenti sostenitori: grandi feudatari inglesi, detenevano un controllo pressoché totale delle marche gallesi, e dipendevano quindi da loro le comunicazioni e i collegamenti tra Inghilterra e Galles.

Subito dopo l'ascesa al trono di Enrico IV tuttavia cominciarono i contrasti tra il nuovo sovrano e i Percy. Essi probabilmente si aspettavano grandi ricompense e posizioni di prestigio a corte, che tuttavia non arrivarono. Inoltre Enrico volle per sé anche il riscatto pagato per Archibald Douglas, IV conte di Douglas, che era stato catturato dai Percy durante un'incursione scozzese; ciò fu considerato un affronto, e causò le ire soprattutto dell'irruento rampollo Henry Percy, detto Hotspur ("sperone ardente").

In quegli anni era in corso la ribellione di Glyndŵr, ovvero l'insurrezione generale del principato di Galles guidata dal capo ribelle Owain Glyndŵr, che aveva scacciato con successo gli inglesi dalla regione. Per combattere Glyndŵr Enrico IV aveva bisogno del sostegno dei Percy, o comunque di poter transitare per i loro territori; fino al 1402 la famiglia si era unita alle campagne militari gallesi di Enrico, ma nel 1403 si raggiunse il punto di rottura e quando Hotspur innalzò i vessilli di guerra non fu per combattere i gallesi, ma il sovrano inglese. I Percy si coalizzarono quindi con Glyndŵr e con altri feudatari inglesi scontenti come Edmondo Mortimer, ricevendo anche il sostegno del regno di Scozia, sempre pronto a dare manforte ai nemici dell'Inghilterra.

Nell'estate 1403 Hotspur giunse nel Cheshire e lì reclutò un esercito di molte migliaia di uomini, poi si diresse verso la città di Shrewsbury, punto di accesso al Galles dove forse si sarebbe dovuto congiungere coi rinforzi condotti da Owain Glyndŵr. Enrico IV, che col suo esercito si era diretto a nord per invadere la Scozia, non appena apprese della ribellione dei Percy marciò rapidamente verso sud, mentre il principe Enrico di Montmouth fu più veloce dei ribelli ed occupò Shrewsbury appena prima del loro arrivo.

La battaglia Il 20 luglio 1403 Percy, sostenuto da truppe inglesi e scozzesi, giunse in vista di Shrewsbury, trovandola tuttavia già occupata dal principe Enrico. Poco dopo, scorgendo l'avanzata dell'armata reale di Enrico IV, Hotspur si ritirò verso nord, presso il villaggio di Berwick, e lì attese di poter ingaggiare battaglia il giorno successivo.

Il giorno successivo i due eserciti, che pressappoco si equivalevano per dimensioni, furono schierati e pronti a combattere, ma la battaglia si prospettava lunga ed estenuante. Le parti provarono quindi a negoziare, e Thomas Percy, I conte di Worcester presentò le istanze dei ribelli al re, che le accolse parzialmente ma senza dare risposte definitive. Worcester quindi, secondo il cronista Jean de Wavrin, tornò dall'esercito ribelle ed incitò il nipote Hotspur ad affrontare il nemico.

La battaglia cominciò piuttosto tardi nella giornata, due ore prima del tramonto. Furono i realisti a passare all'attacco, con l'avanguardia di Edmund Stafford, V conte di Stafford che caricò frontalmente i ribelli, i quali risposero col fuoco degli arcieri. Vedendo sgretolarsi l'avanguardia, Enrico IV marciò personalmente nella mischia per non far fallire l'attacco, e a sua volta Henry Percy, vedendo avanzare le insegne reali, caricò l'esercito nemico con tutti gli effettivi a disposizione. La carica di Hotspur fu furiosa e passò nella leggenda, arrivando ad uccidere il conte di Stafford e il portabandiera del sovrano Walter Blount, ma alla fine lo stesso Hotspur fu circondato e ucciso dai realisti.

La morte di Hotspur, che era stato l'anima della rivolta, demoralizzò i ribelli, e il re ordinò quindi un nuovo contrattacco. Assistito dall'arrivo dei rinforzi del principe Enrico di Montmouth il sovrano quindi ebbe la meglio sui ribelli, nonostante lo stesso Monmouth fosse stato ferito gravemente al volto da una freccia. L'esercito ribelle si disperse, e i capi superstiti Thomas Percy, I conte di Worcester e Archibald Douglas, IV conte di Douglas furono catturati, col primo decapitato per alto tradimento. Le perdite erano state pesanti per entrambe le fazioni, e la battaglia di Shrewsbury fu lo scontro armato più sanguinoso mai combattuto sulle isole britanniche fino alla successiva battaglia di Towton durante la guerra delle due rose.

Conseguenze La vittoria di Shrewsbury fu determinate per Enrico IV, perché sfaldò il partito dei suoi oppositori e ridimensionò molto le ambizioni dei Percy, i cui membri superstiti si affrettarono a sottometterglisi. Owain Glyndŵr, che non aveva fatto in tempo a giungere a Shrewsbury prima della battaglia, si ritrovò quindi privo di un prezioso alleato e confinato ad operare nel solo Galles, che comunque avrebbe difeso fino al 1415.

La battaglia mise inoltre in mostra le capacità militari di Enrico di Monmouth, futuro Enrico V d'Inghilterra e vincitore di importanti scontri come la battaglia di Azincourt del 1415. Lo scontro, entrato a far parte dell'epica inglese, è quindi stato rappresentato in molte opere d'arte, segnatamente lEnrico IV, parte I di William Shakespeare e tutte le opere da esso derivate, come il film Il re di David Michôd (2019).

Note

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