Durante la sua vita acquisì notorietà grazie al suo poema alchemico The Ordinal of Alchemy.
La sua fama di alchimista gli permise di ottenere i titoli nobiliari e di lavorare al servizio dell'allora re d'inghilterra Edoardo IV.
Biografia Le informazioni sulla vita di Norton provengono, per la maggior parte, dal suo stesso manoscritto e dalle svariate analisi che sono state effettuate nel corso dei secoli.
Appartenente a un'importante famiglia di mercanti della contea di Bristol, la sua esatta data di nascita è incerta, ma, tenendo in considerazione alcune dichiarazioni contenute nella sua opera, si intuisce che possa essere nato intorno al 1430, probabilmente a Colerne.
Fu, con molta probabilmentà, allievo di George Ripley che lui stesso identifica come il suo maestro.
Nonostante avesse riscosso un certo riconoscimento tra le corti inglesi, tanto da prestare i suoi servigi al re Edoardo IV, sembrava avere un rapporto di forte astio con il padre, sindaco della contea di Bristol, il che lo portò a scrivere l'opera per la quale è oggi noto.
Dopo la morte del padre, accusò il futuro sindaco della contea di alto tradimento ma, nonostante la sua amicizia con il re, Norton venne costretto al silenzio sulla vicenda.
Morì il 30 novembre 1513.
The Ordinal of Alchemy
The Ordinal of Alchemy si presenta come un poema a carattere alchemico di circa 3000 versi in rime irregolari scritto interamente in inglese medio.
Il manoscritto si apre con un invito da parte dell'autore di leggere la sua opera più volte per coglierne il vero significato, rivolgendo svariate critiche a chi, nel tempo, ha provato ad alterare le idee dell'arte alchemica.
Dopo una breve introduzione biografica, in cui identifica più volte George Ripley come il suo più grande maestro, sostiene di essere riuscito a realizzare, almeno due volte, l'elisir di lunga vita, venendogli però rubato in entrambe le occasioni, prima da un suo discepolo e, successivamente, dalla "moglie di un mercante".
All'interno del testo sono presenti, inoltre, dei versi satirici in cui sembra schernire il noto scrittore inglese Geoffrey Chaucer, per il quale Norton sembra nutrire una lieve inimicizia probabilmente a causa dell'opera Il racconto del famiglio del canonico. In tempi recenti, questa parte dell'Ordinal, giocò un ruolo di rilievo nel generare l'errata concezione storica che vede Chaucer coinvolto nelle arti alchemiche, ipotesi storica rivelatasi infondata.
Paternità dell'opera
Come spesso accade per opere di questo tipo, la paternità dell'Ordinal non è dichiarata apertamente nel testo ed è, tutt'oggi, oggetto di controversie.
Nonostante questo, svariati studiosi, sia storici che esoteristi, sono concordi nel collegare il manoscritto a Norton. Sul tema si sono espressi anche Michael Maier e Elias Ashmole, puntualizzando come, all'interno del testo, siano presenti messaggi "nascosti" che collegano, indubbiamente, l'opera all'alchimista inglese.
Verso la fine degli anni '30 del XX secolo, le ipotesi di Maier e Ashmole vennero messe in discussione ma, nonostante gli sforzi, non si riuscirono a trovare prove concrete che potessero confermare l'estraneità di Norton.
Pubblicazioni ed edizioni Fonti storiche sembrano attestare la presenza del The Ordinal of Alchemy all'interno di 32 manoscritti medievali. In particolare, l'attenzione degli studiosi è catturata principalmente da un manoscritto miniato, attualmente conservato nella British Library, che sembra essere stato concepito proprio nel periodo storico in cui Norton ha vissuto. Data l'estrema cura con cui questo manoscritto è stato decorato, si pensa che l'autore stesso abbia supervisionato la stesura dell'intera opera.
Una copia risalente al XVI secolo si trova, invece, nella biblioteca nazionale dello stato di Israele.
Nel XVII secolo, il medico ed esoterista Michael Maier, tradusse il testo di Norton in latino, per poi inserirlo nel trattato suo trattato Tripus Aureus.
Elias Ashmole effettuò delle ripubblicazioni in lingua originale, contenute nella sua opera Theatrum Chemicum Britannicum, decorandola con delle nuove incisioni.
Note