Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Primo Ministro Segretario di Stato fu l'organo monocratico deputato alla funzione di capo del governo durante il periodo costituzionale transitorio.
Storia
Con la caduta del fascismo il passaggio dei poteri di governo del 1943 avvenne in un contesto di profonda incertezza legale, infatti siccome le leggi fasciste non contemplavano la possibilità di sfiduciare il Capo del Governo, si era creato un corto circuito per cui solo il duce Benito Mussolini avrebbe potuto dare inizio alla propria sostituzione. Per superare questa lacuna, si ritenne che l'unico modo fosse il ritorno del Re ai suoi poteri originali. Sebbene la monarchia fosse stata messa in ombra dal regime, le sue funzioni non erano state cancellate, così di fronte alla crisi, il Re attivò i suoi poteri straordinari nominando Capo del Governo il generale Pietro Badoglio..
Con la nascita del Regno del Sud, la situazione politica italiana subì una mutazione radicale in seguito alla svolta di Salerno, un accordo siglato nell'aprile del 1944 che impegnava i partiti antifascisti del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), il Re e il governo Badoglio a collaborare, rimandando la scelta tra monarchia e repubblica alla fine guerra. Con il regio decreto del 16 maggio 1944, operativo dal 3 giugno 1944, il titolo di Capo del Governo ritornò ad essere quello di Presidente del Consiglio dei Ministri, fermo restando le attribuzioni di Primo Ministro Segretario di Stato. Come previsto dai patti, il 5 giugno 1944 Vittorio Emanuele III trasferì irrevocabilmente le proprie funzioni al figlio Umberto II, nominandolo Luogotenente generale del Regno..
L'istituzione della Luogotenenza non fu un semplice passaggio di consegne burocratico, ma segnò una profonda trasformazione della forma di governo. La Monarchia, infatti, non cedette il passo per garantire la propria continuità, ma ne uscì fortemente depotenziata, vedendo quasi svanire la propria legittimazione politica, si venne così a creare una diarchia tra il Luogotenente e il Presidente del Consiglio. In questo nuovo assetto, il baricentro del potere si spostò decisamente verso il Governo: il Luogotenente si limitava a ratificare gli atti normativi, mentre il Presidente del Consiglio si trovava a gestire le crisi e a guidare l'azione politica in costante accordo con il CLN. Il CLN sebbene nato come organismo di fatto e riconosciuto legalmente solo in un secondo momento, divenne il vero punto di riferimento per i Ministri, che rispondevano politicamente ai partiti che lo componevano, anziché alla Corona..
Con la nascita della Repubblica Italiana, il decreto legislativo presidenziale 19 giugno 1946 n.1, recante disposizione per le formule per l'emanazione degli atti normativi, non confermò l'attribuzione di Primo Ministro Segretario di Stato che aveva seguito il titolo di Presidente del Consiglio dei ministri nei due anni precedenti, ripristinando la storica denominazione di epoca liberale.
Presidenti del Consiglio dei Ministri, Primi Ministri Segretari di Stato
Note
Bibliografia
Riferimenti normativi
Voci correlate Periodo costituzionale transitorio Capo del Governo, Primo Ministro Segretario di Stato del Regno d'Italia Regno d'Italia (1861-1946) Storia istituzionale italiana
Categoria:Istituzioni storiche d'Italia Categoria:Regno d'Italia (1861-1946) Categoria:Storia della Repubblica Italiana (1946-1963)