Rimasto orfano da bambino e probabilmente originario della Paflagonia, fu educato sotto l'egida del patriarca Tarasio di Costantinopoli e scalò la gerarchia ecclesiastica sotto il successore di Tarasio, Niceforo I, diventando diacono e skeuophylax della basilica di Santa Sofia. Dopo l'inizio del secondo ciclo d'iconoclastia bizantina cominciato intorno all'814, si schierò con i nemici delle icone, diventando vescovo metropolita della prestigiosa sede di Nicea, probabilmente tra l'830 e l'840. In seguito, tuttavia, cambiò posizione e si ritirò come monaco all'incirca quando si concluse definitivamente la pagina storica iconoclasta nell'843.

Opere

Ignazio è l'autore accertato o presunto di diverse agiografie, elegie funebri, lettere e liriche. Tra queste opere, ad esempio, lo storico Vasilij Vasil'evskij ha considerato l'agiografia su Giorgio di Amastri realizzata prima dell'843 da Ignazio, sulla base di somiglianze stilistiche con le vitae dei patriarchi Tarasio (730-806) e Niceforo (758-828), le quali sono con sicurezza attribuite a Ignazio. A tale visione ha aderito Warren Treadgold, malgrado tempo prima un illustre allievo di Vasilievskij, Alexander Vasiliev, ha sostenuto che l'attribuzione dell'opera a Ignazio il Diacono rimanga puramente probabilistica e non accettata in modo unanime dalla critica. Athanasios Markopoulos ha proposto una lettura di compromesso, sostenendo che l'opera fosse frutto di Ignazio il Diacono, ma che alcuni passaggi fossero stati interpolati successivamente e che fossero stati probabilmente elaborati sotto l'influenza di Fozio (è il caso della spedizione dei Rus' in Paflagonia cui si accenna).

Note