La rivoluzione elettronica (The Electronic Revolution) è una raccolta di saggi di William S. Burroughs, pubblicata per la prima volta nel 1970 da Expanded Media Editions nella Germania Ovest. Una seconda edizione, pubblicata nel 1971 a Cambridge, in Inghilterra, conteneva un'ulteriore traduzione in francese di Henri Chopin.

Il libro è disponibile nella sua interezza nelle edizioni successive di The Job, una raccolta di interviste condotte da Daniel Odier che approfondiscono gli argomenti trattatiubu.com: UbuWeb Historical: William S. Burroughs, obtained May 21, 2019.

In Italia il saggio fu pubblicato per la prima volta nel 1980 dalla SugarCo Edizioni all'interno di una raccolta dal titolo È arrivato Ah Pook. Il libro della respirazione. La rivoluzione elettronica.

Contenuti L'opera è divisa in due parti.

La prima parte, intitolata "Il feedback dal Watergate al Giardino dell'Eden", richiama le idee di Alfred Korzybski che caratterizzano l'uomo come "la macchina che lega il tempo" grazie alla sua capacità di scrivere. Burroughs vede l'importanza della parola scritta come una caratteristica distintiva degli esseri umani, che consente loro di trasformare e trasmettere informazioni alle generazioni future. Propone la teoria del "virus non riconosciuto" presente nel linguaggio, suggerendo che "la parola non è stata riconosciuta come virus perché ha raggiunto uno stato di simbiosi stabile con l'ospite".

La seconda parte, "Rivoluzione Elettronica", riguarda il potere dei linguaggi alfabetici non pittorici di controllare le persone. Richiama l'attenzione sull'influenza sovversiva del virus della parola sugli esseri umani e sulle pericolose possibilità di usare la voce umana come arma. Registrare le parole su registratori e utilizzare la tecnica del cut-up può schermare dal controllo psichico sugli individui tramite informazioni mediatiche o discorsi politici, così come avviene attraverso la Muzak (o "musica per ascensori"), il sottofondo regolato secondo finalità ipnotiche e di induzione a produttività e consumo che viene diffuso subliminalmente nelle attività commerciali (in particolare nei fast food).

L'idea fondamentale del linguaggio come virus è stata ampiamente utilizzata e citata in diverse interviste di Burroughs:

Il Dottor Kurt Unruh von Steinplatz, tedesco, citato è un personaggio inventato da Burroughs.

Opere derivate Nel 1984 il saggio fu tradotto cinematograficamente nel film Decoder. William Burroughs partecipò in veste di attore, oltre che di soggettista.

Influenza culturale Il libro influenzò numerosi musicisti della scena musicale industriale degli anni settanta. Richard H. Kirk, dei Cabaret Voltaire, utilizzò molte idee e metodi tratti dal libro, affermando: "Molto di ciò che facevamo, soprattutto agli inizi, era un'applicazione diretta delle sue idee al suono e alla musica". Richard H. Kirk descrisse questo testo come "un manuale su come usare i registratori in mezzo alla folla ... per promuovere un senso di disagio o inquietudine attraverso la riproduzione di rumori di rivolta interrotti da registrazioni casuali della folla stessa".

Note

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