Gozd Panovec, o in italiano Bosco Panovizza, è un'area boschiva slovena, foresta urbana che si estende su una superficie di alla periferia orientale dell'abitato di Nova Gorica, dal 2009 designato come bosco con destinazione d'uso speciale, importante polmone verde che, grazie alla presenza di sentieri e percorsi cicloturistici offre ai visitatori la possibilità di usufruirne le strutture a fini naturalistici e sportivi.

Territorio elevato a monumento naturale fin dal 1985 dall'allora pubbliche istituzioni jugoslave, venne istituito come parco pubblico fin dagli anni trenta del XX secolo quando il territorio era ancora parte del Regno d'Italia e indicato Foresta Demaniale di Panovizza, ricavato nell'area che partendo dal convento della Castagnavizza (Kostanjevica) raggiunge la località di Aisovizza (Ajševica).

La sua area integra il sentiero didattico forestale Panovec, inaugurato nel 1981, il sesto in Slovenia, che sviluppandosi a un'altitudine compresa tra i 50 e i 140 m s.l.m., consente l'incontro di molte specie vegetali, come il pungitopo (Ruscus aculeatus L.), arbusto sempreverde dalle tipiche bacche rosse assunto a simbolo del parco, e animali, alcune tra le quali protette come la rana di Lataste (Rana latastei ), specie vulnerabile inserita nella Lista rossa IUCN e l'ululone dal ventre giallo (Bombina variegata ), localmente in via d'estinzione.

Storia L'esistenza di una località chiamata Panovec potrebbe risalire già al 1001, quando furono citati per la prima volta Salcano (Solkan) e Gorizia. All'epoca Ottone III di Sassonia concesse parte del territorio tra i fiumi Isonzo e Vipacco ai patriarchi di Aquileia. Non è noto quando questa proprietà passò nelle mani dei conti di Gorizia.

La prima testimonianza scritta su Panovec si trova in un documento del 1470. Dopo la morte dell'ultimo conte di Gorizia, Leonardo, nel 1500, Panovec passò sotto l'influenza del casato d'Asburgo. Sotto il loro dominio fu oggetto di particolare attenzione per lo sfruttamento del legname come materiale di costruzione, amministrato dall'ufficio forestale di Gorizia. I diritti di taglio causarono anche controversie tra i nobili di Gorizia e l'amministratore. Il bosco mantenne comunque la sua integrità anche dopo il 1785, quando la questione della proprietà fu risolta con il catasto. Dopo l'abolizione dei feudi, divenne proprietà dello Stato. A metà del XIX secolo, il bosco di Panovec fu curato dal guardaboschi, oltre che inventore, Josef Ressel, il quale elaborò un piano di gestione forestale.

Panovec perse il suo aspetto originario nel corso della Prima guerra mondiale, poiché era attraversato dalla prima linea di combattimento. Anche il secondo conflitto mondiale lasciò le sue conseguenze, poiché dopo la capitolazione dell'Italia nel maggio 1945, gli abitanti approfittarono dell'assenza di governo e dell'assenza di controlli per tagliare gli alberi del bosco.

Parco Naturale Sentiero didattico forestale

Come struttura naturalistica, il parco integra un percorso escursionistico attrezzato e opportunamente segnalato, fruibile in due distinte varianti in base alla lunghezza, quella da e la sua alternativa ridotta a , e accessibile da tre diverse direzioni: presso l'edificio MIP a Kromberk, presso il bacino di ritenzione sul torrente Koren presso il tunnel Panovec e presso la capanna forestale di Valdirose. Il simbolo del percorso didattico forestale è l'agrifoglio (Ilex aquifolium L.), una pianta arbustiva protetta nella Banovina della Drava, Regno di Jugoslavia, già dal 1922.

Nel bosco di Panovec la varietà delle specie è quanto mai ricca e variegata. Sono state registrate oltre cento specie, delle quali la metà alloctone, che sono state piantate appositamente. Le specie autoctone sono querce (Quercus), castagni (Castanea sativa), ciliegi (Prunus avium), cornioli (Cornus mas) e carpini bianchi (Carpinus betulus). Nel XX secolo sono stati introdotti la robinia (Robinia pseudoacacia) e la quercia rossa (Quercus rubra), che sono specie molto invadenti e soppiantano la vegetazione autoctona. Lungo il percorso sono segnalate ben 35 specie diverse, soprattutto a sviluppo arboreo. Queste sono, in ordine di visita: farnia (Quercus robur), tulipier (Liriodendron tulipifera), cedro giapponese (Cryptomeria japonica), ciliegio selvatico (Prunus avium), bambù (Bambuseae), robinia (Robinia pseudoacacia), frassino bianco, larice comune (Larix decidua), abete bianco (Abies alba), abete rosso (Picea abies), pecci (Picea), faggi (Fagus), ontano nero (Alnus glutinosa), cipresso delle paludi (Taxodium distichum), ippocastani (Aesculus), acero riccio (Acer platanoides), acero di monte (Acer pseudoplatanus), hickory (Carya), quercia rossa (Quercus rubra), cipresso di Lawson (Chamaecyparis lawsoniana), corniolo, nespolo europeo (Crataegus germanica), ciavardello (Torminalis glaberrima), pungitopo, pino strobo (Pinus strobus), pino nero (Pinus nigra), peccio di Serbia (Picea omorika), rovere (Quercus petraea), castagno (Castanea sativa), agrifoglio (Ilex aquifolium), tasso (Taxus), frassino maggiore (Fraxinus excelsior), abete di Douglas (Pseudotsuga menziesii), abete d'acqua (Metasequoia glyptostroboides), noce nero (Juglans nigra) e pioppo (Populus).

Il substrato geologico del bosco è costituito da flysch eocenico, composto da strati di argilla, scisto e arenaria. Nella zona di Panovec è presente anche una parte paludosa, attraversata da diversi torrenti. Anche la fauna è molto varia. Oltre alla piccola selvaggina e agli uccelli, sono importanti anche gli anfibi come: il tritone comune (Triturus vulgaris meridionalis), il tritone crestato italiano (Triturus carnifex), la salamandra pezzata (Salamandra salamandra), l'ululone dal ventre giallo, il rospo comune (Bufo bufo), la rana verde (Pelophylax esculentus) e la rana agile (Rana dalmatina). Qui è stata trovata anche la rara rana di Lataste (Rana latastei), che è protetta dalla legge. Nel bosco vivono anche lucertole e serpenti e molte specie di farfalle.

Note

Voci correlate Valdirose

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