Biografia Nacque in una famiglia di religione ebraica. Suo padre fu Samuel van Itallie (nato il 14 gennaio 1835 a Meppel; morto il 5 marzo 1912 a Maastricht), un predicatore ebraico, e sua madre Marianne Maria Cohen (nata intorno al 1836 a Maastricht; morta il 2 luglio 1900 ivi). Dopo aver frequentato la scuola primaria e la scuola civica superiore (HBS) nella sua città natale, il 24 settembre 1883 intraprese gli studi di scienze naturali presso la facoltà di filosofia dell'Università di Utrecht, dove ebbe come docente di riferimento, tra gli altri, Hendrik Wefers Bettink, che esercitò su di lui una significativa influenza scientifica.

Nel 1886 superò l’esame di abilitazione come farmacista e fu quindi nominato farmacista comunale a Rotterdam. Nel 1896 proseguì la propria formazione accademica presso l'Università di Berna sotto la guida di Alexander Wilhelm Oswald Tschirch, conseguendo nel 1901 il dottorato con la dissertazione Über den orientalischen und den amerikanischen Styrax.

Nel 1902 ottenne un incarico di insegnamento presso la Scuola veterinaria statale di Utrecht e, nel 1906, conseguì l’abilitazione come libero docente di farmacologia all’Università di Utrecht. Il 4 aprile 1907 fu chiamato alla cattedra di farmacia e tossicologia dell’Università di Leida, incarico che assunse ufficialmente il 25 settembre dello stesso anno con la lezione inaugurale De vermeerdering onzer kennis omtrent geneesmiddelen in de 19e eeuw (in tedesco: Die Zunahme der Kenntnisse über Arzneimittel im 19. Jahrhundert, in italiano: L’incremento delle conoscenze sui medicinali nel XIX secolo).

A Leida svolse un ruolo di primo piano anche nell’organizzazione accademica e, nell’anno accademico 1922/23, fu rettore dell'Alma Mater. In tale veste pronunciò, l’8 febbraio 1923, la prolusione rettorale De macht van het kleine (in tedesco: Die Macht der Kleinen, in italiano: Il potere del piccolo). Parallelamente all’attività didattica e scientifica, fu redattore del Pharmaceutisch Weekblad, presidente della commissione olandese permanente di farmacologia e presidente dell’Istituto statale olandese per le ricerche farmacoterapeutiche; diresse inoltre l’Istituto di farmacologia dell’Università di Leida.

L’importanza dei suoi contributi scientifici gli valse numerosi riconoscimenti e onorificenze: nel 1921 fu nominato cavaliere, e successivamente commendatore, dell’Ordine del Leone dei Paesi Bassi; nel 1927 commendatore dell’Ordine di Orange-Nassau; nel 1926 ufficiale dell’Ordine della Corona belga; nel 1928 ufficiale dell’Ordre des Palmes Académiques francese; nel 1932 gli fu conferita la medaglia Flückiger del Politecnico federale di Zurigo (ETH Zürich) e nel 1934 fu nominato ufficiale della Legione d’onore francese.

Ricevette inoltre numerose lauree honoris causa: nel 1933 dalla Sorbonne di Parigi e nel 1934 dall’Università di Liegi, dall’Università di Leida e dall’Università di Strasburgo. Fu infine membro di molte società scientifiche nazionali e internazionali, tra cui, dal 1928, il College of Pharmacy and Science di Philadelphia; nel 1923 divenne membro onorario dell’American Pharmacists Association; nel 1924 membro corrispondente e, dal 1930, membro onorario dell’Académie royale de médecine de Belgique di Bruxelles.

Nel 1925 fu nominato membro onorario dell’Associazione svizzera dei farmacisti; nel 1926 divenne membro onorario della Nederlands-Indische Apothekersvereniging; nel 1927 della Société pharmaceutique d’Athènes; nel 1929 venne eletto membro corrispondente dell’Académie nationale de médecine di Parigi e della Società farmaceutica austriaca di Vienna; nel 1930 fu infine designato presidente onorario della International Pharmaceutical Federation e membro onorario della società di farmacia di Torino.

Fu inoltre membro onorario del Deutscher Apothekerverein, appartenenza alla quale rinunciò nel 1933 in segno di protesta contro le persecuzioni antiebraiche in Germania.

Raggiunti i settant'anni di età, il 21 settembre 1936, fu collocato a riposo dalla cattedra universitaria. Dopo l’occupazione dei Paesi Bassi da parte delle forze tedesche nel 1940, durante la Seconda guerra mondiale, lui e la moglie furono deportati in diversi campi di concentramento, fino all’internamento nel KZ Theresienstadt, dove riuscirono a sopravvivere alla Shoah. In seguito alla liberazione del campo, trascorse gli ultimi anni della sua vita a Heelsum, dove morì.

Famiglia Il 14 agosto 1894 all'Aia si sposò con la giornalista, attivista per i diritti delle donne e in seguito politica Hendrika Wilhelmina Bernardina van Embden.

Dal matrimonio nacquero due figli: la figlia Louisa Marianne van Itallie (nata il 16 maggio 1895 a Rotterdam e morta il 13 aprile 1984 a Heelsum) e il figlio Georg van Itallie (nato il 11 agosto 1898 a Rotterdam e morto 8 dicembre 1995 a Oegstgeest), il quale nel 1946 sposò Hillegonda Baars (nata il 19 gennaio 1908 a Rotterdam e morta 20 agosto 1973 a Zeist).

Opere (selezione) Über den orientalischen und den amerikanischen Styrax. Leida, 1901. Recepteerkunst. 11ª ed., 1927. Latijnsch–Nederl. Woordenb. op de Pharmacopoea Nederlandica. 1906 (con R. T. F. Reudler). Toxicologie en gerechtel. scheikunde. 1928 (con H. G. Bijisma).

Bibliografia Wie is dat? Martinus Nijhoff, L’Aia, 1931, p. 121. Prof. dr. L. v. Itallie †. In: Leidse Courant, 3 maggio 1952, p. 2 (? Online).

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Collegamenti esterni Itallie — scheda nel catalogo dei professori dell’Università di Leida Itallie — scheda presso l’Académie royale de médecine de Belgique Itallie — scheda nel database Joods Biographisch Woordenboek

Categoria:Persone legate al campo di concentramento di Theresienstadt Categoria:Studenti dell'Università di Utrecht Categoria:Studenti dell'Università di Berna Categoria:Professori dell'Università di Utrecht Categoria:Professori dell'Università di Leida