Fu l'autore di un compendio delle conoscenze astronomiche della Persia medievale intitolato Syntaxis ton PersonTraduzione letterale: Compendio persiano in cui erano riportati i nomi delle stelle note agli astronomi arabo-persiani dell'XI secolo. Il testo ebbe larga diffusione dapprima nel mondo bizantino e poi nel XV secolo anche in Europa occidentale dove ne fu prodotta anche una parziale traduzione in latino intitolata Expositio in syntaxin Persarum. Una copia di questa versione fu certamente posseduta da Giuseppe Giusto Scaligero.
L'opera si compone di un prologo, in cui è raccontata la biografia dell'autore, 51 capitoli e tavole astronomiche basate su quelle di Naṣīr al-Dīn al-Ṭūsī. I primi capitoli vertono su temi legati al calendario, in particolare sul calcolo della Pasqua, poi vengono descritti i movimenti dei sette pianeti allora notiNel senso medievale di pianeta, ovvero di corpo errante nella volta celeste, ci si riferisce a Sole, Mercurio, Venere, Luna, Marte, Giove e Saturno., quindi tratta delle eclissi solari e lunari e infine ci sono spiegazioni di astrologia e oroscopi.
Dal prologo apprendiamo che Chrysococca mentre studiava medicina a Bisanzio venne educato all'astronomia da Grēgorios Chioniadēs e decise di trasferirsi a Trebisonda per approfondire le sue conoscenze presso padre Manuel, allievo del suo stesso maestro, con il dichiarato intento di appurare quanto la conoscenza del movimento degli astri fosse utile in medicina. In questo periodo oltre all'astronomia imparò anche il persiano.
Note
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