Il governo Vërlaci I è stato il 15º governo dell'Albania, in carica dal 5 marzo al 30 maggio 1924, per un totale di 2 mesi e 25 giorni.
Storia
Formazione Dopo il fallito attentato al Primo ministro Ahmet Zogu e le successive dimissioni, il 3 marzo 1924 l'Alto Consiglio di Reggenza, su proposta di Zogu, chiese a Shefqet Vërlaci di formare un nuovo governo, incaricò che egli accettò, seppure con riluttanza. Due giorni dopo, il 5 marzo, Vërlaci presentò la lista dei suoi ministri, ottenendo la fiducia dall'Assemblea nazionale con 53 voti favorevoli e 26 contrari; per formare un governo di coalizione, egli incluse anche membri della corrente moderata di Ilias Vrioni, assicurandosi però che i ruoli chiave andassero ai Bey appartenenti al proprio partito.
Come gesto politico verso l'opposizione, ad aprile Vërlaci offrì i Ministeri dell'istruzione e delle finanze rispettivamente a Fahri Rashiti e a Luigi Gurakuqi, i quali tuttavia si dimisero a seguito della crisi politica scaturita dall'omicidio del giovane parlamentare dell'opposizione Avni Rustemi, il cui mandante fu lo stesso Zogu.
Politiche e provvedimenti principali Il governo guidato da Vërlaci, sostenuto fondamentalmente dalle famiglie feudali di latifondisti, continuava ad ottenere una strenua opposizione da parte dei liberali, che lottavano per uno Stato albanese moderno e filo-occidentale e che vedevano la mano di Zogu dietro ad ogni mossa dell'esecutivo. Nonostante inizialmente il nuovo governo avesse compiuto alcuni passi verso la riconciliazione sociale (come la proclamazione di un'amnistia generale per i prigionieri politici e la revoca del divieto di pubblicazione dei giornali della federazione Vatra), nella sostanza non riuscì ad affrontare nessuna delle sfide che gli si posero innanzi.
Politica economica A causa della perenne crisi alimentare in cui versava il nord del Paese dalla Prima guerra mondiale, l'opposizione mantenne costantemente all'ordine del giorno la questione della riforma agraria, ma il governo conservatore continuò a rifiutarla, vedendo calare la propria popolarità tra la popolazione rurale.
Il 13 marzo il rappresentante del governo, Benedikt Blinishti, invocò l'aiuto della Società delle Nazioni; il consiglio dell'organizzazione sbloccò immediatamente un aiuto finanziario di 50.000 franchi svizzeri e nominò Eugène Pittard per coordinare la consegna degli aiuti e valutare la situazione. Nel periodo successivo, oltre a un aiuto di 5.000 sterline del governo britannico, fornirono sostegno materiale o in natura l'Italia, la Cecoslovacchia, la Spagna, la Svezia e la Romania, e anche negli Stati Uniti partì una raccolta fondi. Tuttavia, la situazione non mutò sostanzialmente. Nell'aprile 1924, Pittard riferì che, sebbene a Dibra l'approvvigionamento fosse leggermente migliorato, nelle regioni di Scutari e Has la popolazione rurale stava consumando le sementi per la semina futura e non possedeva più bestiame vendibile.
Nemmeno la situazione finanziaria del Paese era rosea: l'Albania era praticamente sull'orlo del fallimento. Gli stipendi delle forze armate erano in arretrato di mesi e le rappresentanze diplomatiche all'estero erano quasi paralizzate. Il consulente finanziario della Società delle Nazioni assegnato all'Albania suggerì misure di austerità, principalmente attraverso tagli all'amministrazione statale, all'esercito e alla gendarmeria, ma il governo Vërlaci non fu disposto ad attuarne alcuna.
Politica estera Il governo jugoslavo chiedeva da anni alle organizzazioni internazionali una revisione dei confini, in particolare il passaggio al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni della zona di Vermosh a nord e del monastero di San Naum sulle rive del lago di Ocrida. Il governo di Belgrado sosteneva che la sovranità albanese su questi territori violasse i confini stabiliti nel 1913. Il governo Vërlaci protestò ufficialmente presso la Conferenza degli Ambasciatori a Parigi e si verificarono manifestazioni nelle principali città albanesi. Il 14 aprile il governo britannico assicurò il suo sostegno all'Albania e definì infondate le pretese jugoslave, poiché lo status quo era stato accettato da tutte le parti anni prima.
Nel frattempo, nemmeno la situazione al confine meridionale era risolta: nella regione di Coriza, l'esercito del Regno di Grecia manteneva occupati quattordici villaggi assegnati all'Albania: la Conferenza degli Ambasciatori confermò la decisione precedente disponendo il passaggio di questi sotto la sovranità albanese. Nell'aprile 1924 giunse nella regione la commissione internazionale per i confini guidata dal generale italiano Pietro Gazzera, ma il governo greco sabotò i lavori della commissione.
Politica interna Le sfide principali si presentarono sul piano interno: il prestigio del governo Vërlaci fu messo duramente alla prova dall'assassinio di due turisti americani nei pressi di Mamurras il 6 aprile 1924. I due stavano viaggiando verso nord sulla strada Tirana-Scutari quando furono fermati da uomini armati e uccisi; l'autista degli americani, fintosi morto, riuscì a fuggire e diede una descrizione precisa degli aggressori. Secondo le testimonianze, gli assassini furono sorpresi nello scoprire che le vittime erano straniere, il che portò le autorità a concludere che gli americani fossero vittime innocenti di una faida di sangue e la notizia scosse fortemente l'opinione pubblica, poiché secondo le tradizioni secolari, non esiste offesa più grave all'onore di un albanese del ferimento di un ospite.
Il governo Vërlaci trattò l'episodio come un attentato politico volto a screditare l'Albania e il 9 aprile introdusse lo stato di emergenza. Fonti ufficiali confermarono poi che la gendarmeria di Kruja aveva ucciso due dei colpevoli in uno scontro a fuoco e il governo comunicò che gli assassini stavano in realtà aspettando due funzionari governativi, uccidendo gli americani per errore. Tuttavia, l'opposizione di Fan Noli accusò Zogu di aver orchestrato l'attentato per dimostrare la necessità di un governo forte, e per questo le relazioni tra l'ambasciata americana e il governo albanese ne risentirono pesantemente e gli americani iniziarono a sostenere gli oppositori.
Successivamente, il 20 aprile, davanti al parlamento di Tirana, fu compiuto un attentato contro il deputato Avni Rustemi, figura di spicco della fazione di Fan Noli: Rustemi morì due giorni dopo e il sospetto che Zogu fosse il mandante dell'omicidio scatenò una rivolta, con i deputati dell'opposizione che boicottarono l'assemblea e si trasferirono a Valona, dove crearono un "contro-parlamento". Il corpo di Rustemi fu trasportato in processione per mezzo Paese, diventando un martire nazionale e il suo funerale a Valona vide la partecipazione di 10.000 persone e discorsi rivoluzionari contro Zogu.
Dimissioni del governo Con l'opposizione a Valona che chiedeva la rimozione del governo Vërlaci e l'incriminazione di Zogu, il 17 maggio scoppiò un'insurrezione armata nazionale: i generali dell'esercito a Scutari e Argirocastro si schierarono con i ribelli, anche perché non ricevevano lo stipendio da mesi, e a fine maggio, le forze ribelli iniziarono a convergere sulla capitale da nord e da sud.
Sotto la pressione degli insorti, il governo non fu in grado di reagire efficacemente: il 27 maggio Vërlaci si dimise e il suo governo si sciolse. Vërlaci rimase a Tirana come comandante delle forze governative per difendere la città, mentre il ruolo di Primo Ministro fu assunto formalmente da Iliaz Vrioni. Tuttavia, il 9 giugno Vërlaci e Vrioni fuggirono dal Paese. Il 10 giugno i ribelli occuparono la capitale: con la vittoria della Rivoluzione di Giugno (), Fan Noli poté formare il suo governo il 16 giugno successivo.
Compagine di governo
Appartenenza politica Nonostante la situazione dei partiti politici in Albania fosse molto incerta e senza i moderni apparati, l'appartenenza politica dei membri del Governo si può riassumere come segue: PartitoPrimo ministroMinistriTotalePartito Progressista112Partito Popolare -11Indipendenti -11Totale134
Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Governo alla sua formazione si può così riassumere, secondo l'odierna suddivisione amministrativa: PrefetturePrimo ministroMinistriTotale1 -1 -11 -11 - 11
Composizione
Ufficio del Primo ministroCaricaTitolarePartitoPrimo ministroShefqet VërlaciProgressistaMinisteriMinistriPartitoAffari interniShefqet VërlaciProgressistaAffari esteriIlias VrioniIndipendente moderatoFinanzeMyfit LibohovaAd interim (Fino al 16/04/1924)ProgressistaLuigj GurakuqiDal 16/04/1924 al 13/05/1924Opposizione liberaleMyfit LibohovaAd interim (Dal 13/05/1924)ProgressistaGiustiziaMyfit LibohovaProgressistaLavori pubblici e agricolturaKostaq KottaPopolareIstruzioneKostaq KottaAd interim (Fino al 15/04/1924)PopolareFahri RashitiDal 15/04/1924 al 13/05/1924Opposizione liberale VacanteDal 13/05/1924Fonti:
Note
Esplicative
Bibliografiche
Bibliografia
Robert C. Austin, Founding a Balkan state: Albania’s experiment with democracy, 1920–1925, Toronto, University of Toronto, 2012, Kastriot Dervishi, Kryeministrat dhe ministrat e shtetit shqiptar në 100 vjet: Anëtarët a Këshillit të Ministrave në vitet 1912–2012, jetëshkrimet e tyre dhe veprimtaria e ekzekutivit shqiptar, Tirana, Shtëpia Botuese 55, 2012, Bernd Jürgen Fischer, King Zog and the Struggle for Stability in Albania, East European Monographs, 1984, Owen Pearson, Albania and King Zog: Independence, republic and monarchy 1908–1939, Centre for Albanian Studies, 2004, Miranda Vickers, The Albanians. A Modern History, Bloomsbury Academic, 1999,
Voci correlate
Principato d'Albania Storia dell'Albania
Vërlaci I