Tra i maggiori e più influenti drammaturghi e teorici teatrali del XX secolo, è ricordato soprattutto per opere, quali L'opera da tre soldi, Madre Coraggio e i suoi figli, L'anima buona di Sezuan, Vita di Galileo e La resistibile ascesa di Arturo Ui.
Biografia
Bertolt Brecht nacque al numero 8 del vicoletto Auf dem Rain, ad Augusta, da Berthold Friedrich Brecht e Sophie Brezing, in una famiglia recentemente approdata alla borghesia; i nonni paterni erano originari del Baden, mentre quelli materni provenivano da Bad Waldsee, nell'Alta Svevia. Il padre era cattolico, sua madre protestante e il giovane Brecht fu educato nella fede di quest'ultima.
Il 20 marzo Bertolt venne battezzato nella chiesa evangelica Barfüßerkirche e il 18 settembre la famiglia traslocò nella nuova abitazione nella città bassa vicino a Perlachberg, quartiere di artigiani e artisti. La fede protestante della madre segnò l'educazione culturale e linguistica del figlio, nella quale la lirica religiosa evangelica e il tedesco di Lutero lasciarono un'impronta decisiva. Il 29 giugno 1900 nacque il fratello Walter, che più tardi diventerà professore di tecnologia cartaria all'Università tecnica di Darmstadt, e il 12 settembre dello stesso anno la famiglia si trasferì in un appartamento più grande nella Bleichstraße 2, in una delle case della Fondazione Haindl, costruite qualche anno prima per i dipendenti nel sobborgo di Klancke.
Come città industriale e commerciale, Augusta si distingueva, oltre che per le sue imprese bancarie, per i tessili, per l'industria dei coloranti e per le cartiere. Il padre era emigrato da Achern, nella Foresta Nera, già nel 1893, e trovò impiego proprio nella cartiera Haindl, di cui, nel 1914, diventò il direttore.. Bertolt ebbe un'infanzia poco felice a causa del carattere schivo e di frequenti problemi di salute. Dopo quattro anni di scuola elementare frequentò il Realgymnasium di Augusta, che andò distrutto durante la seconda guerra mondiale.. Come compagni di classe ebbe, tra gli altri, Caspar Neher e Rudolf Prestel.
Nel 1913 cominciò a scrivere le prime poesie, tra cui L'albero in fiamme. Tra il 1914 e il 1915 scrisse altri componimenti, imbevuti di patriottismo (si pensi a Der Freiwillige, in cui la popolazione getta rose a un volontario di guerra, o a Der belgische Acker,In italiano rispettivamente Il volontario e Il campo belga. dove esalta il lavoro dei militari tedeschi in Belgio durante la Grande Guerra) e di entusiasmo per la guerra e per tutto ciò che è tedesco. Le presentò al giornale di Augusta, il Neueste Nachrichten, e malgrado fossero ancora ingenue e vittime del tempo, già rivelarono un inconfondibile talento che non sfuggì al redattore Wilhelm Brüstle, che, in un articolo di trentacinque anni successivo, disse di avervi intravisto la stessa aria di novità portata da Baudelaire nella poesia francese.. L'articolo di Brüstle apparve nella rivista Neue Zeitung a Monaco il 27 novembre 1948. Nel 1916, in un tema in classe sul verso oraziano Dulce et decorum est pro patria mori, Brecht espresse un giudizio negativo sulla morte eroica, affermando tra l'altro:
L'episodio provocò un piccolo scandalo e Brecht evitò l'espulsione dalla scuola solo grazie all'intervento di un padre benedettino della chiesa di Santo Stefano, Romuald Sauer, amico di famiglia. Scrisse altre poesie, tra cui La leggenda della prostituta Evelin Roe e LInno a Dio. Nel 1917 ottenne il cosiddetto "Notabitur" (diploma d'emergenza concesso anzitempo agli studenti che intendevano arruolarsi) a causa degli eventi bellici.
Il clan brechtiano festeggiò con canzoni, che Brecht compose e suonò con la chitarra, e scorribande notturne. Già al liceo Brecht mostrò un comportamento indipendente, anticonformista, polemico e tendente a primeggiare sui suoi compagni di classe. Insieme con loro Brecht scriveva la musica per le sue poesie e tutti insieme giravano per la città. Sempre nel 1917 s'iscrisse all'Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, dove frequentò in modo discontinuo le facoltà di scienze naturali, medicina e letteratura, ma fu presto richiamato dal servizio di leva ad Augusta per ricoprire la funzione di infermiere: rimase al fronte però solo un mese.Peter Thomson (1994), "Brecht's Lives" in Thomson and Sack, pag. 22.
Fu qui che il nazionalismo, già venato di crepe, perse ogni influenza sul giovane Brecht, quando questi vide in quali condizioni erano ridotti i feriti del conflitto. Il cambio di rotta è già visibile con la famosa poesia Die Legende vom toten Soldaten (La leggenda del soldato morto), in cui il Kaiser Guglielmo II, non accettando la prematura scomparsa di un giovane combattente, decide di farlo "resuscitare" per arruolarlo nuovamente, mentre il fetore proveniente dal suo corpo viene coperto dall'incenso sparso dal turibolo di un prete.
Questo componimento ebbe l'effetto di mettere Brecht sulla lista nera di Hitler nel 1923.. Nel 1918, dopo aver partecipato ai funerali di Frank Wedekind a Monaco, dedicò al drammaturgo – grande modello degli anni giovanili (il primo figlio di Brecht si chiamò Frank in suo onore) – la quartina Alla sepoltura di Wedekind. Dello stesso periodo è la commedia Baal.
La giovinezza e le prime opere In seguito Brecht continuò gli studi con scarso interesse, attratto più dal mondo del teatro, della letteratura e del cinema. In questo periodo conobbe Paula Banholzer, che nel 1919 gli diede un figlio, Frank, che morì nel 1943 durante la seconda guerra mondiale sul fronte russo. Scrisse la Canzone per i cavalieri del reparto D. Nel novembre scrisse la già menzionata poesia Leggenda del soldato morto. Nel 1918 collaborò come critico teatrale al Tageszeitung della sua città natale e l'anno successivo fece lo stesso per il giornale socialista Augsburger Volkswille;. si avvicinò poi al movimento spartachista.
Il 1º maggio 1920 morì sua madre e il giorno successivo scrisse la poesia Canzone di mia madre. A questo punto i rapporti con Augusta quasi si ruppero e si trasferì a Monaco, dove prese alloggio al numero 15 della Akademiestraße. La città, pur vivendo una situazione storica di reazionarismo esasperato a seguito della fugace esperienza della Repubblica Bavarese dei Consigli stroncata dall'estrema destra, offriva molte possibilità culturali, soprattutto nel mondo dello spettacolo; Otto Falckenberg, per fare l'esempio più noto, dirigeva alla Münchner Kammerspiele la compagnia cittadina più all'avanguardia.
Fu in questo contesto che Brecht entrò nella Lachkeller (La cantina delle risate), gruppo diretto dal celebre cabarettista Karl Valentin, in cui ci si esibiva in spettacoli clowneschi o si cantava. Il lavoro con Valentin influenzò molto le sue opere successive, ma il modello più importante che informò la produzione del periodo fu senza dubbio Frank Wedekind, che attaccava la borghesia dando voce a personaggi "maledetti" (si pensi a Lulù) che si vendicavano di un mondo disumanizzato esprimendo una brutale e selvaggia istintualità, in cui la natura prevaleva sulla civiltà..
Brecht fu attratto in sostanza dalle voci ribelli, da François Villon (cui dedicò al tempo diverse poesie) ai maudits Rimbaud e Verlaine, fino a quel Georg Büchner che con i drammi Woyzeck e Dantons Tod (La morte di Danton) influenzò in modo decisivo il teatro espressionistico tedesco del primo dopoguerra.. Il primo Brecht si forgiò in un clima artistico dominato dal dadaismo, dal futurismo e soprattutto dall'espressionismo. "Ribellione" era la parola d'ordine. La prima corrente, quella dadaista, fu particolarmente fiorente a Zurigo; qui, al Cabaret Voltaire, si incontravano personalità, come Hugo Ball, Hans Arp, Richard Huelsenbeck o Tristan Tzara (comunemente ritenuto come il fondatore della corrente), che facevano rappresentare i loro provocatori spettacoli.
L'espressionismo, quello di Reinhard Sorge o Walter Hasenclever, cercava di destabilizzare l'ordine costituito, per ritrovare le ragioni dell'umanitarismo e della pace. Era una "guerra per arrivare alla pace", uno sconvolgimento che passava attraverso il parricidio, la lotta dei figli contro i padri, degli allievi contro gli insegnanti. Non è casuale che l'opera più nota di Arnolt Bronnen, che diverrà amico di Brecht, si intitoli Der Vatermord (Il parricidio).. Tale corrente espressionista è tanto più significativa se consideriamo che vi confluirono autori provenienti da contesti ed esperienze molto differenti. Fritz von Unruh, per esempio, era un aristocratico dal patriottismo sfrenato, ma ripudiò le proprie idee,Con l'opera Vor der Entscheidung (Prima della decisione). e molto interessante è l'esperienza di Ludwig Rubiner, prematuramente scomparso, che esorta l'artista a una maggiore responsabilità sociale..
Brecht recepì questi stimoli, ma li rielaborò in modo affatto diverso. Non c'è in lui l'illusoria speranza in un mondo migliore, non c'è una neo-umanistica fiducia nell'uomo, e i suoi toni sono sobri e sommessi, a differenza di quelli altisonanti dell'entourage letterario..
Le poesie di questi anni hanno come sfondo la fame, la miseria, il degrado, ma in mezzo al nulla Brecht manifesta una sincera pietà per le vittime, per i poveri e gli emarginati. Riesuma la ballata tradizionale con uno stile semplice e diretto, in componimenti ossessionati dal trascorrere delle cose, degli uomini, delle città. Come nel Bateau ivre rimbaudiano, è il fiume l'emblema di questo flusso inarrestabile. Al poeta, trasandato e disincantato, sembra non restare altro che l'annegamento o l'andare alla deriva (Das Schiff, La nave o Ballade von den vielen Schiffen, Ballata su molte navi, lo esemplificano molto bene).. Neanche l'esperienza rivoluzionaria appena trascorsa si sottrae alla sua demitizzazione.La Ballata del soldato dell'Armata Rossa.
Brecht sapeva legarsi in amicizie durature e nel periodo monacense conobbe anche Lion Feuchtwanger, che era già un letterato di fama, e si dimostrò uno dei primi critici appassionati di Brecht. Fu in effetti a lui che presentò la sua prima opera teatrale, Spartaco, ammettendo con la sua proverbiale sincerità che voleva pubblicarla a solo scopo di lucro, e ricevendo da Feuchtwanger, che vi aveva intravisto uno straordinario talento, fermi rimproveri.. Non era il solo testo che gli fu fatto esaminare; Bertolt aveva già scritto anche Baal e gli sottopose anche questo.L.Feuchtwanger, «Bertolt Brecht dargestellt für Engländer», in Weltbühne, XXIV, 4 settembre 1928, pp. 372-76.
Baal trasse ispirazione da un dramma di Hanns Johst, Der Einsame (Il solitario),Rappresentato alla Kammerspiele di Monaco nel marzo 1918 che trattava dell'infelice destino di Christian Grabbe (1810-1836), un poeta romantico di vita breve e intensa, realmente esistito. Grabbe, nazionalista e antisemita, morì giovane e pazzo e nel dramma si ribella alla società perbenista in nome di un individualismo sfrenato che lo porterà a morire in una soffitta, solo e abbandonato da tutti.
Brecht prese spunto dall'opera per ribaltarne il messaggio. Anche in Baal assistiamo alla sconfitta di un poeta "anarchico", ma il fallimento viene qui visto in modo positivo, nella rinuncia a fermenti ribelli e titanici per diventare simbiosi con la terra rozza e oscena. Baal, critico teatrale (come Brecht nella vita reale), si lascia trascinare nel Nulla senza opporre resistenza, distruggendo sé e gli altri.. Il suo è un inno alla dissoluzione, vive e muore come un animale. Anche la scelta dell'accompagnamento musicale si pone agli antipodi di quella di Johst: al romanticismo beethoveniano vengono presentati temi del Tristano e Isotta wagneriano, in un intento sarcastico che vuole sottolineare il carattere opposto degli amori del protagonista.