Biografia
Orfeo Orfei nacque a Ravenna il 26 marzo 1836. Figlio di Francesco (Massa Lombarda, 1812 - ivi 1886)Francesco Orfei era il fratello maggiore di Paolo Orfei (1828-1869), noto per essere il capostipite dell'omonima dinastia circense. e Laura Bartoli (Ravenna, 1813 - Bologna, 1864), Orfeo fu il secondo di sei figli e l'unico nato nella città bizantina di una famiglia residente a Massa Lombarda. Dopo le scuole inferiori, frequentò il ginnasio a Lugo e, immediatamente dopo, venne accolto nel seminario diocesano di Imola. L'indirizzo ecclesiastico, tuttavia, non faceva per lui, tant’è che tre anni dopo lasciò il convitto per far ritorno in famiglia. Negli stessi anni manifestò una forte inclinazione al disegno e alla pittura, il che spinse l'artista lughese Carlo Ruina a consigliare il padre ad avviarlo agli studi di «quell’arte sublime»Decio Testi, L’artista massese Orfeo Orfei fra paesaggistica, post-romanticismo e pittura di genere, «In Rumagna», 2025..
Nel 1855 fu ammesso all’Accademia pontificia di belle arti di Bologna. Subito si distinse tra gli altri studenti, tanto che il 9 agosto 1856 venne premiato con una medaglia del valore di tre scudi. Allievo di Antonio Puccinelli dal 1856 al 1867, si dedicò alla pittura di soggetto paesaggistico, partecipando con successo a numerose esposizioni. Vinse dei premi in Ornato e Architettura (1856), in Decorazione (1857) e in Paesaggio (1862). Si stabilì in pianta stabile a Bologna, città a lui cara. Nel 1866 fu premiato al concorso Curlandese di pittura con il dipinto su Niccolò Machiavelli e Cesare Borgia. Nel 1867 si tenne a Bologna la «II Esposizione regionale delle Accademie dell'Emilia». Orfei espose l'opera I piccoli cantori, che fu premiata e poi acquistata dal Ministero della Pubblica Istruzione per la Pinacoteca bolognese. Quest'opera segnò il passaggio, nel percorso artistico di Orfei, dalla rappresentazione della natura ai soggetti di genere. Nel 1868 si sposò con Anna Gasdiani (1844-1926) che lo rese padre di Laura.
La sua pittura mostrò tangibili segni di contatto con l'arte di Alfonso Savini e con quella di Luigi Busi e fu accostata a quelle di Gaetano Chierici (1838-1920) e di Gerolamo Induno (1825-1890). Grazie alle sue naturali doti di allegria e giocosità riuscì a trasfondere ironia e vivacità in normali scene di vitaMario Tabanelli, Il pittore romagnolo Orfeo Orfei, La Piê, anno XLIV, 3, maggio-giugno 1975, pp. 112-115. Divenne inoltre un pittore molto capace di cogliere le espressioni dei visi. Nel 1875, alla mostra della Società Benvenuto Tisi, a Ferrara, venne premiato con la medaglia d’argento per due opere: Antiquari e I numismatici. Angelo De Gubernatis, nell'edizione del 1906 del suo Dizionario degli artisti italiani viventi, così scrisse di Orfei: «Tratta il quadro di genere con molto buon gusto; e la fattura dei suoi quadri è solida e soddisfacente; dipinge uomini e cose con vivo interesse, e sa dar loro vita e sentimento, ben rari a trovarsi nella gran parte dei quadri di genere».
Superati i sessant'anni, Orfeo Orfei dedicò gran parte della sua attività al restauro di grandi dipinti, eseguiti dal Cinquecento in poi. Tra i suoi interventi più conosciuti si ricordano: Madonna del Terremoto (1505) dipinta da Francesco Francia nel Palazzo Comunale di Bologna; Madonna col Bambino e san Giovannino (1620-22) di Bernardo Strozzi; San Girolamo di Lorenzo Costa nella cappella Castelli della basilica di San Petronio; interventi presso la Galleria Brignole di Palazzo Rosso a Genova nel 1903 e presso il refettorio del convento di San Francesco a Cesena nel 1905.
Nel 1894 il Ministero della Pubblica istruzione lo incaricò di riordinare le Pinacoteche di Modena e di Genova. Restaurò anche alcune tele della Pinacoteca Tosio Martinengo a Brescia.
Morì il 20 novembre 1915 nella sua casa a Bologna. Le sue spoglie, unitamente a quelle della moglie, riposano nel cimitero della Certosa di Bologna, Campo nuovo a Ponente, pilastro 48, quarta fila in alto.
Premi e riconoscimenti Esposizione di Ferrara (1875); Esposizione internazionale di Calcutta (1884-85).
Onorificenze Orfei ebbe varie onorificenze ufficiali: accademico residente; socio d'onore dell'Accademia di belle arti di Bologna. Fu inoltre accademico benedettino e socio onorario di varie istituzioni artistiche, tra cui la Reale Società Aretina di Scienze Lettere ed Arti, e la Società Ferrarese Benvenuto Tisi da Garofolo.
Opere rappresentative Dipinti di Orfeo Orfei sono esposti o conservati presso Pinacoteche e Musei italiani e stranieri, tra cui Londra e Calcutta, oltre a Bologna, Modena, Parma e Torino. Un elenco delle opere più rappresentative comprende:
Il dilemma politico (1871) Il ciabattino politico (1873), conservato al Museo d'arte di Saint Louis (USA) I frati artisti (1876) I numismatici (1876) I piccoli cantori I piccoli fumatori La Conciliazione L'inventario Il ciabattino politico I musicanti La presa di tabacco La spigolatrice Le ultime notizie Il telegrafo La ferrovia Il gioco della morra Il pittore di ventagli L'ultima in coro Il moderno Stradivari Niccolò Machiavelli inviato Commissario della Repubblica Fiorentina a Valentino Borgia (1866, oggi alla Pinacoteca Nazionale di Bologna)
Note
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