Fu sindaco di Caserta dal 1861 al 1867 e consigliere provinciale dal 1862 per lo stesso periodo. È ricordato per aver difeso il ruolo di capoluogo della città di Caserta e per l'impulso dato all'istruzione pubblica post-unitaria.na.ver., Grazie ai Borbone la città della Reggia festeggia due secoli da capoluogo, in Il Mattino, 28 gennaio 2018. Biografia Fu tra i più entusiasti sostenitori dell'Unità d'Italia, meritando gli elogi dello stesso Garibaldi e il sostegno di Salvatore Pizzi, primo Governatore di Terra di Lavoro, nominato proprio da Garibaldi. Nel 1861, a 29 anni, fu eletto sindaco di Caserta e l'anno successivo consigliere provinciale, dedicandosi soprattutto ai problemi dell'istruzione e alla lotta all'analfabetismo, che in Terra di Lavoro aveva registrato la percentuale più elevata in Italia. Nel 1867, amareggiato dal continuo ostruzionismo dei concittadini e forse anche deluso dalla politica nazionale che si allontanava dai bisogni e dalle attese del Mezzogiorno, abbandonò la vita pubblica per dedicarsi esclusivamente al lavoro e alla famiglia.

Difesa del capoluogo Appena eletto fu costretto ad affrontare l'aspra polemica suscitata dal comune di Santa Maria Maggiore (poi Santa Maria Capua Vetere), che pretendeva di ottenere il ruolo di capoluogo della provincia rivolgendo alla città di Caserta accuse infamanti e calunniose.Delibera della Giunta comunale di Santa Maria Maggiore del 12 settembre 1861. Archivio di Stato di Caserta (AS-CE), Prefettura, Gabinetto, Atti comunali. Il sindaco De Falco, riunita urgentemente la sua Giunta (assessori G. Verde, G. Barone, F. D'Elia, D. Paradiso, G. Mazia), inoltrò al Governatore di Terra di Lavoro una vibrata protesta, confutando punto per punto le accuse ricevute ed annoverando per converso i meriti acquisiti dalla città di Caserta, gli sviluppi urbanistici, civili, economici, culturali e demografici.L'intero incartamento, compreso l'opuscolo diffamatorio, è agli atti della Prefettura, conservati nell'Archivio di Stato di Caserta. AS-CE, Prefettura, Gabinetto, Comuni. La ferma e documentata protesta del sindaco De Falco indusse il Governatore a fare un severo richiamo al sindaco di Santa Maria Maggiore, Girolamo Della Valle, e a pretendere che venisse sconfessato pubblicamente l'operato della sua Giunta e chiedere scusa per l'increscioso episodio.Delibera della Giunta comunale di Santa Maria Maggiore del 20 settembre 1861. Così Caserta consolidò definitivamente il ruolo di capoluogo che le era stato assegnato da Ferdinando I delle Due Sicilie con decreto reale del 15 dicembre 1818.Vedi gli atti del Convegno promosso dal Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell'Università della Campania "L. Vanvitelli", pubblicati nel volume

Politiche per l'istruzione Sull'onda dell'entusiasmo per la nascita della nuova Italia e della necessità di formare le nuove generazioni ad una coscienza nazionale, Giuseppe De Falco, consapevole della condizione di subordinazione del Mezzogiorno soprattutto per l'elevato tasso di analfabetismo, si preoccupò subito di istituire nuovi asili d'infanzia e nuove scuole elementari, aggiungendo scuole serali per gli adulti e scuole autunnali. Prioritario era, naturalmente, il problema della formazione degli insegnanti e pertanto era necessario creare una Scuola Magistrale, che, però, era di competenza della Provincia. De Falco fece la sua parte come sindaco, per le nomine dei maestri e per le sedi delle scuole e dei convitti, e come consigliere provinciale, portando in Consiglio nel 1863 un progetto di istituzione di una Scuola Normale Magistrale. La proposta, pur se apprezzata, fu ostacolata da polemiche tra i consiglieri che contestavano la supremazia del capoluogo. La questione si risolse con l'istituzione di due sezioni: una maschile a Caserta ed una femminile a Capua. In questa occasione trovò l'appoggio soprattutto di Salvatore Pizzi, anch'egli consigliere, al quale, dopo il 1883, sarà intitolata la sezione di Capua, che esiste ancor oggi (nella forma di istituto comprensivo). Entrambe le sezioni cominciarono a funzionare nel 1866.

Nello stesso anno 1863, nella seduta dell'8 agosto, De Falco propose alla Giunta comunale di Caserta l'istituzione di un Ginnasio e di una Scuola Tecnica. Dopo un iter laborioso in seno al Consiglio comunale durato due anni, si giunse alla delibera istitutiva del 6 novembre 1865. Il Ginnasio, intitolato a Pietro Giannone, fu inaugurato il 2 gennaio 1866 e ne è erede l'attuale Liceo "Pietro Giannone".Per le vicende storiche, vedi: Le parole del Preside [V. Fava], in Storia del Liceo Giannone. Annuario del 140° anno, Caserta, 2006. Contestualmente fu istituita anche la Scuola Tecnica, che nel 1890 fu intitolata a Luigi Vanvitelli.Nel 1871, su proposta del consigliere comunale Costantino Parravano, vi fu aggiunto il Liceo, che fu avviato effettivamente nel 1873. Cfr. Liceo classico "P. Giannone", cit., p. 106.

Unendo sempre la doppia funzione di sindaco e di consigliere provinciale e col sostegno del prefetto Carlo Mayr, De Falco riprese il progetto di età borbonica di un Istituto tecnico agrario con annesso Orto Sperimentale e riuscì ad attivarlo nel 1864.Dopo il 1882 l'Istituto fu intitolato a Giuseppe Garibaldi. Cfr.

Ancora nel 1863, De Falco fu relatore al Consiglio provinciale di un progetto di istituzione di un Museo archeologico da allocare nel Palazzo Reale, che ormai aveva perduto la sua funzione istituzionale. Anche in questo caso il dibattito politico fu molto acceso e si trascinò per vari anni. Infine il progetto fu assorbito dalla Commissione Conservatrice dei monumenti, istituita con regio decreto del 21 agosto 1869, ma fu prescelta la sede di Capua. Intanto De Falco, amareggiato e deluso, aveva abbandonato la vita politica già da due anni, conservando solo un incarico nel Consiglio provinciale per le scuole che manterrà fino al 1894.Cfr. Annuario della Istruzione Pubblica del regno d'Italia del 1868-69, Torino, 1869, p. 146; Annuario del Ministero della Pubblica Istruzione 1893, Roma, p. 21; Annuario del Ministero della Pubblica Istruzione 1894, Roma, p. 17.

Nel 1867, allorché De Falco si allontanò dalla vita politica, la sua poderosa opera, che aveva posto le fondamenta per la lotta all'analfabetismo e la crescita culturale e civile della città di Caserta e di tutta Terra di Lavoro, emerge chiaramente dalla relazione del prefetto reggente Achille Serpieri al Consiglio provinciale in quell'anno.A. Serpieri, Relazione sulla pubblica istruzione della Provincia di Terra di Lavoro. AS-CE, Amministrazione provinciale, A) Oggetti diversi, f. 960.

Memoria La città di Caserta gli ha intitolato una via situata nei pressi dell'ospedale "Sant'Anna e San Sebastiano", tra via M. Fonton e via F. Collecini. Il cartello stradale riporta la dicitura "1° Sindaco di Caserta dopo l'unità d'Italia" con le date di nascita e morte.

Note

Bibliografia Archivio di Stato di Caserta, Fondo Prefettura, Gabinetto, Comuni. Incartamenti vari. Annuari del Ministero della Pubblica Istruzione dal 1866 al 1894.

G. de Nitto, Giuseppe de Falco: il primo sindaco di Caserta, in Atti dell'Accademia delle culture in dialogo, vol. I, a.a. 2025, Caserta, 2025, pp. 125-128.

Storia del Liceo Giannone. Annuario del 140° anno, Caserta, 2006. na.ver., Grazie ai Borbone la città della Reggia festeggia due secoli da capoluogo, in Il Mattino, 28 gennaio 2018.

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